Carapaz nella storia dell'Ecuador: "Non ci posso credere". Van Aert: "Avevo le gambe per vincere, ma..."

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Carapaz nella storia dell'Ecuador: "Non ci posso credere". Van Aert: "Avevo le gambe per vincere, ma..."

L'oro e l'argento della prova olimpica su strada nel post gara. Azzurri delusi, ma l'unico rimpianto è legato ai crampi di Bettiol.

Nella storia del suo paese, che oggi ha portato a casa la seconda medaglia d'oro in assoluto di un'avventura ai Giochi Olimpici che, per l'Ecuador, significava soprattutto il marciatore Jefferson Perez e quei 20 km di Atlanta 1996 rimasti unici sino a... Richard Carapaz.

Il campione del Team Ineos Grenadiers si è regalato a Tokyo un trionfo per certi versi inaspettato, ma certamente più che meritato battendo i grandi favoriti della vigilia, Wout Van Aert e Tadej Pogacar. “E' semplicemente incredibile, ancora non ci posso credere”, ha dichiarato Carapaz ben dopo la conclusione della prova olimpica.

La delusione è divisa tra casa Italia, con lo stesso Gianni Moscon che, parlando ai colleghi di Bicisport, ha spiegato come la nazionale abbia “provato a fare saltare il banco con gli attacchi da lontano di Caruso e Nibali, ma ad un certo punto si è rivelata più una lotta di sopravvivenza in queste condizioni e io non ho vissuto la miglior giornata”, con il rimpianto legato ai crampi che hanno colpito Alberto Bettiol quando si trovava nel “gruppo” delle medaglie alle spalle di Carapaz e McNulty, e lo stesso Van Aert che ha corso da fuoriclasse qual è e da punto di riferimento, lottando solo per conquistare quell'oro mancato.

Onestissima la disamina nel post gara dell'asso belga. “Ho dato il massimo e avevo le gambe per vincere, ma lottare contro tutti questi grandi corridori era difficile in quella situazione di corsa, visto che sono rimasti praticamente a ruota.

Sul Mikuni ho cercato di salire del mio passo e penso che sia stata la giusta strategia – ha aggiunto Wout, rientrato nel falsopiano seguente come aveva studiato e pensato alla vigilia - Eravamo qui per cercare di ottenere di più, ma oggi non è stato possibile e comunque ha vinto il migliore. Richard Carapaz era fortissimo e per me si tratta comunque di una grande medaglia”.

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