Dal 1° agosto un Tour de France Femmes stellare: il Ventoux dirà... quasi tutto, occhio al gran finale di Nizza

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Stradatour de france femmes 2026

Dal 1° agosto un Tour de France Femmes stellare: il Ventoux dirà... quasi tutto, occhio al gran finale di Nizza

Andiamo alla scoperta del percorso (9 tappe) dell'appuntamento femminile più importante dell'anno: si parte dalla Svizzera tra Losanna e Ginevra, torna la cronometro individuale e poi al settimo giorno ecco il gigante della Provenza, per un'altra prima storica dedicata alle ragazze. Da Vollering a Ferrand-Prevot e Van der Breggen, la startlist sarà a dir poco strepitosa, con la Uno-X delle italiane Tomasi e Vigilia primo team ad ufficializzare la formazione.

Da oggi a domenica, la Grande Boucle maschile vivrà il gran finale dell’edizione n° 113, ma da sabato 1 a domenica 9 agosto è già all’orizzonte lo spettacolo del 5° Tour de France Femmes.

Il GT più atteso dell’anno, nel calendario del ciclismo in rosa il terzo dopo Vuelta e Giro, vivrà di una sfida colossale per la maglia gialla finale a Nizza, se pensiamo che al via ci saranno Pauline Ferrand-Prevot, dominatrice nel 2025 a pochi mesi dal suo strepitoso ritorno su strada, e Demi Vollering (regina nel 2023 e seconda nelle altre tre edizioni dalla nuova era targata ASO cominciata 4 anni fa) quali principali due favorite con l’olandese alla ricerca della doppietta dopo il capolavoro in Italia di poche settimane fa, ma pure Kasia Niewiadoma, che vinse nel 2024 in maniera a dir poco rocambolesca, Anna Van der Breggen che ha sfiorato maglia roja e rosa in questo 2026, Elisa Longo Borghini e Paula Blasi quale super tandem UAE e Marlen Reusser, che guiderà la sua Movistar partendo dalle strade di casa.

Sì, perché questo Tour de France Femmes scatterà dalla Svizzera, a due anni dal Grand Depart di Rotterdam: toccherà a Losanna ospitare la prima frazione, 137 km con l’arrivo allo stadio olimpico dopo uno strappo finale di 2500 metri al 4,6% di media.

Poi da Aigle (casa UCI) a Ginevra, per un probabilissimo sprint anche se la parte centrale della 2^ tappa propone qualche difficoltà, mentre la 3^ si concluderà a Poligny con un altro traguardo dedicato alle ruote veloci, visto che gli ultimi 130 km sono decisamente veloci dopo una salita di 11,5 km al 6,5% praticamente in avvio.

Ed ecco al quarto giorno il ritorno di una cronometro individuale “vera”; 21 km da Gevrey-Chambertin a Dijon con una sola ascesa di un paio di km al 6,5% nella prima metà. La 5^ frazione proporrà 140 km da Macon a Belleville en Beaujolais con il Mont Brouilly nel gran finale, 3500 mt al 7,4% scollinando a poco più di 10 km dalla conclusione.

Il giorno successivo altre difficoltà nei su e giù collinari da Montbrison a Tournon sur Rhone, 153 km con uno strappo finale di 3200 mt al 6,2% piazzato ai -17 km.

Tutta la verità, o quasi, alla settima tappa con la prima volta in gara delle donne sul Mont Ventoux: tutto abbastanza semplice sino ai piedi del “gigante della Provenza”, iconico con i suoi 15,8 km all’8,7% di media, durissimo anche per vento e caldo.

Più comoda la penultima da Sisteron a Nizza, ma è pur sempre la più lunga (175 km) e con insidie solo nel finale, affrontando la Ginestre (2,5 km al 5%) prima della picchiata che strizza l’occhio a chi sarà più lontana in classifica. Anche perché le big, in caso di classifica ancora corta, si scontreranno eccome nella 9^ e ultima tappa, appena 99 km ma senza respiro con start e arrivo a Nizza affrontando quattro volte il Col d’Eze, con i suoi 6 km al 7,6% e l’ultimo scollinamento ai -15 km.

Nelle scorse ore, è arrivata la prima ufficialità dei team che si presenteranno al via della sfida alla maglia gialla: si tratta della Uno-X Mobility, con la compagine norge che punta dichiaratamente alla top ten nella generale con Katrine Aalerud, proponendo due giovani italiane come Alessia Vigilia e Laura Tomasi, assieme a Koster, Haugset, Edseth e Beekhuis.

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