Van Aert è tornato... di nuovo! Dopo l'infortunio al gomito batte tutti nella 1^ tappa del Giro di Danimarca

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Van Aert è tornato... di nuovo! Dopo l'infortunio al gomito batte tutti nella 1^ tappa del Giro di Danimarca

Gran rientro del fiammingo, pensando a Vuelta e Mondiale, con lo sprint ristretto di Aalborg che lo vede piegare Kubis. Primo hurrà da pro per Markel Beloki, che si prende la 2^ frazione e la maglia di leader al Tour de l'Ain.

E’ tornato, di nuovo, da campione qual è.

Questa volta lo stop non era stato così prolungato, ma gli era costato dopo tanti anni la partecipazione al Tour de France, ma Wout Van Aert ha saputo preparare bene la seconda parte di stagione (che lo vedrà protagonista soprattutto a Vuelta e Mondiale) lavorando in altura, sulle montagne italiane visto che si è diviso tra Passo Sella e Livigno, ed eccolo vincere subito, per il terzo hurrà del suo 2026 dopo la Roubaix e la tappa del Delfinato (sua ultima corsa l’11 giugno, prima di fermarsi per l’infezione al gomito), nella prima frazione del Giro di Danimarca.

La 36esima edizione dell’appuntamento di categoria ProSeries, con cinque giornate di corsa fino a domenica, si è aperto con i 197 km attorno alla città di Aalborg, che proponeva un circuito finale di 6,5 km con uno strappo impegnativo (700 mt con punte sopra il 10%) sul quale, all’ultimo passaggio quando mancavano poco più di 4 km all’arrivo, il fiammingo della Visma Lease a Bike ha mostrato una gran gamba rientrando di forza, con il solo Kragh Andersen che ha sofferto per tenergli la ruota, sui 6 uomini che ormai sembravano potersi giocare la vittoria.

Lo stesso Christophe Laporte, a sua volta al rientro dopo l’infortunio di maggio e che ai -9 km era entrato in quel tentativo, si è poi sacrificato per WVA lanciandolo nello sprint a 8 che il leader della squadra olandese ha vinto in maniera abbastanza netta sul campione di Slovacchia, Lukas Kubis (Unibet Rose Rockets), con il norvegese Breiner della Uno-X sorpresa al 3° posto davanti ad una ruota veloce come Tim Torn Teutenberg (Lidl-Trek). Il plotoncino principale è stato regolato da Plowright su Foldager, a 17” dalla testa con Van Aert subito in maglia, per il centro n° 54 nella carriera su strada e dopo essere pure finito a terra nella maxi-caduta di gruppo avvenuta a poco più di 70 km dall’arrivo.

In precedenza, sulle strade del Tour de l’Ain era arrivata la prima gemma da pro di un giovane di talento come Markel Beloki: il figlio d’arte (papà Joseba è salito tre volte sul podio del Tour, dal 2000 al 2002, anche se quelle edizioni sono state “cancellate” per il caso Armstrong) ha trionfato a Lagnieu, al termine della seconda tappa (sulle tre in programma) della corsa di categoria 2.1 partita da Saint Vulbas e che proponeva la doppia scalata al Col de Portes.

Sulla seconda, con la vetta posta a poco più di 25 km dall’arrivo, si è selezionato il gruppetto di una decina di unità che nel tratto finale di pianura (15 km scarsi) si è giocato la tappa; Beloki, che aveva nel plotoncino il compagno dell’EF-EasyPost, Jefferson Alexander Cepeda, ha anticipato ai -10 km con una staffilata che l’ha portato presto a guadagnare decine di secondi, tanto da concludere con 55” di vantaggio sugli undici inseguitori.

Noa Isidore, bel prospetto francese di casa Decathlon CMA, ha regolato Nicola Conci per la piazza d’onore, con il trentino della XDS Astana ora lì in lotta per il podio nella classifica generale, comandata da Beloki con 52” di margine su Mariault.

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