Lunedì scatta il Giro di Polonia col debutto tricolore di Milan: che sfide con Magnier, ecco Almeida per la classifica

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Cordiano Dagnoni

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Lunedì scatta il Giro di Polonia col debutto tricolore di Milan: che sfide con Magnier, ecco Almeida per la classifica

Sette tappe per l'appuntamento World Tour che dedica come da tradizione tante opportunità alle ruote veloci, ma ci sono tre arrivi molto tosti e la cronometro finale. Scopriamo percorso e favoriti, con la XDS Astana a matrice italiana che propone il ritorno di Bettiol e anche Scaroni e un fedelissimo del Tour de Pologne come Ulissi.

Una settimana intera (da vivere con ogni frazione proposta integralmente in TV da Eurosport/Discovery+) con il Giro di Polonia, giunto all’edizione n° 83 e facente parte del circuito del World Tour che, dopo la Clasica di San Sebastian vinta da Remco Evenepoel e mentre in Spagna nei prossimi giorni si correrà a livello ProSeries con la Vuelta a Burgos, si sposta verso est con sette tappe a cominciare da quella più lunga in programma lunedì 3 agosto.

Un percorso variegato e interessante, quello scelto da patron Lang, con l’apertura di ben 234 km per arrivare a Koszalin con uno strappo di 1500 mt al 4% ai -7 dal traguardo che, però, non dovrebbe impedire un arrivo allo sprint, praticamente certo anche al secondo giorno in quel di Szczecin e pure alla terza frazione che terminerà a Zielona Gora.

Poi cominceranno le difficoltà, con un arrivo visto più volte come quello di Karpacz che vedrà i corridori affrontare una salita di 7 km al 6,2% da scollinare ai -4, con successiva discesa e l’ultimo km all’8%, ma con i 250 metri finali vicini al 15%. Quinta tappa di ben 218 km con la conclusione a Kocierz e un muro terribile, al 12%, di 1500 mt e che finirà a poco meno di 2 km dalla linea prima di un falsopiano.

Il “tappone” è quello tradizionale di Bukowina Tatrzanska, appena 125 km ma senza respiro con 1600 mt al 10% quando mancheranno 14 km e infine 1500 mt all’8% da scollinare ai -2 km, con pendenza al 3% per arrivare al traguardo.

Infine la cronometro di Wieliczka riproposta, 12,4 km non particolarmente duri per assegnare la vittoria finale, in un Polonia incertissimo per la classifica generaler visto che i nomi di peso non sono moltissimi e Joao Almeida, spesso protagonista su queste strade, è un’incognita come Vlasov, lo stesso Sheffield al rientro nella Netcompany INEOS, Buitrago per la Bahrain-Victorious e chissà che non possano inserirsi punchers come Narvaez e Christen nella stessa UAE Team Emirates XRG che parte come sempre con grandi ambizioni, oppure gli italiani della XDS Astana.

Sì, perché la compagine kazako-cinese schiererà Christian Scaroni, Diego Ulissi (fedelissimo della corsa dove ha sempre fatto benissimo), Alberto Bettiol e per gli sprint Matteo Malucelli, con Zambanini che può puntare almeno ad una tappa, Laurance idem e poi pensiamo a nomi come Powless, che ha debuttato in un 2026 complicatissimo solo a luglio, timbrando subito in Austria, e vedremo come tornerà in gara Andrea Vendrame, dopo il serissimo infortunio patito al Giro d’Italia cadendo nella 2^ tappa (nel famoso capitombolo di gruppo nella giornata di Veliko Tarnovo).

Tornando ai velocisti, la qualità non manca partendo da Paul Magnier, capace di dominare gli arrivi di gruppo al Giro d’Italia, e dal debutto col tricolore di Jonathan Milan, che si è sbloccato a Roma nella conclusione della corsa rosa e poi si è ripetuto al campionato italiano. Sarà supersfida fra il transalpino nativo del Texas e il friulano, una spanna sopra alla concorrenza composta da Welsford (Netcompany INEOS), Hobbs (il giovane britannico dell’EF ha appena ottenuto un altro successo al Tour de l’Ain), Thijssen per l’Alpecin, Meeus in casa Red Bull-Bora e Matteo Moschetti che guiderà la Pinarello Q36.5.

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