"Alla Carapaz", ecco il secondo successo in carriera al Tour per la Locomotora: a Orcières vince ancora la fuga

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"Alla Carapaz", ecco il secondo successo in carriera al Tour per la Locomotora: a Orcières vince ancora la fuga

Il primo dei tre arrivi in salita consecutivi sulle Alpi premia l'olimpionico 2021, che regola Schmid (2° come ieri, che Grande Boucle dell'elvetico) e Jorgenson, mentre i big concludono assieme a 4 minuti e mezzo, ma Pogacar perde McNulty (ritiro con la febbre) prima delle due giornate con gli arrivi sull'Alpe d'Huez.

Il primo successo dell’EF-EasyPost in questo Tour, cercato sin dalla seconda tappa e arrivato alla diciottesima, conquistato dall’uomo di riferimento della compagine statunitense, un Richard Carapaz dominante nella nuova fuga vincente di questo Tour de France e che non esultava da 14 mesi, ovvero dal timbro a Castelnovo ne’ Monti al Giro 2025.

Il primo hurrà di una stagione sinora complicata per il 33enne scalatore sudamericano è davvero speciale, sull’erta di Orcières-Merlette, ed è il secondo in carriera alla Grande Boucle due anni dopo Superdevoluy, tutto da dedicare alla mamma scomparsa negli scorsi mesi, prima che la “Locomotora del Carchi” fosse costretto a rinunciare all’obiettivo Giro d’Italia.

Carapaz ha finalizzato un’intera giornata all’attacco, con la solita frazione volata dal gruppo partito da Voiron per affrontare i 185 km della prima tappa alpina di questa edizione del Tour de France; solo a metà corsa, si è formata l’azione buona composta da 14 elementi e con Mads Pedersen che, ai -56 km dall’arrivo, ha conquistato il suo obiettivo che era quello dei 25 punti allo sprint intermedio per scappare di nuovo a +32 su Jasper Philipsen, staccato dal danese sulle prime salite.

Poi sono rimasti in 13, e tra di loro c’erano Carapaz e Bernal, i due uomini da top 15 nella generale, ma anche cacciatori per il successo di tappa come Johannessen, Jorgenson, Schmid e lo stesso Valentin Paret-Peintre pure in gioco per la maglia a pois. A 45 km dalla conclusione, mentre in totale c’erano oltre 40 corridori all’attacco (compresi Caruso e Frigo per i colori azzurri, ma ben presto fuori dai giochi) rispetto al gruppo maglia gialla, con la UAE Team Emirates XRG che ha lasciato oltre 8 minuti (prima che fosse la Pinarello Q36.5 di Pidcock a ridurre il gap per difendere la posizione in GC del britannico) gestendo abbastanza bene la situazione, ma perdendo Brandon McNulty costretto al ritiro per un virus influenzale che già aveva (e sta ancora) condizionato Adam Yates e Tim Wellens, sono andati via di forza i 6 uomini più forti.

Parliamo di Jorgenson, Schmid, Carapaz, Valentin Paret-Peintre, Tobias Halland Johannessen e Raul Garcia Pierna; nella seconda parte della scalata conclusiva (7 km al 6,7% di media), alla seconda staffilata Carapaz è andato via alla sua maniera: negli ultimi 3,5 km, l’olimpionico 2021 è risultato imprendibile, tanto da tagliare il traguardo con 45” di vantaggio nei confronti di Mauro Schmid e Matteo Jorgenson: l’elvetico della Jayco-Alula, in condizioni di forma strepitose e 2° come ieri, ma già vincente a Belfort, ha regolato nettamente allo sprint l’americano di casa Visma Lease a Bike, alla disperata ricerca di un successo.

Poi a 1’14” Paret-Peintre, che ora si trova a 1 pt da Pogacar in ottica classifica degli scalatori ma con lo stesso Carapaz a -7 dallo sloveno, solo 5° e deluso Johannessen a quasi 2 minuti davanti a Garcia Pierna e, rimanendo in casa Movistar, c’è pure il 7° posto di Pablo Castrillo che ha resistito per pochi secondi al ritorno del gruppo big. La dozzina di uomini di classifica arrivata assieme ha tagliato la linea a 4’35” da Carapaz, con Lenny Martinez davanti a Evenepoel, Pidcock, Jegat, Ayuso, Pogacar, Skjelmose, Prodhomme, Seixas, Del Toro, Riccitello e Voisard.

Per la maglia gialla, nonostante le difficoltà della squadra, la situazione resta in pieno controllo con il margine di 4’32” su Remco Evenepoel, che sulla salita finale ha mostrato sicurezza facendo tirare Cattaneo, Van Gils e Hindley, 6’51” su Del Toro sempre in maglia bianca e 7’11” rispetto a Seixas, prima dei due fari Lidl-Trek, Ayuso e Skjelmose, con Martinez 7° davanti a Pidcock, Jegat e un Carapaz che risale al 10° posto saltando Voisard e Van Wilder.

Per Davide Piganzoli resta l’attuale 13° posto, pur perdendo oltre 25 minuti all’arrivo e con la volontà, almeno da quanto dichiarato già in mattinata dal valtellinese che resta l’uomo più in alto in classifica della Visma, di provarci in fuga nelle ultime due giornate di montagna.

A partire da venerdì, con il primo dei due traguardi posti in vetta all’Alpe d’Huez: saranno 128 km, con partenza da Gap, con Bayard e Noyer in avvio ma anche tanta pianura prima del Col d’Ornon ai -30 km e soprattutto gli iconici 13,8 km conclusivi all’8% di pendenza media.

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