Per Van Gils rientro super, il primo arrivo in salita dell'Auvergne-Rhone-Alpes è Red Bull; Seixas-Del Toro staccano tutti

Per Van Gils rientro super, il primo arrivo in salita dell'Auvergne-Rhone-Alpes è Red Bull; Seixas-Del Toro staccano tutti
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Per Van Gils rientro super, il primo arrivo in salita dell'Auvergne-Rhone-Alpes è Red Bull; Seixas-Del Toro staccano tutti

La sesta tappa della corsa World Tour a Crest-Voland vede il belga, supportato da Tuckwell (alla fine 3°) che si veste di giallo grazie alla maxi-fuga promossa sin dallo start in pianura, battere Tobias Halland Johannessen. I due grandi favoriti per la generale guadagnano poco meno di 20" su Jorgenson, Ayuso e Skjelmose, alla deriva la Netcompany INEOS.

Quattro mesi di attesa, da quella bruttissima caduta sul traguardo della Clasica Jaen, fratturandosi in più parti il bacino, a metà febbraio.

Maxim Van Gils, alla prima corsa dal rientro per cominciare davvero il suo 2026, torna a sorridere conquistando forse la vittoria più bella della sua carriera, sul traguardo della 6^ frazione al Tour Auvergne-Rhone-Alpes, con il primo dei tre arrivi in salita posto al termine dei 6 km al 7,4% di Crest-Voland.

Il classe 1999 della Red Bull-Bora Hansgrohe ha finalizzato l’azione di giornata promossa dagli stessi alfieri del team tedesco (ce n’erano 4 in fuga) che fa festa pure con Luke Tuckwell, nuova maglia gialla e con il giovanissimo australiano determinante pure nel successo di Van Gils.

Andiamo con ordine: tra i vari non partenti per aprire il week-end di alta montagna, alza bandiera bianca pure Wout Van Aert che aveva vinto il giorno precedente, ma proprio dopo la tappa di Villars les Dombes ha accusato dolori al gomito incidentato una decina di giorni fa cadendo in allenamento. Non il massimo sulla strada per la preparazione verso il Tour.

Capita poi che dopo una decina di km in pianura, se ne vada in fuga…. Il gruppo: ben 60 uomini davanti, l’unica squadra non rappresentata è la Decathlon CMA di Paul Seixas che si mette a gestire per contenere sui 2-3 minuti il ritardo per oltre metà tappa, prima di ricevere il supporto dell’EF-EasyPost della maglia gialla Baudin (che lascia davanti Steinhauser, all’attacco per prendersi la tappa ma crollato nel finale), anche se il ritardo lievita sino a 4’30” quando siamo ai piedi delle ultime due salite in serie, ormai a 20 km dal traguardo.

Mentre là davanti fa l’azione proprio Van Gils in prima persona, a poco meno di 5 km dal gong ecco l’atteso attacco di Paul Seixas che viene contenuto solo dal co-favorito della 78^ edizione dell’ex Delfinato, Isaac Del Toro, mentre si scoprirà solo più tardi che Oscar Onley, 2° in classifica alla pari del compagno Vauquelin a 12” da Baudin, che nel frattempo va alla deriva, è caduto nell’ultima discesa ai -7 km e pagherà quasi mezz’ora al traguardo (in serata la notizia del ritiro per il britannico della Netcompany INEOS, che già aveva perso Tarling, con la spalla dislocata).

La tappa se la giocano in tre, ma Tuckwell in realtà tira sino agli ultimi 200 mt per lo sprint di Van Gils e al tempo stesso prendersi la maglia gialla: Tobias Halland Johannessen prova a contrastare il belga, ma per il norge della Uno-X Mobility non c’è niente da fare, costretto alla piazza d’onore davanti al nuovo leader della corsa, con Pablo Torres (UAE) 4° a 13” e poi a 33 un gruppetto regolato da Raul Garcia Pierna su Voisard, per il quale la Tudor aveva lavorato molto.

I big: Del Toro e Seixas arrivano assieme (in 20esima e 21esima posizione), a 3’15” dal vincitore, con 13 secondi di margine su Jorgenson che tiene botta, 22 sul binomio Lidl-Trek composto da Ayuso e Skjelmose (un po’ al di sotto delle attese entrambi), paga quasi 1 minuto dai due big Cian Uijtdebroeks, mentre alle spalle del capitano Movistar troviamo più staccati Plapp, Carlos Rodriguez e, rimanendo in casa Netcompany INEOS, Vauquelin deludente ad oltre un minuto e mezzo concludendo assieme al connazionale ed ex leader Baudin.

La nuova generale vede Tuckwell in giallo (considerato il suo risultato al Romandia, una top 5 finale è tutt’altro che impossibile anche se ora ci saranno due tapponi veri) con 1’12” di margine su Armirail che, così come l’altro transalpino Martin a 2’00”, non ha chances mentre Jorgenson ora è il migliore dei big più attesi, a 2’34” con Seixas invece 7° a 3’06” e con 9 secondi su Ayuso e Skjelmose, mentre Del Toro, che ha perso tanto con la cronosquadre, si trova a 3’22”.

Sabato la penultima giornata di corsa, con il durissimo arrivo sul Grand-Colombier.

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Sui Campi Elisi una tappa finale meravigliosa con l'attacco dei big su Montmartre, poi nei 400 metri finali il numero dell'olandese, in tandem con la maglia gialla dai -10 km sino al rettilineo conclusivo, che per pochi metri resiste ai velocisti e fa festa con Philipsen. Pogi si consola con il quinto trionfo ufficialmente ratificato per entrare nella storia, sul podio con lo sloveno ecco Evenepoel e Del Toro che è anche il miglior giovane, mentre Pedersen e Carapaz si vestono di verde e a pois.