Che doppietta per la Uno-X, in onore di re Harald V! Leknessund davanti a Johannessen per la prima in un GT

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Che doppietta per la Uno-X, in onore di re Harald V! Leknessund davanti a Johannessen per la prima in un GT

Vuelta Espana, 7^ tappa: sul secondo arrivo in salita è fuga vincente a Valdelinares, con Van Aert 3° (punti chiave per la maglia verde) dietro ai norvegesi che rendono un grande omaggio al loro paese. Pogacar stacca tutti, guadagnando qualche secondo su Gall e Mas, in difficoltà Carapaz. Fretin bis al TPC en Nouvelle Aquitaine, la generale è di Decomble. Martina Alzini si impone nella prima frazione in linea del Giro della Toscana femminile.

Un successo meritatissimo e davvero speciale, quello di Andreas Leknessund e della Uno-X Mobility nella prima giornata di questa Vuelta Espana in cui la fuga è arrivata sino a compimento, sull’erta di Aramon Valdelinares stadio finale della 7^ tappa.

Sì, perché il passistone norvegese non aveva ancora vinto in un GT, dopo ben quattro piazze d’onore accumulate al Giro d’Italia (in cui ha vestito la maglia rosa nel 2023), di cui tre nell’edizione di quest’anno, e nel WT solo un timbro di peso, al Tour de Suisse quattro anni fa. Nel giorno in cui il suo paese piange re Harald V, davvero amatissimo dagli sportivi visto che lui stesso era un grande appassionato anche di ciclismo (tanto da essere tra i primi a complimentarsi con Thor Hushovd per lo storico titolo mondiale del 2010), Leknessund ha dato qualcosa in più aprendo la doppietta con il compagno di squadra e connazionale Tobias Halland Johannessen, con il team scandinavo che festeggia il primo storico trionfo di questa realtà sulle strade della Vuelta e il terzo nei tre grandi giri nell’arco della stessa stagione, dopo Dversnes-Lavik in Italia e Soren Waerenskjold in terra di Francia.

Il tutto è nato da una fuga di 25 uomini che in realtà non è mai stata compatta, con Leknessund partito al km 0 (dei 149 complessivi con start da Vall d’Alba) assieme a Wout Van Aert, in missione (riuscita) maglia verde. Su di loro sono rientrati ad un centinaio di km dall’arrivo l’altra punta Uno-X, ovvero Johannessen, l’irlandese Dunbar per la Pinarello Q36.5 e il redivivo Lutsenko.

Un quintetto che ha viaggiato alla grande per i successivi 90 km, arrivando ai piedi dell’erta finale (9,8 km al 6% scarso, ma con il tratto dai -6 alla flamme rouge sull’8%) con un minuto abbondante di vantaggio sugli altri attaccanti, ridotti a quel punto al gruppetto di una dozzina. Quando mancavano ancora oltre 7 km, ecco la progressione di Leknessund che è stata inesorabile, anche perché il compagno l’ha coperto alla grande (forse solo THJ avrebbe potuto batterlo, per lui un peccato non aver conquistato ancora il primo successo in un grande giro al quale gira attorno da parecchio tempo, Tour compreso) rimanendo a ruota di Lutsenko e poi di un Van Aert davvero positivo anche in salita.

Nel frattempo, nel gruppo maglia roja la Decathlon CMA CGM di Felix Gall ha acceso la miccia sull’ultima salita, facendo “saltare” subito Mattias Skjelmose e poi Richard Carapaz, ma con l’attacco del tirolese anche Roglic, con Onley e Kuss, è andato in difficoltà permettendogli di avvicinare proprio lo sloveno in chiave podio.

L’altro super big sloveno, ovvero un Pogacar in pieno controllo con la sua fiammante maglia roja, per non avere problemi ha voluto poi accelerare a sua volta nei 2 km conclusivi, staccando lo stesso Gall e Mas per arrivare a 4’23” da Leknessund, con 6” su Gall (che si è riavvicinato sul falsopiano finale, dove il leader della Vuelta ha quasi passeggiato), 16 su Mas e 29 sul terzetto con Roglic assieme alla maglia bianca Onley e appunto a Kuss, che rientra nella top five della generale comandata dall’iridato con 3’50” di vantaggio su Enric Mas, 4’50” rispetto al connazionale faro della Red Bull-Bora Hansgrohe, con Felix Gall a 5’01” e oltre i 6 minuti ci sono infatti l’americano di casa Visma, con Oscar Onley (unico Netcompany INEOS in classifica) sempre ad un secondo e Carapaz sceso dal 4° al 7° posto.

Alle spalle del vincitore di giornata, che ha anticipato di 34” Johannessen, troviamo quindi Van Aert a 47”, il giovanissimo Omrzel (ancora Slovenia) in gran rimonta a 58”, poi i colombiani Juan Felipe Rodriguez e Ivan Ramiro Sosa, con Lutsenko e Dunbar costretti ad accontentarsi della 7^ e 8^ moneta davanti ad un deluso Bisiaux, così come Valentin Paret-Peintre solo 11° sul compagno in Soudal, l’ex tricolore Filippo Zana.

Domani arrivo a Xeraco, con un’ascesa non troppo dura a 25 km dalla soluzione finale che potrebbe risultare, come nella 2^ e 5^ frazione, di uno sprint abbastanza corposo di gruppo.

 

LE ALTRE CORSE

 

A livello di calendario maschile, oggi si è chiuso il 40° TPC en Nouvelle Aquitaine, corsa di categoria 2.1 che ha visto il classicissimo gran finale sullo strappetto di Poitiers; è stata volata atipica col bis di un uomo rapidissimo come Milan Fretin (Cofidis), al bis personale in questa quattro giorni e che ha preceduto gli spagnoli Munoz (Euskaltel) e Ion Izagirre, suo compagno di team. Ottava piazza per Dario Igor Belletta (Polti-VisitMalta), con la generale portata a casa, dopo la super cronometro della 3^ tappa, da Maxime Decomble (giovane della Groupama-FDJ ieri al primo hurrà da pro) con ampio margine su Rasmus Pedersen (Decathlon CMA) e Samuel Leroux della TotalEnergies.

Al Giro della Toscana Internazionale femminile, giunto alla 31esima edizione nel segno di patron Fanini e di categoria 2.1 (ma con una bella startlist vista anche la concomitanza con le classiche bretoni), ecco la prima tappa in linea e sul traguardo di Quarrata la spunta Martina Alzini.

Quarto timbro stagionale per la lombarda della Cofidis, ex iridata della pista con il quartetto dell’Inseguimento, che ha battuto Nadia Quagliotto e la slovena Bobnar; grazie agli abbuoni, per Martina anche la maglia di leader tolta per 2” all’olandese Lonneke Uneken (VolkerWessels), vincente ieri nel cronoprologo di Chiesina Uzzanese.

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