A Veliko Tarnovo succede qualsiasi cosa, Silva fa la storia dell'Uruguay con tappa e maglia rosa. Dramma UAE

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A Veliko Tarnovo succede qualsiasi cosa, Silva fa la storia dell'Uruguay con tappa e maglia rosa. Dramma UAE

Giro d'Italia: la seconda tappa in Bulgaria stravolta da una maxi-caduta a 23 km dalla conclusione, poi l'attacco di Vingegaard con Pellizzari e Van Eetvelt, ma nel finale rientrano tutti e fa festa la XDS Astana, con Ciccone 3° ad un soffio dal simbolo del primato. Adam Yates fuori dai giochi, Vine ritirato, tantissimi i big finiti a terra.

Un finale drammatico, sotto la pioggia di Veliko Tarnovo dove succede qualsiasi cosa, a partire purtroppo da una nuova clamorosa maxi-caduta di gruppo, dopo quella nello sprint di ieri a Burgas, che stravolge già la classifica di tanti uomini importanti per questo Giro d’Italia.

La seconda frazione entra poi nella storia per la volata vincente di Guillermo Thomas Silva, che regala all’Uruguay (primo corridore della sua terra al via della corsa) e alla XDS Astana tappa e una maglia rosa unica, con il Sudamerica che torna lassù due anni dopo Jhonatan Narvaez (Ecuador) grazie allo spunto del classe 2001 già emerso a ottimi livelli tra quest’anno, avendo appena vinto anche la generale di una corsa ProSeries come il Tour of Hainan, e il 2025, e che ha bruciato di misura, in uno sprint ristretto a 34 uomini, Florian Stork e Giulio Ciccone davvero vicino alla sua prima maglia rosa.

Una giornata lunghissima (quasi 6 ore di corsa considerando anche il tratto di trasferimento), nella seconda tappa più lunga di questa edizione con i 221 km e lo start da Burgas, caratterizzata dalla fuga del duo di casa Polti-VisitMalta composto da Diego Pablo Sevilla, che ha rafforzato la sua maglia azzurra, e Mirco Maestri.

Ripresi ai -27 km dal gong, poco dopo c’è stato il devastante incidente, in un tratto di lieve discesa su asfalto ancora viscido, nelle primissime posizioni del gruppo e con la UAE, cominciando dalla scivolata di Marc Soler, praticamente dimezzata: i danni maggiori li paga infatti la formazione n° 1 al mondo, con Adam Yates che non ha rimediato fratture, ma con vistose ferite al volto e che raggiungerà il traguardo con quasi 14 minuti di ritardo, il co-leader Jay Vine che termina il suo Giro in ambulanza come Soler, oltre ai danni per Narvaez e Morgado.

E ancora Buitrago, faro della Bahrain-Victorious, costretto al ritiro come Aleksandr Vlasov nella Red Bull-Bora, mentre tra i favoriti di tappa sono finiti giù e malconci Strong, Zambanini e Vendrame.

Dopo 5 km neutralizzati dalla direzione corsa, ai -18 si è ripartiti a tutta, con Bernal a prendersi 6” al Red Bull KM ai piedi dell’ultima ascesa, dove Davide Piganzoli (unico gregario rimasto praticamente in casa Visma) ha fatto un gran ritmo per Jonas Vingegaard, che negli ultimi 1500 mt ha fatto il forcing al quale hanno risposto solo Giulio Pellizzari e Lennert Van Eetvelt, mentre la maglia rosa Paul Magnier non è riuscita a resistere.

Se la collaborazione nel terzetto ha funzionato sino ai -2,5 km quasi tutti poi in lieve ascesa, a quel punto lo studio tra i due principali candidati alla maglia rosa e il belga della Lotto Intermarché è stato talmente rilevante che, all’altezza della flamme rouge, prima Jan Christen e poi il gruppo sono rientrati, con rimescolamento totale nello sprint e Silva che riesce a battere sul filo di lana Stork, e anche per il tedesco della Tudor il sogno in rosa è parso ad un soffio, Ciccone e altri tre italiani, con Scaroni (che ha lanciato lo sprint al compagno, anche il bresciano avrebbe potuto giocarsi successo di giornata e maglia di leader) 4° e Pellizzari che ha avuto ancora la forza di chiudere 5°, davanti a Sobrero, Leknessund e lo stesso Christen.

Prima di uno sprint probabile domenica a Sofia per chiudere la tre giorni in Bulgaria, Silva è in rosa con 4” di vantaggio nei confronti di Stork e Bernal, ne pagano 6 Arensman (co-leader di una Ineos ora in ottima posizione, anche se in salita Vingegaard e Pellizzari avevano un’altra marcia) e Ciccone, in una Lidl-Trek che ha visto Derek Gee-West, coinvolto nella caduta, pagare un minuto all’arrivo.

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