Niewiadoma vola sul Ventoux, sfrutta il tatticismo tra Reusser e Vollering e torna in maglia gialla!

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Stradatour de france femmes 2026

Niewiadoma vola sul Ventoux, sfrutta il tatticismo tra Reusser e Vollering e torna in maglia gialla!

Tour de France Femmes: la tappa regina è della scalatrice polacca (che mai aveva vinto una frazione, pur trionfando nel 2024), che parte a poco meno di 10 km dall'arrivo e trionfa con 1'16" sull'olandese, che solo nel finale stronca l'elvetica in giallo ma domenica a Nizza dovrà inventarsi qualcosa per recuperare i 15 secondi di ritardo dalla punta della Canyon-SRAM. Longo Borghini gran 3^ di giornata e capace di consolidare il 4° posto nella generale.

Un Tour de France Femmes clamoroso e bellissimo, fino all’ultima tappa di domenica a Nizza.

Sì, perché la salita totem di questa 5^ edizione, il Mont Ventoux, ha ribaltato la situazione avvicinando però le tre atlete più forti, con Kasia Niewiadoma-Phinney nuova maglia gialla dopo la sua prima impresa di tappa (lei che ha sempre concluso sul podio della generale dal 2022 al 2025), visto che due anni fa la scalatrice della Canyon-SRAM conquistò in maniera rocambolesca, resistendo a Demi Vollering nel duello a distanza sull’Alpe d’Huez, la classifica finale.

E proprio l’olandese ci proverà anche nelle ultime due frazioni, avendo soli 15” di ritardo dalla polacca dopo una giornata che resta amara per la stella della FDJ United Suez, visto che il distacco accumulato da Niewiadoma, al netto della fantastica impresa di Kasia, è in gran parte dovuto alla marcatura con Marlen Reusser, che in giallo ha curato principalmente l’ex compagna di team (com’era anche giusto che fosse per l’elvetica della Movistar, viste anche le sue caratteristiche chiamata alla sola difesa su una salita del genere).

Una 7^ tappa che ha visto nascere solo dopo oltre 60 dei 146 km totali la fuga di giornata, con undici atlete lontanissime in classifica e riprese già ai piedi del gigante della Provenza, 15,7 km all’8,8% e affrontato per la prima volta dal Tour Femmes: la FDJ United Suez era chiamata a fare la corsa, ma è mancata a parte il buon lavoro della giovane Célia Gery, tanto che già dai -14 ai -11 km ha fatto tutto Noemi Ruegg per l’EF in favore di Kerbaol.

Poi quando Niewiadoma ha mandato davanti la compagna Niedermaier, subito dopo (mancavano oltre 10,5 km al gong) è partita Demi Vollering e sono rimaste, come mercoledì a Belleville en Beaujolais, le prime tre della GC. Dopo un km abbondante di progressione della numero 1 al mondo, Kasia è stata perfetta partendo ai -9,5 km per sfruttare la situazione che costringeva Reusser ad andare regolare per non finire fuori giri, e al tempo stesso Vollering non voleva portarsi a ruota la maglia gialla dopo non essere riuscita a staccarla con un altro paio di attacchi che avevano riportato la coppia ex SD Worx a pochi metri da Niewiadoma.

Dai -8 ai -6 km, arrivando a Chalet-Reynard, il distacco dalla leader è esondato da una quindicina di secondi sino a 1’20” (la polacca aveva 1’17” di ritardo da Reusser questa mattina alla partenza di La Voulte sur Rhone), ma addirittura anche a 1’45” nel tratto scoperto di un finale reso durissimo anche dal solito vento verso i 1900 mt di quota del Ventoux. Solo a 600 metri dall’arrivo, Vollering è riuscita a liberarsi della svizzera leader della generale e a quel punto ha tenuto aperto in qualche modo il Tour, guadagnando una trentina di secondi in un finale a tutta per chiudere 2^ a 1’16” da Niewiadoma.

Reusser è “saltata”, 4^ a 1’46” con Elisa Longo Borghini, che concluderà così sull’ideale podio di tappa, a superarla all’ultima curva per una grande prova d’orgoglio della campionessa d’Italia, che ha fatto tutta la salita con la compagna Blasi, Kerbaol e Niedermaier, prima di un forcing che le ha permesso di consolidare la quarta moneta in classifica, anche se la top-3 rimane molto lontana. Quinta della frazione regina ecco la stessa Paula Blasi a 1’48” su Antonia Niedermaier e, un po’ più distante a 2’01”, Cédrine Kerbaol.

Poi Wlodarczyk, terza leader UAE L’IMAD, che paga 3’26” con Le Court, regina della tappa di ieri, a quasi 4 minuti su Isabella Holmgren (la giovane canadese faro della Lidl-Trek ha terminato 10^ a 4’11”), nella giornata che ha chiuso definitivamente il Tour di due regine come Anna Van der Breggen, che non è ripartita dopo le fatiche e la sofferenza già da metà corsa in poi, e Pauline Ferrand-Prevot che si è staccata ad inizio salita e, da maglia gialla uscente, taglierà il traguardo ad oltre 10 minuti e mezzo da Niewiadoma.

Kasia è quindi nuova maglia gialla con 15” su Vollering, che vorrà evitare in tutti i modi la quarta piazza d’onore in cinque edizioni (pur avendo vinto quella del 2023) e cercherà la doppietta col Giro più che attaccando sabato nella tappa più lunga (172 km con un paio di strappi nel finale ma pendenze morbide), domenica nei 100 km attorno a Nizza, che ospiterà due arrivi consecutivi, con le quattro scalate al Col d’Eze.

Reusser è 3^ a 39”, mentre Longo Borghini è 4^ a 2’59”, con 22 secondi su Niedermaier, solida in maglia bianca di miglior giovane, Kerbaol si trova 6^ a 4’01” e in top ten troviamo Blasi e Wlodarczyk (tanta quantità per la UAE, che rischia però di raccogliere poco in termini di risultati “pesanti”), poi Holmgren e Le Court ad oltre 6 minuti.

Maglia verde sempre sulle spalle di Lorena Wiebes, che domani potrebbe provare a tenere duro, quella a pois è sempre di Puck Pieterse in maniera altrettanto netta.

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