Van der Poel magico, Philipsen pure: grande vittoria del fiammingo che si riaccende al Tour e per la verde...

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Van der Poel magico, Philipsen pure: grande vittoria del fiammingo che si riaccende al Tour e per la verde...

Arrivano una quarantina di uomini a Voiron per giocarsi la tappa n° 17: l'Alpecin-PremierTech non sbaglia nulla, dopo aver chiuso nel finale su Stuyven, e MVDP è perfetto per lanciare il compagno che precede Schmid e Kooij, mentre Pedersen è 8° e ora rischia in ottica classifica a punti. La UAE, con Adam Yates in grave difficoltà, conclude con Pogacar in maglia gialla assieme agli altri big a 8'45".

Un’autentica liberazione, dopo una prima parte di Tour de France molto complicata, “sverniciato” in volata da Tim Merlier nonostante il gran lavoro della sua Alpecin-PremierTech e di Mathieu Van der Poel in qualità di lead-out.

Proprio con il suo compagno più fidato, nonché grande amico, Jasper Philipsen ha completato l’opera per sbloccarsi e andare a conquistare la sua 11esima vittoria di tappa in carriera alla Grande Boucle (dove ha sempre timbrato almeno una volta dal 2022), chiudendo la Chambéry-Voiron, volata ancora a ritmi folli visto che si sono superati i 48 km/h di media lungo 174 km tostissimi, specialmente nei primi 50 km di quasi costante ascesa.

Alla fine, il classe 1998 fiammingo l’ha risolta allo sprint su altri 25 uomini, dopo una maxi-fuga (senza italiani protagonisti, oggettivamente oggi era una grande occasione e da Ganna a Tiberi e Ballerini, tra l’altro caduto in avvio, sono mancati tutti) che in realtà non è quasi mai stata compatta, per una battaglia clamorosa e terminata, sul rettilineo finale di 300 mt in leggera salita, con lo show del duo Alpecin (secondo hurrà per il team belga dopo quello dell’ex iridato a Ussel alla 9^ frazione) e MVDP a lasciare ai 150 mt un Philipsen che si imporrà in maniera nettissima su Mauro Schmid, 2° dopo la perla di Belfort, e Olav Kooij, 3° e deluso visto che a quel punto era l’olandese il co-favorito.

Proprio Van der Poel, a 100 km dalla conclusione e dopo oltre 70 a tutta, aveva avviato la prima azione con margine, composta da 16 unità e dopo che Isaac Del Toro aveva perso in discesa il gruppo maglia gialla, con una UAE Team Emirates XRG apparsa in difficoltà e che ha rischiato di perdere Adam Yates, con problemi di stomaco (già dalla crono di ieri, svelerà poi il team principal Mauro Gianetti) e atteso da Wellens per tagliare il traguardo con oltre 26 minuti e mezzo di ritardo.

La Decathlon di Kooij, quando i 16 attaccanti con Van der Poel, Stuyven, Tarling, lo stesso Hindley, Bernal, Baudin e Simmons aveva guadagnato quasi un minuto, ha tenuto aperta la tappa e Mads Pedersen, già all’attacco sin dai primi km ma andato in difficoltà sulle ultime rampe del GPM dopo 50 km di corsa, è poi rientrato di forza, in un rimescolamento continuo che ha visto Philipsen soffrire finendo anche ad un minuto e mezzo dalla testa, portando via un plotoncino di 6 unità che sembrava poter essere quello giusto.

Con il danese in maglia verde, infatti, c’erano anche Healy, Stuyven, Planckaert (che ha sempre coperto avendo Van der Poel e Philipsen nel gruppone dietro), Kwiatkowski e il campione tedesco Engelhardt; dai -58 km sino ai -27, con l’ex iridato che si è preso i 25 punti allo sprint intermedio, il vantaggio è rimasto superiore al minuto sulla trentina abbondante di inseguitori, poi ai -25 km dal gong ecco l’attacco in solitaria di Jasper Stuyven. Il vincitore della Sanremo 2021, quest’anno già vicino a vincere una tappa al Giro d’Italia e decisivo in tutte le volate di Magnier (nella corsa rosa) e Merlier, capace di calare la tripletta qui, ha provato a regalarsi la sua prima tappa al Tour e ha sognato a lungo, mentre Pedersen e soci venivano ripresi da tutti gli altri fuggitivi.

Il problema per l’alfiere Soudal-Quick Step è stato lo strappo (2,5 km al 4%) cominciato a quasi 6 km dalla conclusione e approcciato con 25” di margine; a poco più di 3500 metri dalla linea del traguardo, Stuyven ha mollato mentre Alpecin e Lidl provavano a gestire una situazione caotica. L’ultimo tentativo di Tarling all’altezza della flamme rouge, rintuzzato da Schmid e Askey che poi chiuderanno rispettivamente al 2° e 4° posto, nello sprint dominato da Philipsen e che ha visto Pluimers completare la top five regolando il francese Russo, Artz, un Pedersen solo 8° (con Matthews 9°) dopo aver speso moltissimo e ora con il rivale per la classifica a punti incollato.

Sì, perché Jasper Philipsen si riporta a soli 7 punti dallo scandinavo, proprio nella giornata in cui Mads sembrava poter chiudere i giochi, e a questo punto sarà Parigi, domenica pomeriggio, a decidere tutto per una delle maglie più importanti.

In chiave classifica generale, alla fine è cambiato poco anche se Jordan Jegat ha guadagnato quasi 9 minuti per avvicinare la 7^ e 8^ piazza (il transalpino è rimasto 9° in GC, ad oltre 14 minuti dalla maglia gialla), col gruppo dei big arrivato a 8’46” per un Tadej Pogacar leader sempre con 4’32” su Evenepoel, 6’51” rispetto al compagno Del Toro e 7’11” su Seixas.

Giovedì la tappa n° 18, da Voiron a Orcières-Merlette lungo 185 km tutto sommato morbidi, seppur con parecchi km di salita, fino ai piedi dell’erta conclusiva di 7 km al 6,7%. Considerato che poi ci saranno le due frazioni regine con la doppia Alpe d’Huez, è probabilissima un’altra fuga vincente ma con più scalatori in ballo rispetto a quest’oggi.

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