Alla vigilia del 5° Tour Femmes scopriamo tutto: le due grandi favorite Vollering e Ferrand-Prevot, un livello clamoroso

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Stradatour de france femmes 2026

Alla vigilia del 5° Tour Femmes scopriamo tutto: le due grandi favorite Vollering e Ferrand-Prevot, un livello clamoroso

La guida completa alla corsa alla maglia gialla delle donne, al via sabato da Losanna: sono almeno una decina le donne da podio, anche se le vincitrici delle edizioni 2023 e 2025 sembrano avere qualcosa in più, con Van der Breggen, Reusser e Blasi pronte ad inserirsi e l'incognita Longo Borghini. E poi per gli sprint Wiebes, Balsamo, Vos, Kool. La campionessa uscente: "L'ho preparato benissimo". In TV tutto in esclusiva su Eurosport/Discovery+, per l'Italia saranno Pietro Pisaneschi e Ilenia Lazzaro a raccontarci il Tour.

E’ la vigilia del grande giorno, per la partenza della prima di nove tappe del 5° Tour de France Femmes, forse mai atteso come quest’anno per la crescita esponenziale del movimento e il livello clamoroso della sfida che si prospetta, dalla Svizzera per la Grand Depart di questo week-end d’apertura del mese di agosto alla conclusione di Nizza, passando per la cronometro di Dijon del quarto giorno sino alla frazione più attesa, la settima con la prima storica del movimento in rosa sul Mont Ventoux.

Ci sono due favorite su tutte per la conquista di questa edizione della Grande Boucle femminile e, forse ancor più della regina del Tour 2025, ovvero Pauline Ferrand-Prevot, è Demi Vollering la principale candidata alla maglia gialla finale: per tanti motivi, partendo dalla continuità nei grandi giri della superstar olandese (che vive da anni nel Canton Lucerna e vivrà quindi le prime due tappe speciali, come nel 2024 nei suoi Paesi Bassi) al rendimento stratosferico anche in questo 2026.

Se la fuoriclasse transalpina quest’anno non ha ancora vinto, pur salendo sul podio a Fiandre (2^, proprio alle spalle di Vollering) e Roubaix (3^), “Deminator” si è presa Omloop, la prima “Ronde”, la seconda Freccia e la terza Liegi, prima di tornare al Giro d’Italia e vestirsi di rosa per completare la Tripla Corona, con quell’impresa nella tappa conclusiva di Saluzzo dopo aver vinto nelle due frazioni più dure, a Santo Stefano di Cadore e sul Colle delle Finestre.

La 29enne orange ha vinto il Tour “solo” nel 2023, e diciamo solo perché nelle ultime quattro stagioni Vollering non è mai uscita dalle prime due posizioni in ogni GT disputato, firmando due volte la Vuelta e costretta alla piazza d’onore in tre occasioni alla Grande Boucle, con la beffa atroce del 2024 con i 4” dell’Alpe d’Huez ma soprattutto la caduta nella tappa di Metz risultata decisiva in negativo. E un crash di gruppo, nell’edizione di un anno fa, ha inciso eccome, anche se la leader della FDJ United Suez non l’ha mai utilizzato come un alibi, sul distacco enorme subito da Ferrand-Prevot nella giornata chiave della Madeleine.

In una ideale graduatoria delle principali candidate a successo e podio, Anna Van der Breggen potrebbe occupare la terza casella per esperienza e qualità della campionissima olandese, 2^ alla Vuelta e 3^ al Giro quest’anno, nella seconda stagione dal clamoroso rientro in gruppo del 2025, quando al Tour ancora non era pronta a lottare per la maglia gialla. Ora, considerando pure la cronometro individuale riproposta nel percorso, crediamo proprio possa esserlo e discorso simile vale per Marlen Reusser, principale favorita di quella prova a Dijon, nella 4^ frazione, e che potrebbe quindi arrivare in maglia al Ventoux, considerato che nelle altre tappe oggettivamente non ci saranno enormi difficoltà, mentre sarà poi tosta anche l’ultima giornata a Nizza.

