Un devastante Del Toro firma la doppietta e si prende la generale del Tour Auvergne-Rhone-Alpes, Ayuso ancora battuto

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

Stradacalendario internazionale

Un devastante Del Toro firma la doppietta e si prende la generale del Tour Auvergne-Rhone-Alpes, Ayuso ancora battuto

Sul Plateau de Solaison la giornata finale della corsa WT (ex Delfinato), con il messicano che già a quasi 9 km dal traguardo stacca tutti e domina, con Tuckwell stoico 2° nella generale davanti ad Ayuso, che coglie la piazza d'onore di tappa, mentre delude Jorgenson e si ritira Seixas. Clamoroso epilogo del GP Gippingen, con il belga Slock al primo hurrà da pro... cadendo, mentre a Geraardsbergen torna a fare festa Magnier. Giro Next Gen, 1^ tappa: il norge Haugland beffa Fabbro e Donati.

Un anno dopo Tadej Pogacar, è ancora festa UAE Team Emirates XRG all’ex Criterium du Dauphiné, dal 2026 Tour Auvergne-Rhone-Alpes per l’edizione numero 78 della corsa che è tradizionale antipasto del Tour de France.

Nella corsa alla maglia gialla, il campione del mondo avrà al suo fianco un fenomeno che risponde al nome di Isaac Del Toro, semplicemente stellare nelle due tappe decisive dell’evento transalpino, per infilare la terza corsa a tappe World Tour del suo 2026, dopo UAE Tour e Tirreno-Adriatico (e all’Itzulia è caduto al terzo giorno di corsa, perdendo anche la campagna ardennese per un infortunio dal quale si è ripreso alla grandissima), con l’impresa odierna che significa 7° e 8° hurrà dell’annata per il classe 2003 messicano.

Sì, perché con la doppietta sul Plateau de Solaison, dopo aver già staccato tutti ieri sul Grand Colombier, Del Toro ha conquistato la maglia gialla finale tolta ad uno stoico Luke Tuckwell, che sarà comunque gran 2° e con Juan Ayuso, di nuovo battuto nettamente dall’ex compagno di squadra, sul podio di questa 8^ tappa (2° come sabato) e pure della generale.

Appena 120 km per la frazione conclusiva, con start da Beaufort, e sulle rampe iniziali del Col du Pré è nata subito la fuga che ha caratterizzato l’intera giornata, con la Netcompany INEOS che l’ha promossa con Vauquelin, Carlos Rodriguez e De Plus, mentre arrivava la notizia, sulla durissima Montée de Bisanne dopo neppure 40 km di corsa, del ritiro di Paul Seixas ancora dolorante dopo la brutta caduta patita ieri nella prima parte di tappa.

Gli ultimi a mollare, con la Lidl-Trek che ha controllato la corsa per provare a vincere con Ayuso, che nel pre corsa aveva dichiarato di puntare alla maglia gialla e non solo al podio, sono stati Rodriguez e Valentin Paret-Peintre agganciati, a 9 km dall’arrivo, proprio da uno scatenato Del Toro che ha aggredito, con i compagni UAE, Vermaerke, Sivakov e Torres su tutti, a lanciarlo nei primi 2 km di salita (lunga complessivamente 11,5 con una pendenza media del 9%), il Plateau de Solaison attaccando da subito.

A differenza di 24 ore prima, il fenomeno della Baja California ha corso da padrone, anziché agire di rimessa, e ha fatto subito il vuoto; già a più di 7 km dal gong, l’asso della UAE aveva accumulato quasi 40” di margine sul plotoncino con gli altri big, mentre la maglia gialla Tuckwell cedeva ma resistendo alla grande, pure per la presenza di un favoloso Van Gils in casa Red Bull-Bora Hansgrohe. Poi l’azione di Ayuso, che ha stroncato Jorgenson che andrà poi alla deriva nei 4 km conclusivi, ma l’iberico della Lidl-Trek ha continuato a perdere inesorabilmente da un debordante Del Toro, che ha tagliato la linea d’arrivo (pur controllando con grande margine all’interno degli ultimi 1000 metri) con un minuto netto su Ayuso, con un rimontante Tobias Halland Johannessen, davvero positivo sulle due salite più dure (pensando anche al Tour, dove il norge della Uno-X ha fatto benissimo nel 2025), 3° a 1’02” davanti a Skjelmose, 4° pagando un minuto e mezzo, mentre Tuckwell ha terminato a 1’43” assieme a Uijtdebroeks e un deluso Jorgenson, salvando addirittura il 2° posto in GC.

