Il primo pensiero del nuovo campione del mondo della MTB cross country, che in Val di Sole ha riconquistato il titolo dopo 3 anni e con pochissime giornate di allenamento sulle ruote grasse dopo aver disputato il Tour (e ora c'è l'obiettivo maglia iridata su strada a Montréal), è stato per la famiglia scossa dalla tragedia del giovanissimo corridore britannico. La regina Sina Frei: "Un vero e proprio sogno che si realizza". Tutta la delusione espressa da Van der Poel: "Zero gambe, come a Lenzerheide". Il Trentino già guarda ai Super Mondiali del 2031, Fabio Sacco: "Sarà un traguardo straordinario per l'intera provincia, intanto nel 2027 ci godiamo il ritorno delle World Series".
I quarti campionati del mondo di mountain bike nella storia della Val di Sole, dopo il 2008, il 2016 e il 2021, sono stati un successone sigillato dai 30mila ingressi certificati nelle cinque giornate di gara a Daolasa di Commezzadura.
La gara di chiusura era la più attesa, inutile negarlo, con l’XCO maschile della categoria élite nel quale tutti attendevano il ritorno nel fuoristrada del bi campione olimpico, Tom Pidcock, di Mathieu Van der Poel che sognava l’unica maglia iridata mancante, dopo il podio di Les Gets, e il favorito Adrien Boichis per coronare una stagione quasi perfetta. Se per il francese non c’è stato neanche il podio, ma comunque lascia il Trentino con il titolo dello short track, per l’asso olandese dieci volte campione del mondo tra ciclocross, strada e gravel, appena un 30° posto e una delusione enorme. “E’ successo come nel 2025, ovvero una gara per la quale non mi spiego come mai non avessi proprio le gambe, ma è stato così sin dall’inizio“, le parole di MVDP che aveva tanta fiducia di potersela giocare, dopo il 2° posto in coppa a Les Gets.
Partito al suo fianco in quinta fila, Pidcock ha perso poco nel primo complicatissimo giro e poi si è dimostrato nettamente il più forte, staccando nel finale il connazionale Aldridge poi medaglia d’argento, con il canadese Punchard gran terzo. Meravigliose e commoventi le lacrime del fuoriclasse di Leeds, quest’anno 2° alla Milano-Sanremo e che ha visto compromesse le classiche delle Ardenne dalla caduta al Catalunya, così come non è arrivata la tappa che mirava al Tour de France, per ricordare il dramma di Finlay Tarling.
Tom è stato semplicemente leggendario, ieri a Daolasa, sotto ogni punto di vista considerando pure che si è allenato poco sulla MTB e che a pochi giorni dal Mondiale si è rotto alcuni incisivi, sostituendoli con denti provvisori. Ed è arrivato il secondo iride nel cross country olimpico (oltre ai due ori ai Giochi nel 2021 e nel 2024) a 3 anni da Glasgow: “Assieme al Tour, questi Mondiali rappresentavano il mio obiettivo stagionale.
È stato un periodo difficile, segnato dalla scomparsa di Finlay Tarling: questa vittoria è per lui e suo fratello Josh – ha sottolineato il campione della Pinarello Q36.5 – Tornare nelle prime posizioni è stato complesso: venerdì sono caduto durante il training e avevo un po’ di mal di schiena. Non potevo fare cambi di ritmo estremi, quindi ho cercato di andare del mio passo e di conservare le energie necessarie per fare la differenza nel finale.
Mando un abbraccio anche a Tadej Pogacar, che oggi (domenica, ndr) ci stava guardando dall’ospedale. Spero che si riprenda presto. Sono felice di aver dimostrato di essere più forte di Mathieu Van der Poel in mountain bike, ma penso che lui sia più forte di me su strada: un giorno voglio conquistare l’oro mondiale anche lì”. E a meno di sorprese, Pidcock sarà della partita il prossimo 27 settembre a Montréal, su un tracciato adatto alle sue caratteristiche e, con la probabilissima assenza del bi campione del mondo in carica, di chances potrebbe averne parecchio.
