La 2^ tappa di Appenninica MTB Stage Race, con l'arrivo nella località modenese, ha visto i due delusi della prima giornata dominare lungo i 65 km con il Monte Cimone nel cuore di una sfida che rimescola le carte, con Spica e Steinburg nuovi leader delle classifiche generali.
C’è sempre un domani, soprattutto nelle corse a tappe. Hans Becking e Syd Schulz erano i grandi delusi della prima frazione di Appenninica MTB Stage Race 2026, ma nella seconda tappa da Lizzano in Belvedere a Riolunato si sono presi la rivincita che cercavano.
Becking aveva chiuso terzo a Vidiciatico, contrariato per non aver tenuto la ruota di Vincenzo Saitta ed Emanuele Spica nel finale. Nei 65 km e 2.600 metri di dislivello del secondo appuntamento con la corsa italiana di mountain bike più conosciuta del pianeta, ha invece tenuto il passo del duo del Rolling Bike Team, per tutta la tappa, sfruttando la sfortuna del leader della generale per prendersi vittoria e piazzamento. Schulz, sprofondata a 21 minuti dopo la prima frazione, si è rialzata con carattere e ha portato a casa il successo a Riolunato. Difficile rientrare in classifica generale, ma nelle prossime tappe l’americana potrà ancora recitare un ruolo da protagonista.
È un’edizione all’insegna dell’equilibrio quella che va in scena sugli Appennini dell’Emilia-Romagna. La seconda tappa ha sancito un cambio al comando in entrambe le classifiche: Emanuele Spica guida tra gli uomini, Greete Steinburg si prende la leadership al femminile. Nessuno dei due ha ancora vinto e forse è proprio questo il segnale più eloquente di come l’equilibrio regni sovrano in questa edizione.
Hans Becking, Vincenzo Saitta ed Emanuele Spica sembrano essere i tre atleti più in forma di questa Appenninica 2026 e anche nella seconda tappa il terzetto ha imposto il proprio passo fin dalle prime pedalate, allungando progressivamente il vantaggio sugli inseguitori. La prima selezione è arrivata sulla lunga salita inziale verso il Corno alle Scale, ma al Lago Scaffaiolo il loro vantaggio su Marek Sülzle e Luca Cacchi era ancora di pochi secondi.
Verso Sestola il romagnolo del Bad Team è stato vittima di una foratura, perdendo minuti decisivi nel riparare la ruota. I tre davanti hanno proseguito compatti anche sull’ascesa verso il Monte Cimone. Nella discesa verso Riolunato, è stato Saitta a rompere l’equilibrio: il leader della classifica generale ha guadagnato qualche metro sul compagno e sull’olandese, ma a cinque chilometri dal traguardo una foratura l’ha costretto a rallentare.
Becking e Spica lo hanno superato e si sono giocati la vittoria nella rampa d’arrivo di Riolunato. L’ha spuntata l’olandese, che ha chiuso in 3h30’34”. Spica, secondo al traguardo, si è messo sulle spalle la Maglia Blu-Barbieri PNK, mentre Saitta ha pagato un ritardo finale di 2’02”.
Quarto Marek Sülzle a 4’29”, quinto Luca Cacchi a quasi 5 minuti dal vincitore. “Oggi (ieri, ndr) è stata una tappa bellissima con salite toste e discese tecniche e divertenti - racconta il vincitore di tappa Hans Becking - Saitta e Spica sono forti, siamo stati insieme tutta la tappa. Sarà dura staccarli perché stanno molto bene. Penso la lotta resterà aperta fino alla fine, perché siamo racchiusi in pochi minuti e la situazione può cambiare rapidamente”.
In classifica generale Spica sale al comando, con Becking secondo a 1’31” e Saitta terzo. Più attardati, ma non ancora fuori dai giochi, Cacchi quarto a 8’38” e Sülzle quinto a 8’45”. “Abbiamo fatto il forcing nel finale per vincere, ma una foratura ha messo fuori dai giochi Vincenzo nel momento decisivo - analizza il nuovo leader, Spica - Io mi sono giocato la vittoria di tappa in volata. Nei prossimi giorni cercheremo ancora di controllare la corsa, ma siamo tutti lì e la gara è molto aperta”.
