Tour 2026, è una sfida totale a Pogacar. Vingegaard ci crede: "Ho fatto un altro step". Evenepoel, -4 kg...

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Tour 2026, è una sfida totale a Pogacar. Vingegaard ci crede: "Ho fatto un altro step". Evenepoel, -4 kg...

Dopo la presentazione delle squadre sul palco di Barcellona (assente De Lie, ma non è in dubbio la sua presenza domani), è tempo di vigilia per lo start della 113esima Grande Boucle. Parola ai grandi favoriti, con il campione del mondo alla ricerca della quinta maglia gialla come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. Seicas, atteso dalla Francia intera: "Non sono ancora un campione, ma voglio arrivare il più in alto possibile nella generale".

Ci siamo, sabato con i 19,6 km della cronometro a squadre di Barcellona scatterà il 113° Tour de France, l’edizione più attesa degli ultimi anni perché, agli assi pigliatutto del ciclismo moderno, in primis Pogacar e poi Vingegaard ed Evenepoel, si aggiunge l’uomo che la Francia attende da quattro decenni, ovvero dall’ultimo trionfo targato Bernard Hinault nel 1985, il nuovo fenomeno Paul Seixas.

E poi Del Toro, Ayuso, Lipowitz… insomma, giovedì sera sfilando sul palco allestito all’ombra della Sagrada Familia, in un contesto semplicemente unico, abbiamo già visto il meglio a livello mondiale, per una corsa alla maglia gialla che vedrà protagonisti 12 corridori italiani anche se, in chiave classifica, ci sono ambizioni solo per Antonio Tiberi che punterà alla top ten.

L’uomo più in vista è sempre lui, Tadej Pogacar, il bi campione del mondo e vincitore delle ultime due edizioni, quattro in totale e che vuole fortissimamente la cinquina come solo Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain nella storia.

Nuovo look, rasato a zero o quasi, per l’asso sloveno che guiderà una UAE Team Emirates XRG con un’alternativa di altissimo livello come Isaac Del Toro, che non a caso lo stesso “Pogi” ha indicato come uomo da tenere d’occhio nelle dichiarazioni del giovedì di Barcellona. “Spero possa vincere anche lui, perché no, ha le qualità per farlo. Arriviamo a questo Tour ben preparati, ma sappiamo bene che gli avversari sono fortissimi. Abbiamo lavorato anche per la cronometro a squadre, confidiamo di cominciare col piede giusto”.

Come riporta “WielerFlits”, Jonas Vingegaard si è presentato in Catalogna col pieno di fiducia per aver ulteriormente innalzato il suo livello, quello che non era bastato nel 2025 per contrastare Pogacar, mentre l’anno precedente era parso chiaro a tutti che l’incidente ai Paesi Baschi non potesse permettergli di lottare davvero alla pari. Nelle ultime cinque Grande Boucle, i due fenomeni da GT hanno sempre concluso nelle prime due posizioni, il totale dice 4-2 in favore del fuoriclasse di Komenda visto che nel 2020, quando il danese ancora non c’era e la Visma (al tempo Jumbo) venne beffata con Roglic trafitto dal connazionale nella crono sulla Planche des Belles Filles.

“Non sono uscito dal Giro completamente a pezzi, anzi – ha sottolineato Jonas riferendosi alla maglia rosa portata a Roma per completare la Tripla Corona – Questo permette anche un recupero più rapido in seguito per allenarsi prima, come abbiamo fatto a Tignes.

Presto mi sono sentito in buona forma e sono stato in grado di ricominciare a lavorare per il Tour abbastanza rapidamente. Van Aert? La sua assenza rappresenta un duro colpo per noi, sarebbe stato un corridore importantissimo a partire dalla cronometro a squadre di sabato, ma anche per il resto del Tour.

Credo che abbia dimostrato più volte quanto valga, è davvero un peccato che non sia con noi, ma la squadra è fortissima. Paragoni con la UAE? Difficile farne, io di sicuro sto ancora meglio dell’anno scorso, sento di essere cresciuto sotto alcuni aspetti”.

Remco Evenepoel, 3° nel 2024 prima del ritiro di un anno fa, sarà co-leader nella Red Bull-Bora Hansgrohe che schiera anche Florian Lipowitz, sul podio proprio nel 2025. Si parla del fiammingo, che non corre dalla Liegi (conclusa in terza piazza alle spalle di Pogacar e Seixas, seppur molto distante dai due) dello scorso 26 aprile, con ben 4 kg in meno rispetto al periodo delle classiche per avere un rendimento migliore in salita. E ne avrà bisogno il due volte olimpionico di Parigi 2024, perché è proprio su quel terreno che non ha mai retto il confronto con i due grandi favoriti pure di questo Tour.

“Il mio obiettivo è vincere una tappa, questo è certo, ma partendo dalla cronometro a squadre per cercare la maglia gialla – ha chiarito Remco, nelle dichiarazioni pre corsa riportate da Tuttobiciweb – Per quanto riguarda la convivenza con Lipowitz, sappiamo da tempo entrambi che partiremo come leader e siamo pronti.

Abbiamo già corso insieme il Catalunya e in quella occasione ci sono state giornate in cui abbiamo dovuto lavorare uno per l’altro e fare dei sacrifici. Ha funzionato bene”.

C’è un paese interno sulle spalle di Paul Seixas, leader unico della Decathlon CMA CGM e reduce da una prima parte di 2026 favolosa, anche se la caduta con ritiro al Tour Auvergne-Rhone-Alpes ha complicato i piani di avvicinamento alla sua prima Grande Boucle. E lo stesso classe 2006 transalpino l’ha ammesso, parlando giovedì ai media. “Ora mi sento di nuovo in ottima forma – ha detto nello specifico il vincitore della Freccia Vallone a L’Equipe – Quella caduta non ha rappresentato il momento in cui ero più preoccupato, ho capito subito che le ferite erano superficiali e quindi non ho pensato ad altro che a recuperare terreno in quella tappa.

In seguito, però, ero più preoccupato per il mio ginocchio e solo dopo aver effettuato una risonanza magnetica sono stato rassicurato. C’era un gonfiore notevole, ma senza fratture anche se è stata dura dover stare fermo nella settimana successiva all’incidente, perché è servito più tempo del previsto.

L’obiettivo? Quello di arrivare il più in alto possibile nella classifica generale, imparare e capire a che punto sono in un grande giro, mano a mano che passano i giorni. Soprattutto, voglio vedere come mi sentirò nel corso di queste tre settimane, non mi sento ancora un campione e poi so bene che il Tour… è il Tour”.

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