Il 28 luglio 1996 l'impresa olimpica di Silvio Martinello: le emozioni 30 anni dopo. "Il momento più esaltante della carriera"

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Il 28 luglio 1996 l'impresa olimpica di Silvio Martinello: le emozioni 30 anni dopo. "Il momento più esaltante della carriera"

Tornato quest'anno a RAI Sport, raccontando da seconda voce il Tour de France appena terminato, il campione padovano ha ripercorso quel giorno di Atlanta 1996, quando conquistò la medaglia d'oro nella corsa a punti. Pistard leggendario, capace di conquistare cinque titoli mondiali, Martinello ha vinto anche due tappe al Giro (diventando pilastro del treno di Cipollini) e indossato la maglia rosa proprio ad Atene in quello start della corsa rosa volto a celebrare il centenario dei Giochi.

Trent’anni da un giorno indimenticabile per il ciclismo su pista tricolore e per uno dei suoi rappresentanti più iconici.

Il 28 luglio 1996, Silvio Martinello si laureava campione olimpico dominando la corsa a punti dei Giochi di Atlanta 1996: il classe 1963 padovano, apprezzatissimo opinionista tra radio e tv da parecchi anni, l’ha rivissuto così sui social. “Esattamente 30 anni fa vivevo il momento più esaltante della mia carriera. Il ciclismo è una disciplina straordinaria; ti forma, ti forgia, ti educa e ti prepara ad affrontare la vita, ne sarò sempre grato”.

Martinello è poi è stato capace, nella parte finale del suo percorso agonistico, di vincere un’altra medaglia olimpica con il bronzo nell’americana di Sydney 2000 assieme a Marco Villa, diventato poi commissario tecnico e vero faro di un movimento che, dopo quella era degli anni ’90, pensando anche ai titoli di Giovanni Lombardi, Antonella Bellutti e Andrea Collinelli, è rinato nell’ultimo decennio, da Ganna a Milan, da Consonni e Guazzini a Fidanza e tante altre stelle, pensando anche ai giovani che stanno arrivando.

Nei velodromi, senza parlare poi dei trionfi nelle Sei Giorni più importanti al mondo, Silvio Martinello ha conquistato la bellezza di cinque titoli mondiali, con la doppietta del 1995-1996 assieme a Villa nell’americana, ai due titoli nella corsa a punti e a quello da giovanissimo nell’Inseguimento a squadre. Su strada, il campione veneto è stato protagonista delle volate, diventando poi anche perno fondamentale del treno di Mario Cipollini, timbrando una volta alla Vuelta Espana e in due tappe del Giro d’Italia, con la prima dell’edizione 1996 risultata a dir poco speciale perché gli valse la maglia rosa, proprio ad Atene dove la corsa rosa celebrava con lo start dalla Grecia il centenario dei Giochi. E meno di 3 mesi più tardi, arrivò poi il titolo di Atlanta.

Tornato quest’anno in TV, collaborando nuovamente con RAI Sport (la sua avventura con l’emittente di stato era cominciata già oltre 20 anni fa, quasi subito dopo il ritiro dall’agonismo), dopo essersi candidato per due volte alla presidenza federale senza riuscire ad avere la meglio nel confronto con l’attuale numero 1 della FCI, Cordiano Dagnoni, Martinello ha vissuto nuovamente un Tour de France da seconda voce al fianco del telecronista Stefano Rizzato, trovandosi a spegnere nelle scorse ore la polemica emersa per aver in qualche modo paragonato il delirio di pubblico all’Alpe d’Huez a qualche pride. Con la consueta classe, sui social sono arrivate le scuse.

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