Crono con Ganna che vuole inserirsi tra Evenepoel e Pogacar, due tappe morbide e... doppia Alpe d'Huez: il menu finale del Tour

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Stradatour de france 2026

Crono con Ganna che vuole inserirsi tra Evenepoel e Pogacar, due tappe morbide e... doppia Alpe d'Huez: il menu finale del Tour

La Grande Boucle alla vigilia dell'unica sfida individuale contro il tempo, sulla sponda sud del lago di Ginevra per 26 km impegnativi nella prima parte, tanto che il campione d'Italia (al via oltre 3 ore prima dei due grandi favoriti, 1° e 2° della generale) dovrà superarsi per avere chances di tappa. Andiamo a vedere le ultime cinque frazioni in linea, con il clou tra venerdì e sabato.

Secondo riposo, nel cuore delle Alpi ma spostandosi, almeno per la 16^ tappa in programma martedì per la ripartenza dopo l’arrivo di Plateau de Solaison, verso il lago di Ginevra.

E’ tempo di cronometro, l’unica individuale di questo 113° Tour de France, con i 26,1 km da Evian les Bains a Thonon les Bains; si ripartirà con Tadej Pogacar in maglia gialla con 5 minuti netti di vantaggio su Remco Evenepoel, che l’ha preceduto ieri nello sprint in salita, e saranno proprio lo sloveno e il belga i principali candidati al successo pure nella sfida col tic tac.

Sì, perché Filippo Ganna è in gran condizione, ma i primi 9 km in salita al 4,2% di media lo sfavoriranno nel confronto con il primo e il secondo di una generale che vedrà poi a duello, in partenza distanziati di 2 minuti (come gli ultimi 18 corridori in pedana, i primi 148 partiranno invece ogni 90 secondi, con l’avvio della crono previsto alle ore 13.00 e lo start della maglia gialla fissato alle 17.15), anche Isaac Del Toro e Paul Seixas per terza piazza e maglia bianca. Il campione d’Italia della specialità, re per la settima volta il mese scorso in Piemonte, partirà alle 13.58, preceduto di una ventina di minuti da Edoardo Affini.

Cosa avremo poi nel menu finale della Grande Boucle 2026? Mercoledì, con i 174 km da Chambéry a Voiron, avremo una tappa con parecchi km di salita, seppur morbida, nella prima parte per poi viaggiare verso quello che potrebbe essere anche uno sprint di gruppo, specialmente se l’Alpecin di Philipsen, che vuole lottare per la maglia verde con Pedersen, dovesse riuscire a controllare la fuga perché i tentativi saranno molteplici da parte di chi si ritrova ancora a secco.

Azione di attaccanti che dovrebbe avere gioco abbastanza facile giovedì, direzione Orcières-Merlette (che riporta sempre all’impresa di Ocana al Tour 1971, prima del dramma vissuto dallo spagnolo nel confronto con Merckx, che era andato in crisi proprio su quell’arrivo); sì, sarà il terzo arrivo in salita di questo Tour, ma dopo una frazione molto semplice e pure con l’erta conclusiva, che difficilmente può accendere la bagarre tra i big, senza picchi e da appena 7 km al 6,7% di media.

Anche perché, nelle due giornate successive, si deciderà tutto: ASO ha voluto proporre i due tapponi solo nel finale, sperando che Pogacar non dominasse da subito (missione fallita), con l’Alpe d’Huez già protagonista venerdì 24 luglio, al termine dei 128 km con start da Gap, le salite al Bayard e al Noyer nella prima parte, tanta pianura e poi il Col d’Ornon (5,5 km al 6,3%) prima della discesa e del breve tratto di falsopiano a precedere l’iconica scalata alpina, con i suoi 13,8 km all’8,1% di pendenza media.

Sabato, 170,9 km da Le Bourg d’Oisans e di nuovo col traguardo posto sulla cima cara a Marco Pantani e domata per la prima volta nella storia del Tour da Fausto Coppi nel 1952, ecco la 20^ tappa che sarà la più dura: poco dopo il via la lunga ascesa alla Croix de Fer (oltre 24 km al 5,2%), poi in serie Telegraphe e soprattutto Col du Galibier, tetto della corsa alla maglia gialla oltre quota 2600 mt e dal suo versante più impegnativo, 17,7 km al 7% ma con gli ultimi 6 km sopra il 9%.

Poi l’ultima picchiata e quasi subito ci sarà da affrontare il Col de la Sarenne, ovvero l’altro versante dell’Alpe con 13 km al 7,2% di media, scollinamento a meno di 15 km dal gong e falsopiano che porterà, dopo una breve discesa, ai 3800 mt finali per arrivare al traguardo, con un paio di km vicini al 10% prima del classico tratto conclusivo a Huez praticamente piatto negli ultimi 1700 mt.

E domenica 26 luglio, il gran saluto all’edizione 113 nella capitale, con la sfilata che non sarà tale visto che, prima di arrivare sui Campi Elisi, ci sarà da affrontare tre volte lo strappo di Montmartre, con ultimo scollinamento a 10 km dal traguardo.

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