Per Olav Kooij prima da sogno al Tour nel caos di Pau: battuti Kanter e Merlier, Traeen resta in giallo

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Per Olav Kooij prima da sogno al Tour nel caos di Pau: battuti Kanter e Merlier, Traeen resta in giallo

Tour de France, 5^ tappa: la lunga fuga di Veistroffer, poi una caduta nel finale che rompe il gruppo (anche se i big arrivano assieme) e costringe Merlier e Philipsen senza treno, mentre l'olandese della Decathlon CMA domina. Domani si sale con il Tourmalet, anche se il finale verso Gavarnie-Gedre è morbido.

Nel caos di Pau spunta, alla prima volata della carriera sulle strade del Tour de France (anche se parliamo di un corridore già capace di dominare al Giro, nell’edizione 2025), uno splendido Olav Kooij che regala un successo pesantissimo alla Decathlon CMA.

La compagine transalpina, che aveva ingaggiato lo sprinter olandese con grandissime ambizioni, prima che un virus lo bloccasse per i primi 3 mesi abbondanti della stagione, era stata in dubbio se portare o meno alla Grande Boucle il “Ghepardo di Numansdorp”, volendo costruire tutta la squadra attorno a Paul Seixas, ma le risposte positive di Kooij anche al Belgium Tour hanno convinto lo staff ed ecco, alla prima occasione, il classe 2001 fare centro.

Volatona doveva essere e volatona è stata, al termine dei 158 km di questa quinta tappa con start da Lannemezan e la fuga di oltre 140 km ad opera di Baptiste Veistroffer: ai -14 il bretone della Lotto Intermarché è stato raggiunto, poi a poco più di 5 km dalla conclusione (senza neutralizzazione, quindi) una caduta nel primo terzo di gruppo ha tagliato fuori tutto il treno di riferimento, quello della Soudal-Quick Step di Merlier (con Stuyven a terra, tra i coinvolti anche Matthews in casa Jayco-Alula), e con il plotone in parte rotto è stato caos totale nel gran finale.

La XDS Astana ha fatto tutto bene, con Gate e Teunissen, in favore di Max Kanter che però nulla ha potuto nel duello con Kooij: il tulipano si è imposto in maniera nettissima, il tedesco ha concluso 2° davanti a Merlier, amaro 3° dovendo rimontare parecchie posizioni negli ultimi 7-800 metri, la sorpresa Artz (Lotto Intermarché), un deluso Philipsen 5° su Bini Girmay e Mads Pedersen, che ha conservato con ampio margine la maglia verde.

E i big? Hanno concluso tutti a 14”, il primo di ciò che rimaneva del gruppo è stato proprio Tadej Pogacar, 21° sulla linea del traguardo davanti a Evenepoel e Seixas, con il solo rischio corso da Vingegaard, che ha dovuto cambiare bici (utilizzando quella di Campenaerts) ma non ha perso tempo. In classifica, quindi, Torstein Traeen (Uno-X) resta in maglia gialla con 28” su Quinn e 3’50” su Vacek, con Pogacar e Vingegaard a 7’53”.

I due fari della corsa, giovedì lungo i 186 km da Pau a Gavarnie-Gedre, sono attesi di nuovo allo scontro frontale con la salita finale morbidissima (quasi 19 km al 3,7% di media), preceduta però da Aspin e soprattutto Tourmalet, salendo sopra quota 2000 mt per uno dei totem storici del Tour che finirà a 38 km dalla conclusione.

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