L'urlo di Balsamo e di una nazionale intera: l'emozione di Elisa iridata. "Una squadra meravigliosa"

L'urlo di Elisa e di una nazionale intera
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L'urlo di Balsamo e di una nazionale intera: l'emozione di Elisa iridata. "Una squadra meravigliosa"

Il trionfo mondiale della cuneese, raccontato dall'oro di Leuven e dalle compagne Bastianelli, Cavalli e Longo Borghini, che l'hanno lanciata alla perfezione in uno sprint indimenticabile.

Elisa Balsamo iridata, dieci anni dopo la doppietta di Giorgia Bronzini per un nuovo capolavoro delle azzurre d'Italia.

A Leuven è una vera e propria magia quella dell'Italbici, al terzo oro di questa rassegna mondiale e di nuovo con un grande talento del nostro pedale, perchè sulle doti della cuneese classe 1998, sfortunata alle Olimpiadi nelle gare su pista dove puntava ad una medaglia, di dubbi non ce ne sono mai stati, basti pensare all'iride jr del 2016 o al titolo europeo tra le U23, lo scorso anno a Plouay. Il lavoro delle compagne di squadra ha fatto il resto, ma è molto più di una ciliegina sulla torta visto che lo sprint lanciato da Cavalli e Longo Borghini per Elisa è stato da manuale del ciclismo. Si scusa la nuova campionessa del mondo, ai microfoni UCI, nell'immediato post gara visto che l'emozione è stata talmente forte da impedirle di avere la consueta lucidità, lei che dimostra una maturità che va ben al di là dei suoi 23 anni.

E' difficile trovare le parole perchè tutto questo è semplicemente incredibile. Alla vigilia non sapevo cosa pensare e a quale obiettivo puntare, ma so che senza le mie compagne questa maglia iridata non sarebbe stata possibile. Sono state meravigliose”.

Balsamo racconta il suo sprint d'oro: “Ho creduto di potercela fare dopo l'ultima curva, mi sono detta di non guardarmi più alle spalle e partire solo nel punto giusto, andando a tutta. Cambierà la mia vita? Forse sì, ma ne riparliamo tra qualche giorno perchè ora è troppo difficile realizzare cosa significhi questo Mondiale. Voglio solo dire grazie ai miei genitori che sono a casa, al mio ragazzo che è qui e a tutte quelle persone che lavorano per qualcosa del genere”.

Ai microfoni di Rai Sport, Marta Cavalli ha spiegato il gran finale azzurro: “E' stata proprio una vittoria di squadra, sapevamo da tre giorni che il nostro capitano sarebbe stata Elisa perchè è quasi imbattibile in questo tipo di sprint. Era quello che ci aspettavamo, abbiamo quindi tenuta chiusa la gara, ma pianificare il treno era molto complicato. Siamo riuscite a trovarci e poi Elisa ha finalizzato il lavoro di quattro ore”.

Elisa Longo Borghini aveva già parlato chiaro alla vigilia, sul suo ruolo di gregario di lusso: “Era il mio compito quello di chiudere sui vari attacchi, sapevo poi di dover lanciare Elisa pur essendo un ruolo inusuale per me. Oggi però stavo davvero bene e poi... mi sono goduta la volata da dietro”.

Marta Bastianelli, invece, era il vero regista da veterana del gruppo e unica iridata in corsa, lei che trionfò nel 2007. “La squadra ha fatto un lavoro eccezionale, poi quando abbiamo capito che si sarebbe probabilmente arrivate tutte in volata, ci siamo dedicate ad Elisa. La Vos? Dovrà accontentarsi di nuovo...”, ha aggiunto la romana, che 14 anni fa beffò proprio la fuoriclasse neerlandese anticipandola nel Mondiale di Stoccarda.

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