“Penso che più che un obiettivo della mia stagione, questo fosse un vero e proprio sogno, soprattutto dopo due anni in cui ho avuto tante difficoltà – il commento di Sina Frei, regina della gara femminile e alla seconda maglia iridata dopo quella conquistata nel primo XCC mondiale della storia, proprio in Val di Sole nel 2021 – Quello che penso è che solo io possa influenzare me stessa e la prestazione, per questo ho seguito solo il mio ritmo, senza pensare troppo alle altre.
Al momento non riesco ancora a realizzare quello che è successo, ma non vedo l’ora di indossare questa maglia nelle prossime tappe di Coppa del Mondo”.
“Val di Sole ha dimostrato di essere una perfetta macchina organizzativa – ha dichiarato David Lappartient, Presidente dell’UCI, per sottolineare il successo di questi Mondiali – C’era una bellissima atmosfera, con tanti fan presenti lungo il circuito. È incredibile come su un tracciato lungo come quello del downhill, ieri ci fossero tifosi dappertutto.
Abbiamo chiuso con il Cross-country, dove gli atleti hanno dato spettacolo, partendo da dietro e riuscendo addirittura a vincere, come ha fatto Tom Pidcock. È stata una bella anteprima di quello che accadrà nel 2031 con il Super Mondiale organizzato qui in Trentino, con ben venti discipline. Sarà un grande evento: il territorio è stupendo e accogliente e sarà un vero piacere tornarci”.
Sì, perché tra 5 anni la Val di Sole avrà di nuovo una rassegna iridata, condividendola con tutte le altre specialità del grande ciclismo. C’è entusiasmo anche nelle parole del Direttore di APT Val di Sole e Grandi Eventi Val di Sole, Fabio Sacco, al termine di un’edizione del Mondiale di mountain bike che promette di essere ricordata a lungo: “In quasi vent’anni di storia della MTB in questo territorio abbiamo vissuto tanti momenti memorabili, ma credo sinceramente che questa settimana, nel suo complesso, si posizioni ad un livello ancora più alto.
Non è mancato niente: le imprese dei campioni che sono venuti qui per dare il massimo, un apparato tecnico e organizzativo che ha fatto un ulteriore salto di qualità, e il feedback di un pubblico eccezionale per numeri e partecipazione. Val di Sole - Trentino 2026 è un Mondiale che ha fatto parlare di sé, e continuerà a farlo in futuro”.
“In questi giorni abbiamo avuto il piacere di ospitare i vertici dell’Unione Ciclistica Internazionale, a cominciare dal Presidente Lappartient, ed è evidente come - nonostante l’ormai lunga storia di grandi eventi in questo territorio - questo Mondiale abbia superato anche le loro aspettative. I loro riscontri, come quelli degli atleti e degli addetti ai lavori che hanno promosso l’evento a pieni voti, ci spinge ad insistere sulla strada che abbiamo tracciato, e che sempre più ci sta dando risultati tangibili sul piano delle presenze e della rilevanza delle destinazioni Val di Sole e Trentino sul mercato del turismo outdoor – ha aggiunto Sacco – Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questo grande risultato: dagli sponsor ai partner, passando per lo staff organizzativo, i volontari e tutte le persone che hanno lavorato con impegno e passione alla riuscita dell’evento.
Il bilancio, sia sotto il profilo tecnico che mediatico, è motivo di grande soddisfazione. Ora guardiamo già ai prossimi obiettivi. Il primo sarà il ritorno delle World Series nel 2027, ma il nostro sguardo si spinge già più avanti, ed al quinquennio che porterà il Trentino ad accogliere i Super Mondiali del 2031, un appuntamento che rappresenterà un traguardo straordinario e che vedrà l’intera Provincia protagonista e al centro del ciclismo mondiale”.
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Azzurri a secco nella seconda giornata dei campionati del mondo di MTB a Daolasa di Commezzadura, con gli XCC degli élite che chiudono regalando duelli da brivido. Tra gli U23 domina la Svizzera con i fratelli Halter, entrambi in trionfo, a livello jr le sfide del cross country premiano Grossmann (ancora per lo squadrone elvetico) e l'australiano Wright.



