Vingegaard per la prima volta in pubblico dopo la caduta al Tour. Eccolo nella sua Danimarca: "Valutiamo per il finale di 2026"

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Stradal'intervista

Vingegaard per la prima volta in pubblico dopo la caduta al Tour. Eccolo nella sua Danimarca: "Valutiamo per il finale di 2026"

A Glyngore, suo paese natale, è partita la seconda tappa della corsa ProSeries e il fuoriclasse della Visma Lease a Bike era presente in qualità di spettatore, undici giorni dopo la frattura alla clavicola destra costata il ritiro dalla Grande Boucle. "Io sto bene e il recupero procede, Wout Van Aert è stato impressionante ieri al rientro e Pogacar... mi ha scritto un messaggio dopo l'incidente".

Nel suo paese natale, davanti alla gente che conosce da una vita, Jonas Vingegaard è riapparso per la prima volta in pubblico dopo la caduta che gli è costata la possibilità di giocarsi almeno il sesto podio consecutivo al Tour de France, nell’annata della sua maglia rosa portata sino a Roma al debutto sulle strade del Giro d’Italia.

Lo scorso 19 luglio, la frattura alla clavicola destra rimediata dal campione scandinavo a 22 km dall’arrivo della tappa di Plateau de Solaison, questa mattina eccolo a Glyngore, al villaggio di partenza della tappa numero 2 del Giro di Danimarca, scattato ieri con il successo ad Aalborg del suo compagno Wout Van Aert. Se la Vuelta era in ogni caso già esclusa dai programmi dopo due GT disputati, il capitano della Visma Lease a Bike non ha chiuso la possibilità al rientro almeno per il finale di stagione (con Mondiale di Montréal, impegnativo, e Lombardia che sarebbero le classiche più adatte). “Riesco già a muovere il braccio, non è ancora perfetto ma sta migliorando sempre di più – le parole di Vingegaard riportate da “WielerFlits” – Avevo comunque bisogno di una pausa dopo il Tour, perché è già stata una stagione lunga e frenetica, con molte gare e tanta preparazione per esse.

Se correrò qualche gara in questa stagione? Non ne ho ancora parlato con il team, dipende anche dal mio recupero. Al Mondiale non è impossibile una presenza, ma non voglio dire ora che ci sarò”.

All’ennesima domanda sulla possibilità che lasci il ciclismo agonistico ancora abbastanza giovane (ad ottobre Jonas spegnerà 30 candeline), la risposta è stata chiara: “Non ho ancora deciso quando smetterò; il tempo lo dirà, se alla fine del 2028 sentirò di non volere più praticare il ciclismo agonistico, allora saluterò ma è possibile che vada avanti ancora”.

Ieri al rientro dopo l’ennesimo stop, il terzo sigillo stagionale di Van Aert: “Wout è stato impressionante, per lo scatto rientrando sul gruppetto davanti e la volata. Spero che possa concludere bene questa corsa e… perché è così popolare anche qui? Beh, Wout è una star, tutti vogliono vederlo”.

A TV2, infine, il re del Giro 2026, che gli ha permesso di completare la Tripla Corona che Tadej Pogacar potrebbe finalizzare alla prossima Vuelta, che fu del danese un anno fa, Jonas ha aggiunto che “nel 2027 l’obiettivo potrebbe essere quello di vincere gare ancora non conquistate, è successo quest’anno. Al Tour è stato un peccato quanto successo, Tadej mi ha mandato un messaggio dopo l’incidente”.

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