Evenepoel non si batte a San Sebastian! Poker storico alla "Klasikoa" piegando Carapaz, ai piedi del podio Scaroni e Ciccone

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Evenepoel non si batte a San Sebastian! Poker storico alla "Klasikoa" piegando Carapaz, ai piedi del podio Scaroni e Ciccone

Sei giorni dopo la conclusione del Tour, la classica basca del WT è ancora del fiammingo che regola nello sprint a due la fresca maglia a pois, mentre l'abruzzese è generosissimo ma viene ripreso nel finale chiudendo 6°, con Tulett che completa il podio davanti al bresciano.

Un primato condiviso sino a quest’oggi con un grande come Marino Lejarreta, ora la Clasica di San Sebastian, che ha appena 45 edizioni di storia alle spalle, vede Remco Evenepoel solo in cima all’albo d’oro in termini di successi, salendo a quota 4 su altrettante partecipazioni all’appuntamento World Tour in terra basca.

Era il grande favorito e non ha tradito, centrando la vittoria numero 10 in stagione, nonostante una foratura rimediata a poco meno di 55 km dalla conclusione e in un momento delicatissimo, visto che il secondo classificato dell’ultimo Tour (già in trionfo alla Klasikoa nel 2019, 2022 e 2023) ha dovuto inseguire per la decina di km precedente alla salita più dura di giornata, quella di Erlaitz, dove è stato fortunato che non si sia formato un plotoncino più ridotto rispetto alla decina, con Ciccone e Carapaz tra i più attivi assieme a Jorgenson, che ha scollinato con 30” sul gruppetto che poi Evenepoel ha trascinato al rientro nel falsopiano successivo.

A quel punto, Maxim Van Gils si è sacrificato totalmente per il capitano designato dalla Red Bull-Bora Hansgrohe, che ai -9 km (dove sono arrivati quasi 40 corridori in gruppo, un’anomalia negli ultimi anni di questa corsa), quando mancavano quasi 1000 mt all’ultima cima di Murgil Tontorra, ha piazzato la progressione contenuta solo da Richard Carapaz; l’olimpionico dell’EF-EasyPost ha dato cambi regolari a Remco nel finale, ma nello sprint a due non c’è stata storia.

A quasi 30” se la sono giocata in 17 per salire sul podio, con Giulio Ciccone ripreso assieme a Barré (l’abruzzese della Lidl-Trek, campione in carica, in cima a Murgil Tontorra aveva scollinato in rimonta a soli 7-8 secondi dal duo al comando, ma ha pagato caro i 2-3 km successivi in pianura) e che poi ha avuto la forza di chiudere comunque 6°, con Ben Tulett della Visma a beffare per una questione di centimetri Christian Scaroni.

Il bresciano della XDS Astana chiude così 4°, davanti all’eterno Pello Bilbao in top five all’ultima recita sulle strade di casa, appunto Ciccone e poi gli svizzeri Christen (miglior UAE, che ha tirato per Narvaez saltato però completamente sull’ultimo muro) e Hirschi, 8° per la Tudor.

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