Per Evenepoel un capolavoro al Plateau de Solaison davanti a Pogacar e Del Toro: è dramma Vingegaard, costretto al ritiro

Foto di Redazione
Info foto

Sprint Cycling Agency

Stradatour de france 2026

Per Evenepoel un capolavoro al Plateau de Solaison davanti a Pogacar e Del Toro: è dramma Vingegaard, costretto al ritiro

Nella 15^ tappa del Tour de France succede di tutto con il secondo arrivo in salita e la maglia gialla in versione gregario per il messicano, che non riesce però a staccare il fiammingo poi vincente allo sprint sullo stesso "Pogi", che ha dato la sensazione di non voler esagerare restando alle spalle di Remco. Seixas si salva sotto il minuto di ritardo con Lipowitz, alla deriva AYuso, mentre cade a 22 km dall'arrivo e si ritrova con una clavicola fratturata il danese, che aveva comandato sino a quel momento con la sua Visma.

La prima vittoria in una tappa in linea del Tour de France e soprattutto sull’arrivo in salita più duro.

Nel giorno del dramma di Jonas Vingegaard, ci pensa Remco Evenepoel ad accendere il Tour de France anche se il re in giallo resta sempre lui, Tadej Pogacar, che ha dato la netta sensazione di aver lasciato il successo al campione olimpico nella soluzione finale della 15^ frazione, in vetta al Plateau de Solaison (secondo arrivo in quota dopo Gavarnie-Gedre alla 6^).

La notizia di giornata, però, è anche quella del ritiro del due volte vincitore della Grande Boucle e primo inseguitore dell’iridato in classifica sino a questa mattina: Vingegaard aveva preso in mano la corsa, nella seconda metà della tappa partita da Champagnole e di 184 km complessivi. La Visma Lease a Bike, mettendo nella fuga a 24 (che ha avuto al massimo 3 minuti di vantaggio) Campenaerts e Armirail, ha comandato l’inseguimento e, arrivata a 2’15” di distacco quando mancavano 22 km all’arrivo, negli ultimi 10 di pianura prima dell’erta conclusiva di 11,2 km al 9% di pendenza media, ecco il patatrac.

In una curva a destra con spartitraffico, Jonas valuta male la traiettoria e nel tentativo di salvarsi frena troppo quando è inclinato e finisce a terra, colpendo la clavicola destra: è subito chiarissimo che c’è la frattura (poi confermata dal suo team), mentre cadono anche altri 3-4 corridori e tra di loro soprattutto Del Toro, che in qualche modo evita danni importanti, e Grossschartner sempre in casa UAE.

Con Pidcock, sempre in fuga negli ultimi tre giorni, ad animare ancora l’azione di giornata sino alla salita finale, poco prima di chiudere su Mauro Schmid, che aveva attaccato in solitaria ad oltre 35 km dalla conclusione, ecco l’attacco di Quinn Simmons che sarà l’ultimo degli attaccanti a mollare. Il campione degli Stati Uniti si ritrova con 1’30” di margine quando, nei primi 3 km di ascesa, è la Red Bull-Bora Hansgrohe di Evenepoel e Lipowitz a comandare: ai -8, però, ecco la progressione di Pogacar che corre palesemente da gregario di lusso per Del Toro, in chiave podio e maglia bianca del messicano che, alle sue spalle sulle trenate della maglia gialla, vede staccarsi proprio il leader della classifica giovani, Paul Seixas, ma anche l’altro diretto rivale Ayuso oltre a Lipowitz.

Così, resta solo Evenepoel con le due punte della UAE Team Emirates XRG, che trovano il compagno Adam Yates, anch’egli nella fuga maturata dopo 90 km di battaglia, a tirare per un paio di km quando ormai Simmons, nei 5 km conclusivi, è condannato e poi sarà generosissimo nel supporto a capitan Ayuso.

Del Toro ci prova all’altezza dell’ultimo km, ma Evenepoel risponde un paio di volte con grande brillantezza prima che il nativo di Ensenada parta lungo ai 350 metri, saltato facilmente dal fiammingo che si ritrova solo Pogacar a ruota, con lo sloveno che decide di rimanere in scia pur avendo le energie quantomeno per giocarsi la personale cinquina di tappe, dopo aver fatto il ritmo praticamente per tutta la scalata.

A 6” conclude quindi Del Toro, terzo, ne pagano 58 Seixas e Lipowitz, con il transalpino della Decathlon CMA che ad ogni modo supera l’esame pur ritrovandosi a fare da solo gli ultimi 7 km con il tedesco incollato. Ad un paio di minuti, la sesta moneta è di Lenny Martinez su Skjelmose, con Ayuso in grande sofferenza e poi Adam Yates e Voisard, uomo classifica della Tudor, prima di Simmons, Carapaz e Pidcock che chiuderà 13°, poco davanti ad un discreto Tiberi che oggi è il miglior italiano, davanti a Piganzoli che resta in top 15 e, di fatto, ora si ritrova riferimento Visma in una GC che, per la prima volta dopo cinque edizioni, non terminerà con Pogacar e Vingegaard ai primi due posti.

A proposito, va detto che il campione del mondo ha sottolineato nel post tappa come il controllo antidoping che sia lui, sia lo storico rivale scandinavo hanno subito nel cuore della notte (quello per Jonas alle 2.00, Tadej è stato svegliato attorno alle 5.00), possa aver inciso sulla freschezza e sulla concentrazione di Vingegaard, in relazione all’incidente fatale.

La nuova classifica, prima del riposo di lunedì e della cronometro che strizza l’occhio a Evenepoel, vede Remco salire al 2° posto a 5 minuti netti dall’asso di Komenda, con Del Toro dal 7° al 3° posto (+ 5’58”) e nuova maglia bianca con 25” su Seixas, mentre Lipowitz è 5° e Ayuso 6° a quasi 7’30” da Pogacar davanti di un paio di minuti al compagno Skjelmose, che anticipa ancora Lenny Martinez e Pidcock, con Jegat ora 10°.

Segnalato il ritiro di Tim Merlier, che abbandona quindi con tre successi di tappa, e ricordato che Pogacar rafforza la maglia a pois, in verde resta Mads Pedersen con 31 pt di vantaggio su Philipsen, che non molla avendo preceduto anche oggi il danese allo sprint intermedio di inizio tappa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social