Altro segnale mondiale di Pellizzari, ripreso a 100 mt dall'arrivo di Peccioli che è di Cosnefroy per un podio tutto francese

Altro segnale mondiale di Pellizzari, ripreso a 100 mt dall'arrivo di Peccioli che è di Cosnefroy per un podio tutto francese
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Altro segnale mondiale di Pellizzari, ripreso a 100 mt dall'arrivo di Peccioli che è di Cosnefroy per un podio tutto francese

La 74esima Coppa Sabatini parla transalpino, con l'alfiere UAE che salta il marchigiano (in fuga per 25 km e ad un passo dal bis dopo il Giro della Toscana) precedendo poi Venturini, Grégoire e il solito Scaroni. Apertura polacca al Tour of Armenia targato RCS, caos al Lunigiana (juniores) con un'altra tappa cancellata.

L’uno-due accarezzato, ma soprattutto un altro segnale mondiale molto chiaro.

Giulio Pellizzari sta davvero bene sulla strada per Montréal, con il 22enne marchigiano della Red Bull-Bora Hansgrohe che, dopo aver vinto il Giro della Toscana, davvero per un soffio non riporta l’Italia a conquistare la Coppa Sabatini dopo nove anni.

A Peccioli, nella 74esima edizione della classica, di livello ProSeries, che chiude la due giorni dedicata ad Alfredo Martin (con la challenge conquistata proprio da Giulio), esulta in un finale da brividi Benoit Cosnefroy per la UAE Team Emirates XRG, ma regala spettacolo uno dei leader azzurri per la sfida iridata del prossimo 27 settembre. Dopo la caduta del compagno Vlasov, che era in fuga con Battistella e Molenaar, il talento di Camerino attacca a 25 km dalla conclusione, sul terzultimo passaggio dello strappo finale.

Con il veneto e l’olandese a dargli una mano sino all’inizio dell’ultima tornata, Pellizzari rimane da solo quindi a 13 km dalla conclusione e conserva sempre quella ventina di secondi sul gruppo (poco meno di 30 unità) che insegue sul lavoro degli uomini di Grégoire, Scaroni e Aranburu in particolare; nel lungo tratto di pianura prima dei 1100 mt conclusivi al 6%, il marchigiano si ritrova con pochi metri sugli inseguitori quando la strada inizia a salire, ma insiste e con l’indecisione che si crea nel plotoncino riguadagna 5-6 secondi ai 500 mt dall’arrivo, prima di cedere ad appena 100 dalla linea allo sprint lungo di Cosnefroy, che vince in maniera netta sui connazionali Clément Venturini (Unibet Rose Rockets) e Romain Grégoire della Groupama per un podio tutto transalpino.

Amaro il 4° posto di Christian Scaroni, ancora piazzato, su Aranburu e lo stesso Pellizzari che sarà 6°.

Al Tour of Armenia, targato RCS Sport per una corsa di quattro giorni di categoria 2.2, la Gavar-Mets Masrik (135 km) ha aperto il programma e sugli ultimi due strappi, a poco più di 15 km dall’arrivo, si è formata il terzetto giusto con il polacco Michal Pomorski (ATT Investments) a regolare il giovane australiano del vivaio Netcompany INEOS, ovvero Fletcher Medway, e lo svizzero Alexandre Balmer (Solution Tech) che è uno degli uomini più attesi anche per la generale.

Con 17” di distacco un altro polacco, Piotr Maslak (Voster Team) ha regolato il gruppo dove Francesco Carollo dello Swatt Club è stato il miglior italiano.

Per il menu del ciclismo in rosa, oggi c’era la prima tappa, con traguardo a Boffres, del Faun Tour Femmes (di categoria 2.1 ma con startlist di rilievo) con una delle francesi padrone di casa ad imporsi: Solène Muller della St. Michel è stata in grado di battere nientemeno che l’olandese Nienke Vinke della SD Worx e la veterana (vice campionessa olimpica a crono) della Lidl-Trek, la britannica Anna Henderson, con Gaia Segato della Vini Fantini decima.

Al Giro della Lunigiana, e parliamo di juniores, la 50esima edizione dell’evento di categoria più atteso della stagione è davvero sfortunata: ieri la cancellazione dell’apertura a La Spezia causa maltempo, oggi praticamente uguale per la tappa con arrivo a Chiavari, accorciata di 20 km a causa di una frana e con l’arrivo ricollocato ad un traguardo volante che, però, non era stato ben segnalato a tutti i corridori.

Annullato quindi l’ordine d’arrivo che aveva visto il belga Seff Van Kerckhove imporsi sul connazionale De Smet e l’italiano Luca Fabbri.

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