Eroico Ciccone (e nuova maglia azzurra), ma ai Piani di Pezzé vince ancora la Visma... con Sepp Kuss!

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Eroico Ciccone (e nuova maglia azzurra), ma ai Piani di Pezzé vince ancora la Visma... con Sepp Kuss!

La tappa regina del Giro 109 parla statunitense, con Vingegaard in pieno controllo a ruota di Gall, mentre Gee-West è secondo davanti all'abruzzese compagno di squadra e Hindley salta Arensman per il 3° posto nella generale, con Piganzoli vicino ad Eulalio per la maglia bianca. Alla Boucles de la Mayenne la rinascita di Kooij al rientro, ma che gran 2° Magagnotti.

La giornata più dura, sempre nel segno della Visma Lease a Bike ma con un nome differente da colui che aveva dominato sui primi quattro arrivi in salita, ovvero la maglia rosa Jonas Vingegaard.

E’ il compagno Sepp Kuss a prendersi Piani di Pezzé, con i 5 km al 10% di media dell’erta sopra Alleghe che hanno concluso il tappone di questo Giro d’Italia, con la frazione n° 19 per 5000 mt di dislivello in soli 151 km di corsa con partenza da Alleghe; lo scalatore statunitense, che da parecchio tempo (anche da gregario) non regalava una prestazione ai suoi migliori livelli, è entrato nella fuga di giornata e ha sfruttato la chance per rientrare ora nel club di coloro che hanno vinto almeno una tappa in ogni GT, battendo il binomio Lidl-Trek (che resta a secco di successi parziali in questa edizione 109 della corsa rosa) formato da Derek Gee-West e Giulio Ciccone, grandi animatori di giornata.

Il 31enne abruzzese, quantomeno, porta a casa l’obiettivo della maglia azzurra (già vinta nel 2019) che ora è davvero vicina, con 57 punti di vantaggio su Vingegaard; Ciccone, che si trovava a -81 dal danese prima di questa giornata, è entrato nell’azione decisiva sulle rampe del Passo Duran, primo dei sei GPM nel menu, come tanti altri big di questo Giro.

Sì, perché sulla salita da scollinare a 93 km dal gong, c’erano già davanti anche lo stesso Gee-West, 6° in GC questa mattina, ma pure altri corridori da top ten come Storer e Caruso, assieme, oltre a Kuss, allo stesso Giulio Pellizzari in ripresa e che in vetta al Giau, ai -50 dall’arrivo, si è mosso pure in prima persona per poi lasciare sostanzialmente a Ciccone la Cima Coppi (con 50 pt pesantissimi per l’alfiere Lidl-Trek).

Poi, sul Falzarego ai -29 km, lo sgarbo di Einer Rubio a “Cicco”, che perde 10 pt per lo sprint del colombiano, si infuria e attacca andandosene in discesa: guadagnerà oltre un minuto di vantaggio sugli altri 7 compagni di avventura, presentandosi ai piedi dell’erta conclusiva verso Piani di Pezzé (inedita per il Giro, vista solo a livello di corsa rosa dei Dilettanti nel 1992 battezzando Marco Pantani) con un margine che fa pensare possa farcela per il primo hurrà in questa edizione.

Quando si muove di forza Kuss, però, non c’è niente da fare con l’americano che aggancia Ciccone ai 2 km dalla conclusione e lo stacca subito, mentre Pellizzari, dopo essersi staccato e senza più chances per vincere la tappa, aiuta Hindley a guadagnare terreno su Arensman alla deriva, per l’obiettivo podio finale dell’australiano.

Alla fine, Gee-West sarà gran 2° a 13” da Kuss, con Ciccone 3° a 36” appena davanti ai due uomini più forti in salita, con Vingegaard che lascia il 4° posto a Gall (che aveva attaccato ai -4 km, seguito senza problemi dal fuoriclasse scandinavo), mentre Hindley termina 5° a 43” ma ottiene il suo obiettivo, anticipando altri due italiani, Caruso e Piganzoli appena oltre il minuto di ritardo dal vincitore, oltre a reduci della fuga come Rubio, Storer e Hirt, mentre Thymen Arensman rotola a 1’45” e ora si ritrova 4° nonostante l’aiuto di Bernal, che finisce 13° di tappa a più di 2 minuti.

In classifica, Vingegaard padrone con 4’03” su Gall, Hindley si trova a 5’04” e ora può gestire un buon tesoretto su Arensman (+ 5’33”), domani con la doppia scalata a Piancavallo che è di nuovo adatta più all’australiano che al tulipano della Netcompany INEOS; Gee-West è 5° a 6’31” e precede Afonso Eulalio, ancora capace di una strenua difesa anche in ottica maglia bianca, visto che il lusitano ha ceduto oltre 1’ a Davide Piganzoli ma, sul valtellinese della Visma sempre 8° in GC (a 8’29” dal capitano), sabato ripartirà con 1’03” per cercare di risultare il miglior giovane di questo Giro.

Tra i due si trova ancora Michael Storer, poi Damiano Caruso 9° e con un bel vantaggio su Bernal e gli altri, visto il crollo di Ben O’Connor sino al 14° posto.

Oggi si è corsa pure la prima tappa in linea della Boucles de la Mayenne (categoria ProSeries, quattro giorni di gara fino a domenica), con traguardo a Chateau Gontier sur Mayenne e sprint della rinascita per Olav Kooij; sì, perché uno dei grandi acquisti della Decathlon CMA, alla prima occasione utile dopo aver perso tutta la prima parte di stagione per un virus, ha timbrato anticipando un talento in grande crescita come Alessio Magagnotti. Il 19enne della Red Bull-Bora si mette alle spalle Anthony Turgis (TotalEnergies) e il connazionale Alessio Delle Vedove (XDS Astana), gran 4° a sua volta su Molano, Gilmore e Mads Pedersen.

In classifica, conserva la maglia gialla Julius Johansen (UAE Team Emirates XRG), vincitore ieri sera del classico cronoprologo inaugurale di Laval, con 1” di margine su Jakob Soderqvist della Lidl-Trek.

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