Urlo Narvaez a Bad Ragaz, è sempre UAE al Tour de Suisse con i velocisti beffati. Aranburu, gran colpo al Belgium Tour

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Urlo Narvaez a Bad Ragaz, è sempre UAE al Tour de Suisse con i velocisti beffati. Aranburu, gran colpo al Belgium Tour

Anche la 3^ tappa della corsa WT è della squadra di Pogacar (solidissimo in maglia gialla), con l'ecuadoregno che piega nello sprint a due Meurisse dopo una fuga di oltre 100 km, 5^ piazza per Van der Poel. La frazione chiave del Giro del Belgio parla spagnolo, in Occitania declassato Isidore e primo urlo da pro per Augé.

Ancora loro e ancora lui, capace di una tripletta di tappe al Giro d’Italia, dopo che il suo capitano ieri aveva provato a lanciarlo verso il finale di Locarno.

La UAE Team Emirates XRG e Jhonatan Narvaez, capaci di prendersi la 3^ tappa del Tour de Suisse, al termine dei 157 km attorno a Bad Ragaz, di cui oltre 100 in fuga con il solo Xandro Meurisse; il campione di Ecuador, poi, ha risolto senza problemi la volata a due con il belga della Pinarello Q36.5, mentre il gruppo (che aveva accumulato oltre 4 minuti di ritardo nei primi 70 km di corsa, con due salite decisamente toste prima del finale completamente piatto) arrivava a poche decine di metri dai due coraggiosi che hanno caratterizzato una giornata solo sulla carta dedicata alle ruote veloci.

Amaro quindi il 3° posto di Magnus Cort, con il danese della Uno-X Mobility che allo sprint ha anticipato Marijn Van den Berg, per il quale aveva lavorato l’EF-EasyPost, con Mathieu Van der Poel (mentre Kaden Groves si è ritirato) 5° davanti a Strong (inutile, anche per il neozelandese, l’inseguimento della sua NSN), Laurance e Matthews, con Pogacar 12° e in festa per il compagno, tranquillo in maglia gialla con 2’50” di vantaggio su Carapaz e 3’07” rispetto a Bagioli prima della cronometro (23,7 km piatti) di sabato sulle strade di Aarburg.

Al Belgium Tour (ProSeries), la frazione più dura, 173 km in quel di Durbuy con muro finale di 700 mt all’8%, ha visto Alex Aranburu regalare alla sua Cofidis successo e maglia di leader (con Tim Merlier che si è staccato ben presto facendo gruppetto), con il gruppo che a 500 mt dalla conclusione ha ripreso Rick Pluimers, dopo una battaglia totale che ha visto negli ultimi 20 km protagonisti in particolare Berckmoes, Hermans (con il golden km, i due belgi sono vicinissimi nella generale allo spagnolo vincitore di tappa), Philipsen, Girmay e poi l’olandese della Tudor, agganciato sull’ultimo strappo prima dello sprint di rimonta di Aranburu, che ha regolato Lewis Askey (Groupama-FDJ), il connazionale Carlos Canal della Movistar e Jonas Abrahamsen (Uno-X), 4° su Kopecky (Unibet) e Philipsen, amaro 6°.

Seconda delle tre tappe invece alla Route d’Occitanie (categoria 2.1), con l’arrivo di Saint-Gaudens e giallo finale, visto che Noa Isidore, talento emergente della Decathlon CMA, vince ma viene declassato per aver tolto le mani del manubrio oltre a piazzare una spallata di peso all’altezza della flamme rouge per seguire il suo treno. Un altro francese, Ronon Augé della Unibet Rose Rockets, che era stato bruciato per un soffio dal connazionale, si prende così il primo successo da pro davanti a Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5), Axel Zingle (Visma) 3° come ieri e Thibaud Gruel, che resta leader della generale con lo stesso tempo di Augé prima del tappone di Loudenvielle, 4° per la sua Groupama-FDJ.

In ambito femminile, oltre alla 3^ tappa del Tour de Suisse, si è corso per l’apertura (tre tappe complessive per la corsa di categoria 2.1 e giunta alla 5^ edizione, ma con vari team WT in gara) della Volta a Catalunya Femenina; appuntamento che ha segnato il ritorno in gara di Marianne Vos e, nel caos del finale di Santa Susanna con caduta poco prima dell’ultimo km che ha ridotto lo sprint a sole otto atlete, quando la Visma Lease a Bike era già davanti comandando la situazione, la fuoriclasse olandese ha lasciato il successo alla connazionale e compagna di team Nienke Veenhoven, partita ai 200 mt e che ha visto la capitana agganciarle la ruota ai -100 evitando poi di saltarla, visto che a quel punto la doppietta orange era già cosa fatta.

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