Finalmente Mas! Dopo 4 anni di digiuno e 8 alla Vuelta, il maiorchino si prende la tappa sull'Aitana e vola in roja

Finalmente Mas! Dopo 4 anni di digiuno e 8 alla Vuelta, il maiorchino si prende la tappa sull'Aitana e vola in roja
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Finalmente Mas! Dopo 4 anni di digiuno e 8 alla Vuelta, il maiorchino si prende la tappa sull'Aitana e vola in roja

Il tappone del nono giorno, il primo in maglia di leader per il corridore della Movistar dopo il ritiro di Pogacar, premia il coraggio di Enric che attacca a più riprese negli ultimi 3 km e stronca la resistenza di Onley nello sprint a due, con Roglic 3° che guadagna qualcosa su Gall, ma ora paga 1'18" dallo stesso Mas in chiave vittoria finale. Alla Bretagne Classic di Plouay colpaccio Cofidis con Aranburu, gran 3° posto (e rimpianti) di Alessandro Borgo.

Quasi 4 anni di attesa, da quel finale della stagione 2022 in cui, sulle durissime rampe del San Luca, staccò addirittura Tadej Pogacar per vincere il Giro dell’Emilia, dopo aver sfiorato la “sua” Vuelta nel duello con Evenepoel e poi anche il Lombardia, secondo proprio alle spalle dello sloveno.

Senza più il campione del mondo in gara dopo lo shock vissuto ieri per la caduta del leader assoluto di questa 81esima edizione della corrida iberica, Enric Mas ha vissuto un primo giorno in maglia roja (dopo non averla indossata sabato sul podio in segno di rispetto per “Pogi”) davvero speciale, tornando a portare a casa un successo dopo quel digiuno, appunto, che durava dal 2022.

Sull’Alto de Aitana, nella frazione più dura della settimana inaugurale, la nona prima del riposo di lunedì, finalmente si sblocca il maiorchino del Team Movistar, battendo nello sprint a due, dopo aver fatto lui la selezione sulle rampe vicine al 10% dei 3 km finali, il britannico Oscar Onley; per Enric, è il secondo centro in carriera nel suo GT preferito, dopo quello del 2018 sul Collada de la Gallina ad Andorra, e il sogno di portare il simbolo del primato sino alla conclusione del 13 settembre a Granada ora è sempre più vivo, dopo tre piazze d’onore e un 3° posto in GC nel lungo percorso agonistico dello spagnolo.

Sembrava un’altra giornata da fuga vincente, dopo quella che a Valdelinares aveva premiato Andreas Leknessund, con un’azione di 24 elementi e Alessandro Romele, ora 3° nella classifica a punti (dove Van Aert comanda con margine), davvero coraggioso in solitaria dai -60 km sino a poco prima di approcciare i 22 km conclusivi al 6% di media verso l’Aitana, quando Pavel Sivakov e Marcel Camprubì avevano già agganciato il corridore della XDS Astana per poi staccarlo ad inizio ascesa.

Il francese della UAE Team Emirates XRG, che avrebbe voluto dedicare una vittoria a capitan Pogacar, ha staccato il campione di Spagna a 10 km dal gong ma a quel punto il gruppo maglia roja era già a poco più di 2 minuti dal leader della corsa, dopo che la Movistar aveva concesso oltre 6’ e la Decathlon CMA di Felix Gall aveva riaperto tutto.

Il tirolese è stato quindi il primo ad attaccare quando mancavano 7 km, gli altri big hanno sempre risposto a parte Kuss alla deriva, ai -4 ecco la zampata di Carapaz che sembrava quella giusta, ma già da giorni le gambe dell’ecuadoregno in forza all’EF-EasyPost non paiono quelle migliori, tanto che l’azione violenta e che fa la differenza è proprio quella di Mas, poco dopo aver superato il cartello dei -3; solo Onley tiene il maiorchino, ma Primoz Roglic c’è eccome, sfrutta anche il lavoro di Widar e poi rientra ai -2 km.

Mas, però, è scatenato e la nuova progressione nei 1500 mt finali costringe lo sloveno 4 volte re di Spagna a cedere: sembra tutto apparecchiato per lo sprint vincente di Onley, che su questi arrivi è solitamente micidiale, ma il leader della Netcompany INEOS è stato mandato fuorigiri dal padrone in roja, che sgasa ancora lanciando per primo la volata ad oltre 150 metri dalla linea e contiene il rivale, tornando ad alzare le braccia al cielo mentre “Rogla” è terzo a 12”, davanti di 6” ad un Gall che, dopo essere andato in chiara difficoltà sull’attacco frontale di Mas, si rianima nel finale ed è 4° precedendo di pochi metri Cristian Rodriguez, positivissimo per la XDS Astana, e Mattias Skjelmose che si salva in qualche modo.

Jarno Widar è 7° a 25”, Harold Tejada 8° a 33 ed è una sofferenza per Carapaz nel tratto terminale, con l’olimpionico che pagherà 54”, seguito con ampio distacco da Buitrago, a 1’40” dopo aver sognato in fuga (era stato il primo ad agganciare Sivakov ai -4 km dal gong), e un Sepp Kuss lontano oggi dai migliori e che perde così tre posizioni per una generale che dice Enric Mas in maglia, con 1’18” di gap rispetto a Roglic, con Gall a 1’39”, Onley a 2’20” (e solidissimo in maglia bianca), Carapaz finito a 3’26”, Skjelmose (+ 3’55”) e appunto l’americano punta della Visma 7° a 4’09”, davanti a Tejada (a 4’39”) e Muhlberger, secondo Decathlon in top ten ma già a 7 minuti e mezzo.

Oggi è stata anche la giornata della 90esima Bretagne Classic, con l’appuntamento World Tour di Francia a premiare la Cofidis padrona di casa e Alex Aranburu: il basco firma il successo forse più importante della carriera anticipando tutti nei 1500 metri conclusivi, senza attendere lo sprint ristretto dove sarebbe stato comunque tra i favoriti, al termine di una corsa (228 km con start e arrivo a Plouay col classicissimo circuito già teatro dei Mondiali nel 2000) in parte condizionata da quanto accaduto a 50 km dall’arrivo.

Il principale favorito, Paul Magnier, cade ed è costretto al ritiro, con la corsa che esplode e vede sognare la fuga, un mix tra gli attaccanti sin dal principio e il trio Hermans-Slock-Thomas rientrato a poco più di 90 km dal traguardo, ripresa a poco più di 5 km dalla soluzione finale quando, sulla Cote de Ty Marrec (1400 mt al 5,5%) si forma il gruppetto giusto, tredici elementi con la Cofidis che sfrutta la superiorità numerica, avendo pure Teuns e Page, proprio con Aranburu che piazza sul falsopiano l’attacco giusto, mantenendo 4” sul danese Alexander Kamp, gran 2° per la Uno-X, e una decina su tutti gli altri regolati da un gran Alessandro Borgo.

La giovane ruota veloce della Bahrain-Victorious, già su un podio di tappa a livello WT nel Renewi Tour della scorsa settimana, può avere pure qualche rimpianto per come ha battuto nettamente Herzog (protagonista della fuga di giornata, unico a resistere con gli uomini arrivati dal gruppo), il solito Berckmoes, e i francesi delusi con Lapeira 6° per la Decathlon e Grégoire 7° in casa Groupama. Andrea Vendrame (Jayco-Alula) e buon 10°, appena alle sue spalle lo sprint di ciò che rimaneva del plotone ha visto imporsi Noah Hobbs, ma solo per la 14^ moneta.

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