Crono che invece sarà particolarmente contraria alle caratteristiche di Kasia Niewiadoma, come Vollering sempre sul podio nei quattro Tour disputati e regina due anni fa; la polacca dividerà i gradi da leader in casa Canyon-SRAM con Antonia Niedermaier, seconda al Giro e che rappresenta il futuro come Paula Blasi, coetanea della tedesca (entrambe classe 2003) e al debutto dopo lo strepitoso successo alla Vuelta.

In UAE, la spagnola si gestirà assieme a Elisa Longo Borghini e dovrà essere brava l’ammiraglia, considerato poi che in squadra c’è anche colei che fu quarta nel 2025 (vera sorpresa della scorsa edizione), Dominik Wlodarczyk.

A proposito di cronometro, Cédrine Kerbaol dovrà sfruttare quei 21 km contro il tempo verso Dijon e la capitana dell’EF, seconda recentemente al Tour de Suisse, è la seconda speranza di Francia mentre, se vogliamo, parlando di italiane l’altra possibilità da top ten risponde al nome di Monica Trinca Colonel, anche se in seno alla Liv-Alula si parla di obiettivo successi di tappa.

La Lidl-Trek può provare a lottare almeno per la top five con Isabella Holmgren e Niamh Fisher-Black, già in tandem al Giro d’Italia, stessa missione per Kim Le Court-Pienaar, che potrebbe anche sorprendere visto che la campionessa di Mauritius, punta dell’AG Insurance, in parte è ancora da scoprire nei grandi giri.

Parliamo poi di velociste, perché ci sarà il meglio anche in tal senso: di fatto mancherà solo Lara Gillespie, esclusa dalla UAE per puntare sulla classifica, con Lorena Wiebes principale candidata alle vittorie negli arrivi a ranghi compatti, ma forse pure nella 1^ frazione con arrivo sullo strappo dello stadio olimpico di Losanna (2,5 km al 4,6%, ma l’ultimo km spiana sul 2%), con la stella della SD Worx-Protime che già da tempo è competitiva su traguardi del genere.

Alle sue spalle Elisa Balsamo, solidissima in questo 2026 e capace poi del poker di hurrà al Giro, alla ricerca del primo sigillo in carriera al Tour, ma anche sua maestà Marianne Vos che, a differenza della cuneese, ha vissuto una stagione complicata ma è ancora in grado di fare meraviglie e, proprio per la tappa inaugurale che fu già sua nel 2025, è davvero tagliata su misura.

E poi Charlotte Kool (due timbri nel 2024 quando si cominciò nel suo paese e la tulipana sorprese tutte), l’alternativa in SD Worx, e fa strano dirlo per una bi campionessa del mondo, che sarà Lotte Kopecky chiamata poi ad attaccare nelle frazioni miste per avere i suoi spazi, un’altra belga attesa come Shari Bossuyt, Chiara Consonni, Lily Williams e Letizia Paternoster.

“Ne abbiam parlato proprio nei giorni scorsi con il mio coach, siamo davvero soddisfatti della preparazione – ha dichiarato mercoledì, in video conferenza con i media, Pauline Ferrand-Prevot che non corre dalla Vuelta ma è sicura del suo avvicinamento per tentare il bis in giallo – Mi sento pronta, anche più dello scorso anno quando era un’incognita la mia prima volta al Tour. Conosciamo la forza delle rivali, ma anche la nostra”, ha chiosato la leader della Visma Lease a Bike.

 

IL TOUR FEMMES IN TV

 

Anche quest’anno, purtroppo il Tour de France Femmes non avrà copertura in chiaro visto che RAI Sport non ha acquisito i diritti, ma sulle piattaforme di Eurosport, Discovery+ e HBO Max, per gli appassionati ci sarà da divertirsi. Oltre due ore di diretta per ognuna delle nove tappe, generalmente dalle 15.45 (la conclusione delle singole frazioni avverrà quasi sempre poco prima delle 18.00), con due integrali per la 5^ frazione (dalle 13.35) e per la 9^, quella breve e intensissima di Nizza con quattro scalate al Col d’Eze.

La telecronaca in italiano sarà affidata nuovamente a Pietro Pisaneschi e Ilenia Lazzaro.

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