Tre settimane al Mondiale: da Evenepoel-Van Aert a Van der Poel, Seixas, Del Toro, è tutto aperto. E gli azzurri?

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

campionati del mondo strada 2026

Tre settimane al Mondiale: da Evenepoel-Van Aert a Van der Poel, Seixas, Del Toro, è tutto aperto. E gli azzurri?

Il giorno dopo le convocazioni azzurre per Montréal 2026, analizziamo la situazione dei grandi favoriti con il bi campione olimpico che potrebbe risultare il punto di riferimento vista l'assenza di Pogacar, ma proprio per questo Remco non avrà la libertà avuta in Australia nel 2022 (e anche a Parigi ai Giochi). Seixas leader unico della Francia, Del Toro per il sogno messicano fa paura a tutti. E seppur su un percorso duro, attenzione a MVDP e allo stesso Pidcock.

Tre settimane alla gara regina che chiuderà i campionati del mondo in Québec, con Montréal che torna protagonista dopo il tris di Eddy Merckx nel 1974 e una sfida dei pro che risulta più aperta che mai, dopo quanto accaduto otto giorni fa a Tadej Pogacar con la caduta alla Vuelta e la rinuncia al tentativo di tris iridato, vista la serietà dell’infortunio riportato.

Era di nuovo un percorso ideale per l’asso sloveno (ma quali non lo sono, a parte un piattone come Abu Dhabi 2028?), quello che ricalca in buonissima parte ciò che vedremo di nuovo domenica prossima al GP de Montréal, la corsa World Tour che lo scorso anno “Pogi” regalò di fatto al compagno di squadra McNulty.

Il punto chiave del circuito è sempre la Cote de Camillien-Houde, 1800 mt all’8% di media con il km finali vicino al 10%; si scollinerà l’ultima volta a poco più di 10 km dal traguardo, poi un altro paio di strappetti e gli 800 mt finali che tirano al 3-4%. E’ chiaro, senza Pogacar e dopo quanto di buono visto al Tour e poi dominando San Sebastian per la quarta volta, il principale candidato alla maglia iridata, pure doppia tentando sette giorni prima il poker a crono, è Remco Evenepoel.

Preparazione mirata a Livigno per l’asso fiammingo, che tornerà in gara tra Québec City e appunto Montréal la prossima settimana negli appuntamenti canadesi del massimo circuito, rimanendo poi ad allenarsi nella regione; il Belgio, però, proporrà anche colui che è molto più di un’alternativa e il sogno mondiale, a differenza di Remco già trionfatore in Australia nel 2022 (“incastrando” proprio il compagno di nazionale tatticamente, visto che anticipò a 70 km dal traguardo), non l’ha ancora realizzato.

E’ Wout Van Aert, sul quale il ct Pauwels punta molto per evitare anche che tutto il peso della corsa risulti su Evenepoel. Sfida aperta, però, dicevamo in precedenza; sì perchè Mathieu Van der Poel si ritrova con una corsa da quasi 4000 mt di dislivello, ma ben spalmato e senza salite impossibili se l’olandese si presenterà al top della condizione, lui che passerà dal Giro del Lussemburgo per provarci davvero, dopo la delusione in MTB sette giorni fa nel confronto iridato in Val di Sole dove ha dominato Tom Pidcock.

Ecco, il 2° classificato dell’ultima Sanremo si trova con un tracciato che può piacergli eccome e vuole quel titolo che ancora non ha vinto, ma sullo stesso piano possiamo mettere altri due corridori che stanno lavorando solo in ottica gara iridata del 27 settembre; si tratta di Paul Seixas, già splendido al debutto a Kigali 2025 e leader unico dell’Equipe de France, e di Isaac Del Toro che certo non avrà un gran Messico al fianco, ma a Montréal può anche fare saltare il banco e vedremo, come Evenepoel, lo stesso transalpino e Pidcock, nelle gare canadesi di venerdì e domenica prossima.

E poi Ayuso da capitano della Spagna che proporrà anche Mas (ma al probabile vincitore della Vuelta servirebbe un mezzo miracolo, con il finale che c’è sul percorso iridato, per lottare in chiave podio), Skjelmose per la Danimarca e gli Stati Uniti che potrebbero risultare una bella mina vagante con Jorgenson e McNulty.

E l’Italia? Sabato sera è stata svelata la selezione guidata per la prima volta da Roberto Amadio e che avrà tante punte, chiaramente partendo da outsider con un Mondiale che manca da 18 anni (Ballan a Varese 2008). La curiosità maggiore è attorno a Lorenzo Mark Finn, che potrebbe già fare molto bene su questo tracciato ma giustamente deve partire senza pressioni e grosse responsabilità, che avranno in parte Pellizzari, Ciccone, Bettiol e Scaroni.

Questo poker è stato scelto per guidare le ambizioni azzurre, con carateristiche differenti ma neppure troppo, anche se certo il marchigiano avrà bisogno di fare selezione in salita e il bresciano, invece, attendere uno sprint ristretto pur tenendo molto bene anche quando la strada è all’insù. L’abruzzese e il fiorentino animeranno la corsa in ogni modo, senza dimenticare Davide Piganzoli, che ha disputato Giro e Tour e probabilmente supporterà i compagni come l’eterno Ulissi e un Trentin da vero regista della nazionale, lui che è stato l’ultimo a sfiorare la maglia iridata ad Harrogate 7 anni fa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social