Tra i Master si conferma la Maglia Verde Juul Van Loon che bissa il successo della prima frazione chiudendo la prova in 4h00’45”. Conferma anche nella categoria Grand Master con il successo di Jon Roberts in 4h17’37” e nella Great Grand Master con vittoria di Bernd Büdenbender in 5h45’35”.
Se tra gli uomini sono in cinque a darsi battaglia in dieci minuti, tra le donne l’equilibrio non è da meno. Nella seconda tappa sono state in cinque a fare il ritmo nei primi chilometri: la leader della generale Luiza De Souza, ripartita dopo la caduta di lunedì, insieme a Lola Bakker, Greete Steinburg, Mara Parisi e Syd Schulz.
Nella lunga discesa verso Fanano, la brasiliana, transitata per prima al GPM, ha perso diversi minuti, uscendo definitivamente dalla lotta per la classifica. I postumi della caduta del giorno precedente non le hanno permesso di riposare bene, e la prestazione ne ha inevitabilmente risentito. Sull’ultima salita Steinburg ha alzato il ritmo con decisione, mentre alle sue spalle Bakker e Schulz hanno tentato di tenerle la ruota.
Ben presto l’americana si è ritrovata sola all’inseguimento dell’estone, ma negli ultimi chilometri ha ricucito lo strappo, prendendosi la vittoria nei metri finali in 4h45’19”. Appena 27 secondi il vantaggio su Steinburg, mentre al terzo posto ha chiuso Mara Parisi a 1’27”, brava a rimontare nel finale su Lola Bakker, quarta a 3’46”. Sprofonda Luiza De Souza a quasi un’ora di ritardo. “Ho conquistato la vittoria negli ultimi metri, è stato fantastico - le parole di Schulz dopo il successo - Nella salita verso il Monte Cimone mi sono trovata seconda dietro a Greete e ho spinto sapendo che Lola sarebbe potuta rientrare in discesa.
Invece nel finale ho visto Greete e ho dato tutto. Lunedì è andato tutto storto, ho bucato e perso minuti, ma oggi (ieri, ndr) stavo davvero bene. Sono ormai fuori dai giochi per la classifica generale ma proverò a divertirmi nei prossimi giorni”. Steinburg si può consolare con la Maglia Rosa-Barbieri PNK di leader della classifica generale, guidata con un vantaggio di appena 1’42” su Lola Bakker. Alle loro spalle Mara Parisi paga 4’39”, mentre Syd Schulz ha accorciato a 17’32”. Oltre 50 i minuti il ritardo di Luiza De Souza. “Adoro questa gara, l’atmosfera e i percorsi: mi sono goduta ogni chilometro oggi - racconta Greete Steinburg al traguardo - Non ho voluto rischiare troppo perché mancano ancora tre giorni.
Lunedì avevo perso tempo per una caduta in discesa e sono stata cauta. Sono abituata a migliorare di giorno in giorno nelle gare a tappe e questo mi rende fiduciosa. La Queen Stage è quella che si addice di più alle mie caratteristiche e l’ho percorsa in ricognizione: la affronterò con maggiore sicurezza”.
Mercoledì la terza frazione, Monte Cimone Challenge, per un anello con partenza e arrivo da Riolunato di 38 km e 1.500 metri di dislivello: la tappa più breve dell’edizione n° 8 di “Appenninica”, ma tutt’altro che priva di insidie. Si sale sul Monte Albano, dove si potrà ammirare una delle viste più belle dell’Appennino al confine con la Toscana. Il percorso attraversa anche la Via Vandelli, collegamento settecentesco tra Modena e Lucca, raggiungendo il Giro del Diavolo sopra San Pellegrino in Alpe, da dove lo sguardo si spinge fino alle Alpi Apuane. La discesa di rientro a Riolunato è tecnica e insidiosa, con rocce che non lasciano spazio ad alcuna distrazione.
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