Pogacar lancia Del Toro, è doppietta UAE sul Montjuic con l'urlo del messicano, poi Evenepoel e Vingegaard

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Stradatour de france 2026

Pogacar lancia Del Toro, è doppietta UAE sul Montjuic con l'urlo del messicano, poi Evenepoel e Vingegaard

La 2^ tappa del Tour de France regala un finale spettacolare sulla collina di Barcellona: il campione del mondo comanda da padrone e concede il successo, pur avendone per vincere, al compagno di squadra. Resta in giallo Vingegaard, 4° sul traguardo davanti a Skjelmose, soffre Ayuso e perde tanto Tiberi.

La sua tappa non era cominciata bene, anzi, con un cambio bici eterno e un paio di minuti persi, tanto da spendere in prima persona per rientrare, riuscendoci comunque nell’arco di pochi km quando ne mancavano poco meno di 60 al traguardo.

La giornata di Isaac Del Toro, davanti a migliaia di tifosi messicani che già ieri erano stati clamorosi in termini di calore per il loro idolo nella frazione inaugurale di questo 113° Tour de France a Barcellona, si è conclusa nella maniera più bella: alla prima vera occasione utile, a 22 anni nel debutto alla Grande Boucle, il fenomenale corridore della UAE Team Emirates XRG si regala la vittoria più pesante della carriera, dopo quella in maglia rosa ottenuta lo scorso anno a Bormio nel Giro d’Italia poi concluso al 2° posto.

E per la formazione di riferimento che vuole la quinta maglia gialla con Tadej Pogacar, la festa è totale perché il fuoriclasse sloveno cosa fa? Sostanzialmente di tutto per lasciare il successo al compagno di squadra, mettendo al tempo stesso in difficoltà Jonas Vingegaard, che ad ogni modo tiene la maglia gialla in un finale, con i due strappi finali sul Montjuic nei 3,5 km conclusivi, davvero spettacolare.

La prima tappa in linea del Tour è stata caratterizzata dalla fuga di Molenaar (Caja Rural), il campione di Germania in carica Engelhardt (Jayco-Alula) e Van den Broek (PicNic-PostNL), con i primi due capaci poi di resistere da soli sino ad una trentina di km dalla conclusione, quando in approccio alla prima delle tre scalate verso il castello del Montjuic si è messa a gestire il ritmo la UAE di Pogacar: straordinario il lavoro di Brandon McNulty, che praticamente ha tirato sino a 5 km dall’arrivo, con i primi due passaggi che hanno visto cedere, tra gli uomini di classifica, Tiberi (che finirà a quasi 6 minuti, addio sogni di gloria per il laziale della Bahrain-Victorious) e Vauquelin (che pagherà 7’).

Poi, sull’ultima ascesa il campione del mondo ha messo al lavoro Adam Yates, ma a dispetto delle attese non ha attaccato, lasciando che in cima (2,5 km dal gong), mentre Van der Poel cedeva dicendo addio ad ogni ambizione di tappa, ci fossero i contrattacchi di Johannessen, Carapaz e Skjelmose.

Sui primi due ha chiuso lo stesso “Pogi”, su quello in discesa del danese ci ha pensato proprio Del Toro, che sullo slancio per i 700 mt finali all’insù, ha fatto una menata clamorosa portandosi a ruota solo Vingegaard e Pogacar. A quel punto, però, lo sloveno ha fatto il buco al messicano, di fatto rinunciando alla maglia gialla che probabilmente sarebbe stata sua considerando che il diretto rivale, seppur in marcatura e col rallentamento di Tadej in favore del compagno, nei 300 mt conclusivi è andato in difficoltà.

Pogacar, in sostanza, ha concluso a pochi centimetri da Del Toro per un clamoroso arrivo in parata, mentre in rimonta ecco un ottimo segnale da Remco Evenepoel, 3° davanti a Vingegaard con i primi distacchi dal 5° posto di Skjelmose, a 3”, in giù: 6° chiude Johannessen, faro della Uno-X che anticipa il campione francese Grégoire e altri due transalpini, Lenny Martinez e l’attesissimo Paul Seixas, 9° su Pidcock (in parte deluso), Van Eetvelt e Ayuso, parso in difficoltà nel finale e che si salva in termini di ritardo, ma non esce benissimo da questa frazione così come Florian Lipowitz, che paga 10” all’arrivo (16° posto per il co-leader della Red Bull-Bora Hansgrohe).

Bellissimo l’abbraccio Pogacar-Del Toro con l’emozione viva del messicano della Baja California, che domani vestirà pure la maglia verde ma soprattutto è il leader della classifica dei giovani, trovandosi ora 4° nella generale (dalla quale è uscito naturalmente Ganna, 2° dopo la cronosquadre) a 16” da Vingegaard, che comanda con 6” su Pogacar e 15 rispetto a Evenepoel, mentre Ayuso si trova a 19 e Seixas 6° già a 42”.

Lunedì, la terza giornata di corsa del Tour 2026 sarà... completa: atteso l’arrivo sullo strappo di Les Angles, rientrando in Francia con Pirenei "morbidi", e gli incendi nella zona dovuti al caldo e alle altissime temperature avevano portato ASO a valutare la cancellazione. E' arrivata poi la comunicazione che si correrà regolarmente, evitando però la presenza del pubblico negli ultimi 44 km di tappa.

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