Philipsen trafigge Andresen e spezza il sogno del danese nella Copenhagen Sprint, che caos nel finale

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Philipsen trafigge Andresen e spezza il sogno del danese nella Copenhagen Sprint, che caos nel finale

La 2^ edizione dell'appuntamento World Tour dedicato ai velocisti si risolve con uno sprint ristretto, dopo una maxi-caduta a 19 km dall'arrivo e con i fuggitivi di giornata ripresi negli ultimi 500 metri. Il belga torna alle corse e vince alla grande, completa il podio Welsford.

Una Copenhagen Sprint caotica, tutt’altro che scontata nonostante il percorso completamente pianeggiante, e un finale che premia tutta la qualità di Jasper Philipsen, che diventa il secondo vincitore nella giovanissima storia della corsa World Tour danese ideata lo scorso anno.

Un appuntamento totalmente dedicato alle ruote veloci, ma al termine dei 228 km con start da Roskilde si è arrivati vicinissimi al colpaccio da parte dei fuggitivi di giornata, partiti pochi metri dopo il via e rimasti in 4, con Rodenberg che si è rialzato a poco meno di 100 km dall’arrivo, con 3 danesi (Foldager, Andersen e Blume Levy) assieme al belga Herregodts della UAE che sono stati ripresi a neppure 500 mt dalla linea e dopo essersi studiati troppo nei 2 km conclusivi, altrimenti ce l’avrebbero potuta fare anche perché, nel plotone dei big, le forze erano state dimezzate dalla maxi-caduta avvenuta ai -19 km.

Proprio come lo scorso anno, c’è stato un capitombolo di gruppo che ha stravolto il finale, con una trentina di uomini rimasti davanti e i vari Merlier (il favorito numero 1), Meeus (che qui vinse nel 2025), Groenewegen, Fretin, De Kleijn e molti altri tagliati fuori. Ci si è messa pure la pioggia, seppur a tratti, a complicare l’organizzazione dei treni per agguantare la fuga, come detto neutralizzata in extremis, ma la Decathlon CMA sembrava aver fatto tutto alla perfezione per Tobias Lund Andresen.

Il danese padrone di casa, uscito senza successi dal Giro d’Italia ma vincente in stagione nel WT tra Down Under, Cadel Evans Road Race e Tirreno-Adriatico, è stato lanciato alla grande da Thor Gudmestad (che poi chiuderà addirittura 4°) ma nei 200 mt decisivi ha avuto la peggio, in maniera piuttosto netta, nel duello con uno straripante Philipsen, che a due mesi dall’ultima gara disputata, un’amara Parigi-Roubaix, esulta alla grande per la sua Alpecin-PremierTech sulla strada del prossimo Tour de France.

Il podio lo completa un rimontante Sam Welsford (Netcompany INEOS), che per un soffio non conquista anche la piazza d’onore, poi dietro a Gudmestad ecco Danny Van Poppel, che è diventato capitano della Red Bull-Bora con Meeus rimasto intrappolato nella caduta, e Max Walscheid che ha sostituito Jonathan Milan, costretto al forfait ieri, per un discreto risultato in seno alla Lidl-Trek.

Il miglior italiano? Matteo Moschetti, 19°, con il milanese della Pinarello Q36.5 che è rimasto nel gruppo buono, ma non ha avuto la forza di sprintare per fare meglio.

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