Del Toro, fin dove vuoi arrivare al Tour? "Penso di poter migliorare ancora la forma". E da mercoledì torna Pogacar

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Del Toro, fin dove vuoi arrivare al Tour? "Penso di poter migliorare ancora la forma". E da mercoledì torna Pogacar

Con il trionfo all'ex Delfinato, sua terza corsa a tappe World Tour messa in bacheca nel 2026 dopo UAE Tour e Tirreno-Adriatico, il fenomeno messicano si lancia alla grande verso la sua prima Grande Boucle. Al Tour de Suisse la rifinitura del campione del mondo, che al Tour de France avrà molto più di un semplice gregario per formare una tenaglia irresistibile su Vingegaard, Seixas, Evenepoel e soci.

Un knock-out ai rivali, sganciato tra la rimonta sul Grand Colombier, agganciando l’ex compagno Juan Ayuso negli ultimi 2 km e staccandolo subito, prima di dominare in maniera impressionante ieri, sulle altrettanto dure rampe del Plateau de Solaison.

Il finale del Tour Auvergne-Rhone-Alpes di Isaac Del Toro è un segnale molto chiaro sul potenziale del ventiduenne della UAE Team Emirates XRG anche in chiave Tour de France, il primo della carriera per il messicano della Baja California; anche perché, all’ex Delfinato il re di UAE Tour e Tirreno-Adriatico in questo 2026 (condito già da otto successi, sono 29 in carriera per un classe 2003…) si presentava con qualche incognita dopo il serio danno muscolare al quadricipite subito lo scorso 8 aprile, cadendo nella 3^ tappa del Giro dei Paesi Baschi.

Oltre due settimane senza bici, e sappiamo bene quanto nel ciclismo moderno questo possa impattare sulla preparazione, poi Del Toro che poi ha svolto a maggio qualche ricognizione pre Tour con Tadej Pogacar, ovvero l’uomo di cui sarà il gregario più fidato alla Grande Boucle al via il prossimo 4 luglio a Barcellona; gregario, però, sarebbe davvero riduttivo per il fenomeno di Ensenada, che potrebbe quantomeno replicare quanto fatto da Almeida nel 2024 al fianco dell’iridato, quando il portoghese concluse al 4° posto nel Tour de France dominato dallo sloveno.

“Non volevo dimostrare nulla, ma solo provare a vincere senza pensare ad altro – le prime parole di Isaac, riportate da Spazio Ciclismo, dopo l’assolo di domenica che gli è valso la maglia gialla finale spodestando Tuckwell e battendo ancora nettamente Ayuso – Forse Pablo Torres è andato troppo forte… troppo presto, quindi sono dovuto partire a quel punto (quando mancavano ancora 9 km all’arrivo, ndr), ma i ragazzi sono stati davvero super.

Poi quando dall’ammiraglia mi hanno detto che mancavano ancora sei km al traguardo mi sono un po’ preoccupato per la distanza, ma sono rimasto concentrato sul mio ritmo sapendo di avere un buon vantaggio e ho cercato di godermi il finale”.

Antipasto di Tour per… arrivare sin dove nel grande appuntamento in Francia? “Non penso che ci sia una vittoria più importante di altre, ognuna ha significato qualcosa e mi ha portato un insegnamento. Questa comunque è la mia prima maglia gialla (a parte quella da under vincendo il Tour de l’Avenir 2023) ed è sicuramente speciale. Se ho espresso il mio miglior livello? Non penso, ora comunque voglio riposarmi e cercare di recuperare in vista del Tour per essere magari ancora un po’ più forte, affinare la forma e vedere fino a dove posso arrivare. In supporto di Pogacar? Certo, full gas”.

E a proposito del bi campione del mondo in carica, è tutto pronto per il suo rientro in gara: da mercoledì a domenica, “Pogi” proverà ad inserire nel palmares pure il Giro di Svizzera, con l’edizione n° 89 che segnerà il suo debutto su quelle strade, dopo una prima inedita in terra elvetica al recente Romandia.

Al fianco dell’asso sloveno, ci saranno i fedelissimi Novak, McNulty, Grossschartner, Bjerg e Politt tra gli altri, mentre al prossimo Tour, tra corridori da recuperare come Adam Yates dopo la caduta al Giro, e qualche scelta ancora da definire, è decisamente probabile che gli otto alfieri della UAE Team Emirates XRG siano i seguenti: Pogacar, Del Toro, Yates, Sivakov, Wellens, Politt, McNulty e Florian Vermeersch.

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