Clamoroso Pogacar, sempre lui: per 9 centesimi battuto Hayter, commuove Tarling: che apertura della Vuelta a Monte-Carlo

Hayter vince, Tarling commuove e Pogacar si inserisce tra i britannici: che apertura della Vuelta a Monte-Carlo
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Clamoroso Pogacar, sempre lui: per 9 centesimi battuto Hayter, commuove Tarling: che apertura della Vuelta a Monte-Carlo

La cronometro di 9,4 km nel Principato vede il fuoriclasse sloveno piazzare un finale straordinario per beffare il campione nazionale britannico di specialità, con il gallese (in gara a 8 giorni dalla morte del fratello Finlay) 3° a 4". Ottima prova di Romele, si difendono Roglic e Almeida così come Van Aert che ci può provare domenica per la maglia roja.

Un avvio clamoroso, per l’81esima edizione della Vuelta Espana, partita per la prima volta da Monte-Carlo con una prova contro il tempo di 9,4 km che vede Tadej Pogacar regalare, a modo suo come solo il bi campione del mondo sa fare, il colpo di scena finale.

Volando a 51,5 km/h di media su un percorso con mille curve, partendo dal casinò della città simbolo del Principato (dove “Pogi” tra l’altro vive, anche se vale lo stesso per molti corridori del World Tour), l’asso sloveno della UAE Team Emirates XRG beffa in maniera incredibile Ethan Hayter, che stava per brindare alla vittoria più importante della carriera (dopo un 2026 molto deludente per il britannico della Soudal-Quick Step); una conclusione del genere l’avevamo vissuta un paio di mesi fa nella cronometro del Tour de Suisse quando il numero 1 al mondo trafisse Mathieu Van der Poel.

Sono bastati 9 centesimi al 27enne di Komenda per cogliere il successo numero 4 in carriera alla Vuelta, che non correva però dal 2019 quando, al debutto in un GT, calò un tris salendo anche sul podio finale; al di là del risultato odierno, Tadej è lo strafavorito per completare la Tripla Corona e fare l’abbinata col Tour, intanto sono 20 centri stagionali per lui e 128 da professionista.

Pogacar aveva 2 secondi abbondanti di ritardo da Hayter all’intermedio poco dopo metà prova, transitando nella zona delle piscine dopo le tortuosità del primo tratto in gran parte proprio sulle strade rese iconiche dallo storico Gran Premio di Formula 1, ma il rush del leader UAE è stato davvero da fantascienza, se pensiamo che già il campione nazionale di Gran Bretagna del tic tac era stato perfetto pure nella seconda parte.

Al 3° posto, distante 4”, un commovente Joshua Tarling: lo specialista gallese ha avuto la forza di ripresentarsi in gara a otto giorni dal dramma per la morte del fratello Finlay (travolto da un’auto entrata sul percorso al Giro del Portogallo) e si è giocato la possibilità della maglia roja, conquistando comunque la bianca di miglior giovane, nonostante un percorso che a livello planimetrico era totalmente sfavorevole al classe 2004 ex campione d’Europa e vincitore della cronometro di Tirana al Giro d’Italia 2025.

Il quarto crono è del terzo britannico in serie alle spalle di Pogacar, ovvero Callum Thornley (Red Bull-Bora Hansgrohe) che già aveva fatto benissimo al Giro di Polonia e paga 5”, regolando di 1” Christophe Laporte e di 3 un altro transalpino, il sorprendente Léo Bisiaux di una Decathlon scatenata e che piazza anche il giovanissimo Oscar Chamberlain in 7^ posizione.

Poi Wout Van Aert, a 9” e che resta in linea per provare a conquistare il simbolo del primato in caso di successo domenica sul lieve strappo di Manosque, al termine dei 214 km della prima frazione in linea di questa Vuelta; appena dietro al fiammingo un altro uomo atteso per quest’oggi come Fisher-Black, poi il lussemburghese Kluckers che è il miglior Tudor anticipando un deluso Kung, 12° a 14” (per centesimi davanti ad un altro big per questa crono come Jay Vine) alle spalle anche di Alessandro Romele, primo italiano con l’alfiere XDS Astana davvero ottimo 11°. Mads Pedersen, ragionando in chiave roja per domani, a 16” è stato un po’ al di sotto delle attese.

Tra i big, si ritrova a 18” dal compagno di team Joao Almeida, che risponde bene dopo il ritiro dal Polonia e fa meglio di Roglic, a 22” ma anch’egli acciaccato dopo l’incidente di fine luglio, Carlos Rodriguez (+ 27”), Mattias Skjelmose indubbiamente deludente a 29”, con Mas e Carapaz a 33”, Buitrago a 38, Kuss, Riccitello e Gall a 46”, prima di trovare Onley già con 50” di ritardo da Pogacar.

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