La classifica finale ci dice infatti che Del Toro si è imposto (non sfruttando neppure gli abbuoni, visto che in questa edizione non sono stati inseriti) con 54” di vantaggio sul talento australiano, 1’17” rispetto ad Ayuso, con Jorgenson 4° a 1’36”, Johannessen che resta 5° (+ 1’46”) e poi Skjelmose, Uijtdebroeks e Cristian Rodriguez, 8° per la XDS Astana in un Auvergne-Rhone-Alpes con pochissima Italia protagonista.

 

LE ALTRE CORSE

 

A livello di corse di categoria 1.1, doppio appuntamento di buon livello oggi partendo dalla 4^ edizione della Muur Classic Geraardsbergen, creata attorno ad un monumento del ciclismo come il Muro di Grammont per un circuito di 32 km che ha proposto, come al Renewi Tour, l’arrivo sulle prime rampe in pavé della cittadina nel cuore delle Fiandre.

E con un traguardo perfetto per le sue caratteristiche, con i 500 mt conclusivi al 6-7%, Paul Magnier ha fatto la differenza dominando lo sprint ristretto, per la sua 30esima vittoria da pro (e parliamo di un classe 2004…), con la Soudal-Quick Step che festeggia grazie allo strepitoso transalpino che ha regolato Floris Van Tricht (NSN) e l’altro belga Jenno Berckmoes (Lotto Intermarché), con Davide Toneatti (XDS Astana) ottimo 4°.

Ecco poi il 62° GP Gippingen (ora denominato GP du Canton d’Argovie), ad aprire la settimana elvetica prima del Tour de Suisse al via mercoledì prossimo, con le strade di Leuggern che hanno ospitato un’edizione combattutissima e che ha visto riuscire ad anticipare tre uomini, capaci di allungare sull’ultima erta di Rotberg ai -13 km dal gong, ovvero Richard Carapaz, Aleksandr Vlasov e Liam Slock.

Il campione olimpico ha fatto la maggior parte del lavoro con il russo della Red Bull-Bora, bravissimo però il belga di casa Lotto Intermarché a gestirsi e partire con un gran sprint (sul classico strappetto finale al 5%) per imporsi nettamente ma… col brivido; sì, perché abbiamo visto una conclusione a dir poco unica, visto che Slock, al primo successo da pro, ha esultato perdendo il controllo della bici e finendo rovinosamente a terra, tagliando il traguardo (giusto per un paio di metri, altrimenti sarebbe stata una beffa atroce) in maniera assurda.

Vlasov sarà 2°, Carapaz 3° e con pochi metri mantenuti sulla dozzina di elementi che, nonostante il lavorone di Vacek per il compagno Thibau Nys, al debutto nel 2026 subito con brillantezza, non è riuscito a chiudere e ha visto il belga della Lidl-Trek, qui vincitore nel 2025 (e 2° un anno fa), piazzarsi 4° davanti ad un buon Alaphilippe, a Jarno Widar (altro talento al rientro e positivo) e Diego Ulissi, 7° e miglior italiano.

Kasper Haugland, invece, ha sorpreso tutti quanti nella tappa inaugurale sulle otto programmate per il Giro Next Gen: la corsa di riferimento (assieme al Tour de l’Avenir) dedicata agli Under 23 si è aperta con il colpaccio del norvegese di casa Decathlon CMA, partito a quasi 60 km dall’arrivo di Vibo Valentia, sui 168 totali con partenza da Reggio Calabria, per resistere di un soffio al ritorno del gruppo, regolato da Riccardo Fabbro della Trevigiani davanti al favorito di giornata, Davide Donati del team devo di casa Red Bull-Bora Hansgrohe, alla fine terzo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social