Finn vuole chiudere in bellezza un Tour de l'Avenir da re, arrivo al Lago Serrù per la storia. Alla Vuelta... sprint?

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

Stradacalendario internazionale

Finn vuole chiudere in bellezza un Tour de l'Avenir da re, arrivo al Lago Serrù per la storia. Alla Vuelta... sprint?

La settima e ultima tappa della corsa alla maglia gialla può riportare il "Tour dei giovani" ad un italiano 53 anni dopo Baronchelli: il ligure ha oltre 2 minuti di vantaggio sui belgi Driesen e Vanhuffel, ne pagano più di 3 Schoofs e Ramirez, con l'arrivo in salita a Ceresole Reale che chiuderà i giochi. Quinta frazione della Vuelta Espana già dominata da Pogacar e che strizza l'occhio a Van Aert, Brennan e Pedersen, con uno strappo di 4 km ai -25 dal traguardo per scompaginare le carte. Percorsi, favoriti, orari e dirette tv.

Era il 1973 e Gibì Baronchelli vinceva il Tour de l’Avenir dopo il Giro d’Italia dei giovani, proprio come sta per fare Lorenzo Mark Finn, davvero ad un passo dalla maglia gialla abbinata a quella rosa conquistata poco più di due mesi fa in Abruzzo.

Il fenomenale classe 2006 genovese ha un vantaggio importantissimo e, al netto delle difficoltà della sua Red Bull-Bora Hansgrohe, ha dimostrato in salita di essere superiore a tutti; oggi la 7^ tappa che chiuderà i conti sarà anche più semplice da gestire, visto che nei 127,8 km da Strambino a Ceresole Reale, tutta sul territorio piemontese, vedremo pianura per quasi 100 km prima dei 30 conclusivi al 5,2% di media.

In realtà, però, sono gli 8 km finali quelli tosti, vicini all’8% per arrivare ai 2243 mt di quota, dopo aver scollinato i 2700 ieri del Col de l’Iseran, di Lago Serrù, stadio anche di una tappa del Giro d’Italia dei “grandi” ormai 7 anni fa quando si impose Ilnur Zakarin.

Il campione del mondo U23 potrebbe voler chiudere in bellezza questa edizione numero 62, vincendo la sua prima tappa in linea all’Avenir dopo la cronoscalata di Flaine e il 4° posto di martedì nel tappone savoiardo, quando ha aumentato il margine nella generale a 2’07” sull’ex maglia gialla Driesen, a 2’24” sull’altro belga Vanhuffel e con Schoofs, ieri 2° e beffato, e Ramirez (l’unico con il passo di Finn quando si sale) oltre i 3 minuti.

Si parte alle ore 12.05, la conclusione poco prima delle 16.00 con diretta tv su Discovery+/HBO Max dalle 14.15.

Start fissato alle 13.20, con l’arrivo verso le 17.30-17.35 e diretta tv dalle 14.45 su Eurosport/Discovery+/HBO Max, per la quinta frazione della Vuelta Espana già cannibalizzata ad Andorra da Tadej Pogacar, padrone assoluto del tappone nel Principato e che già si ritrova con 3’21” di vantaggio sul connazionale Roglic e 3’32” su Mas in GC.

Sono 173 i km da affrontare con partenza dalla Costa Daurada e traguardo posto a Terres de l’Ebre, con quattro salitelle quasi in serie, dopo i primi 110 km abbastanza morbidi, e l’ultima sull’Alto de Pauls da 4 km al 6,6% per scollinare ai -25 km; a quel punto solo discesa e pianura, con probabile sprint ristretto (senza i velocisti puri, alla Dainese o Meeus, ma rischia anche lo stesso Groves visto a Manosque) specialmente se Visma e Lidl-Trek, che hanno le carte migliori con Brennan e Van Aert da una parte e Pedersen (ma c’è anche Nys) dall’altra, aumenteranno i giri del motore nei tratti all’insù riducendo il gruppo.

Non ripartirà quest’oggi, dopo aver accumulato 26 minuti di ritardo nella tappa di ieri in seguito alle conseguenze della caduta di domenica scorsa, Cian Uijtdebroeks: il belga della Movistar è stato colpito duramente su tutta la parte sinistra del corpo e, dopo l’amaro ritiro causato dalla febbre al Tour, vede svanire anche l’altro obiettivo della stagione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Più letti in Road bike