E ora... tutti in treno a Parigi! Pogacar proverà a vincere l'ultima tappa del suo 5° Tour? "Da pelle d'oca l'arrivo con Isaac"

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Stradatour de france 2026

E ora... tutti in treno a Parigi! Pogacar proverà a vincere l'ultima tappa del suo 5° Tour? "Da pelle d'oca l'arrivo con Isaac"

Dopo Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain, domenica lo sloveno è pronto a diventare il quinto uomo con la cinquina di maglie gialle in bacheca. Le sue parole dopo la festa UAE in vetta all'Alpe d'Huez, visto che grazie anche all'aiuto dell'iridato, Isaac Del Toro salirà sul podio finale e da miglior giovane della corsa. Carapaz festeggia la sua pois e il bis di tappa, Pedersen ha in mano la verde e Remco Evenepoel... punzecchia i critici. "Dicevano che avrei ceduto dopo dieci giorni, sono orgoglioso invece di aver chiuso pure in crescendo".

Un Tour de France storico, perché tra poche ore Tadej Pogacar si aggiungerà a Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguelon Indurain nel club di coloro capaci di vincere cinque volte la maglia gialla.

Con quasi 6 minuti e mezzo di vantaggio nei confronti di Remco Evenepoel, dopo che il suo primo rivale Jonas Vingegaard, l’unico a batterlo (nel 2022 e 2023) dal 2020 dell’impresa alla Planche des Belles Filles in poi, è stato costretto a ritirarsi per la caduta nel tappone di domenica scorsa, l’asso sloveno può festeggiare in vetta all’Alpe d’Huez bis, 24 ore dopo la sua rimonta capolavoro e ancora più felice perché domenica, nella passerella (che in corsa ormai non è più tale in realtà) a Parigi, lo accompagnerà sul podio Isaac Del Toro, il suo delfino che, sin dalla 2^ tappa “concessa” al messicano sull’erta del Montjuic a Barcellona, il bi campione del mondo ha dimostrato voler portare il più in alto possibile.

La sfida finale con Seixas per 3^ piazza e maglia bianca di miglior giovane è stata vinta nettamente dai leader della UAE Team Emirates XRG, grazie anche al clamoroso lavoro da gregario in maglia gialla di “Pogi”, ora diretto per l’intera serata in treno, come tutti i corridori partendo da Grenoble, direzione capitale dove domani ci sarà una frazione finale ridotta a 89 km, ma con triplo passaggio su Montmartre e per molti l’idea che Tadej ci proverà per vincere a Parigi, dopo aver accarezzato quell’idea un anno fa, battuto sotto la pioggia solo da Wout Van Aert.

All’arrivo con il compagno messicano, Pogacar ha fatto il segno del “Torito” assieme al debuttante al Tour e, sua parola del post gara, quel momento è stato davvero da brividi ancor più per il fuoriclasse di Komenda. “Ho fatto del mio meglio per aiutare Isaac – l’analisi-tappa del re in giallo, al microfono di Eurosport – Ho un enorme rispetto per quello che tutti i ragazzi hanno fatto in queste tre settimane, posso dire di averlo finalmente provato in prima persona e ora lo apprezzo ancora di più.

Devo ringraziare ognuno dei miei compagni per aver lavorato così duramente. L’abbraccio con Del Toro? Mi sono venuti i brividi, se non mi fossi depilato le braccia si sarebbe vista la pelle d’oca! È stato fantastico e indimenticabile: non credo che continueremo ancora a farlo per molto tempo, ma Isaac ha dimostrato un grande potenziale anche se per ora non gli mettiamo alcuna pressione.

E’ giovane ma intelligentissimo, ha un grande talento e resistenza. Sono felice di essere con lui in squadra e di poter correre insieme in questo modo”.

Sulla frazione finale, l’iridato non si sbilancia: “Non so cosa accadrà, ma voglio godermi l’ultima tappa”.

“Non potrò mai ringraziare abbastanza Tadej e tutto il team – le parole del secondo classificato del Giro 2025, come riporta il portale “WielerFlits” – Questa settimana ho cercato di non far notare che non stavo bene, dicendo che era tutto ok, ma non era vero. Questi ultimi tre giorni sono stati molto dolorosi, in un modo diverso dal solito; Tadej ha dimostrato di essere un vero amico, mi sento davvero privilegiato”.

Se per la UAE i giorni finali sono stati complicati dal virus che ha girato all’interno della formazione numero 1 al mondo e con la maglia gialla, come ha confermato pure Del Toro dopo i problemi di Yates, Vermeersch, McNulty e Wellens, dal sigillo al Plateau de Solaison passando per la cronometro vincente e il 2° posto odierno, consolidando la piazza d’onore che rappresenta il suo miglior risultato al Tour, Remco Evenepoel ha chiuso benissimo e… polemico.

Come già aveva voluto sottolineare nei giorni scorsi, il fiammingo non ha risparmiato frecciate ai suoi detrattori: “Per me significa molto questo risultato, dopo dieci giorni tutti dicevano che avrei potuto perdere terreno o avere un cedimento, ma siamo rimasti fiduciosi e abbiamo seguito il piano per cui non dovevo andare oltre il limite nella prima parte del Tour – la spiegazione del due volte campione olimpico, come riporta “Spazio Ciclismo” – Mi serviva tempo per entrare nel ritmo gara (Remco non correva dalla Liegi a fine aprile, ndr), poi mi sono sentito sempre meglio andando in crescendo e anche oggi ancora superiore a ieri”.

E sulla tappa, arrivando a soli 26” da Carapaz, Evenepoel aggiunge con qualche rimpianto: “Volevo vincere ed è un peccato non esserci riuscito per una ventina di secondi, ma la cosa più importante era mantenere il secondo posto in classifica. Sull’ultima salita c’era la battaglia fra Del Toro e Seixas, mi sentivo molto bene ma non volevo interferire in qualche modo quindi ho aspettato. Poi nel finale, ci siamo ritrovati in tre e abbiamo iniziato a spingere forte.

Peccato esserci andato solo vicino, ma sono comunque contento di questa bella seconda posizione, anche se chiaramente sarebbe stato bello conquistare la tappa regina”.

Ed eccolo Richard Carapaz, signore a pois (seconda volta da miglior scalatore alla Grande Boucle dopo il 2024) con bis di tappa dopo Orcières-Merlette, mentre domenica la maglia verde, a meno di situazioni clamorose, sarà sulle spalle di un coriaceo Mads Pedersen. “All’inizio di questa giornata pensavo solo a combattere per la maglia e ho dato il massimo sui primi due GPM, poi mi sono detto che potevo anche vincere la tappa – ha spiegato la “Locomotora del Carchi” per spiegare la sua tattica sempre all’attacco – Davanti c’erano corridori molto forti, che hanno vinto Grandi Giri, come Sepp Kuss e Jai Hindley, quindi io ero sempre al limite.

Ho dovuto inseguire tanto, ho sofferto per riprendere Kuss, che era sempre dieci secondi davanti, poi la situazione si è ribaltata (con la doppietta caduta dell’americano di casa Visma, ndr). Per me è stato bellissimo vincere ancora così, dopo aver lottato tanto: due tappe e la maglia a pois, posso dire che questo è stato un Tour da sogno, avevo detto chiaramente che non avrei lottato per la generale, ma ora tutto questo è pazzesco (e c’è pure l’ottava piazza nella generale, ndr). Domani salire sul podio di Parigi sarà speciale, come vedere tutto questo pubblico che mi ha supportato”.

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