Ancora Narvaez, è doppietta al Giro dopo un altro show UAE: a Fermo arriva la fuga, Hindley e Vingegaard pimpanti

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Ancora Narvaez, è doppietta al Giro dopo un altro show UAE: a Fermo arriva la fuga, Hindley e Vingegaard pimpanti

L'ottava tappa della corsa rosa vede il campione dell'Ecuador esaltarsi sui muri marchigiani per anticipare i norvegesi Leknessund e Tjotta dopo il gran lavoro di Bjerg, mentre Milesi e Scaroni si piazzano ancora (5° e 6°). Big a quasi 2 minuti con Eulalio sempre leader prima del Corno alle Scale domenica. In Ungheria clamoroso colpo (e corsa falsata dalla pioggia) del gigante Soderqvist, Tour du Finistère allo spagnolo Barrenetxea.

Ancora Jhonatan Narvaez, ancora la UAE Team Emirates XRG a coronare un’altra fuga, quella attesa nell’ottava tappa di questo Giro d’Italia, 156 km da Chieti a Fermo che premiano di nuovo il campione nazionale dell’Ecuador, al bis personale dopo Cosenza (ed è il suo quarto successo in assoluto nella corsa rosa) che è anche tris per la formazione numero 1 al mondo oggi capace di scatenarsi pur con soli 5 elementi in gara dopo quanto accaduto nella 2^ frazione in Bulgaria.

Dopo quasi 100 km di battaglia, gli alfieri emiratini hanno colto il momento giusto per l’attacco diventato risolutivo, quello di Narvaez con il compagno Mikkel Bjerg e con un altro scandinavo, Andreas Leknessund della Uno-X; sulla prima salita, quella di Montefiore d’Aso, si è infatti sganciato poi un plotoncino di quasi 30 unità, ma il terzetto davanti ha mantenuto un margine sempre abbondante per giocarsi, sulle rampe di Capodarco, il successo di giornata che Narvaez ha messo in cassaforte attaccando già ad oltre 10 km dal traguardo.

Leknessund, nella tenaglia della UAE con Bjerg favoloso in supporto del sudamericano prima di mollare, ha provato a tenere ma sull’ultimo terribile dei muri marchigiani, a 3 km dalla conclusione per entrare a Fermo, ha dovuto alzare bandiera bianca concludendo poi a 32” da Narvaez, comunque gran 2° davanti al compagno di team e connazionale Martin Tjotta, gran 3° in rimonta davanti a Guillermo Thomas Silva, ancora lui (terza top-4 per l’uruguaiano che ha vestito pure la maglia rosa), e due italiani come Lorenzo Milesi e Christian Scaroni, di nuovo protagonisti ma senza la gioia di un grande risultato.

E i big? Non c’è stata battaglia sugli ultimi muri, ma a 300 mt dall’arrivo l’accelerazione di Jai Hindley è stata importante, dopo un precedente tentativo della maglia rosa Eulalio, con il solo Vingegaard a rispondere da padrone e l’australiano e il danese hanno guadagnato, chiudendo a 1’51” dal vincitore, un paio di secondi su tutti gli altri protagonisti compreso un Pellizzari parso un po’ in difficoltà. Giulio Ciccone, che aveva provato ad entrare nella fuga ma, essendo troppo vicino in classifica, è stato sempre rintuzzato, si è volutamente rialzato nel finale concludendo a quasi 7 minuti per provarci, in ottica obiettivo successo parziale, magari già domenica sul Corno alle Scale, dove Eulalio si presenterà con 3’15” di vantaggio su Vingegaard e 3’34” rispetto a Gall, mentre Scaroni è ancora 4° ma domani, sul secondo arrivo in quota del Giro 109, quasi certamente uscirà definitivamente dai giochi.

La quarta e penultima frazione del Giro di Ungheria (categoria ProSeries) ha probabilmente deciso tutto nel caos totale generatosi sotto la pioggia di Pecs; sì, perché Jakob Soderqvist, il gran passista svedese della Lidl-Trek, ha promosso l’azione di giornata ma si è ritrovato con un vantaggio clamoroso nel momento in cui, quando mancavano 25 km alla conclusione, dopo aver già tagliato di 41 km (nella prima parte del percorso, pianeggiante) il percorso per le condizioni meteo, la giuria ha deciso di togliere due tornate del circuito col muro di Pecs e di colpo ci si è ritrovati a poco più di 5 km dall’arrivo, con i fuggitivi che avevano quasi un minuto e mezzo di vantaggio.

Viste le sue qualità, Soderqvist è poi riuscito a mantenere un bel gruzzolo e ipotecare la generale, tagliando il traguardo con 32” di margine sul compagno di fuga Adrian Benito della Polti VisitMalta e 41 sui grandi favoriti, ovvero Luke Plapp (Jayco-Alula), William Junior Lecerf (Soudal) e soprattutto Benoit Cosnefroy, con il transalpino della UAE pronto a riprendersi la maglia gialla persa ieri per lo sprint bis di Merlier, ma che ora si ritrova 2° in classifica a ben 40” dallo svedese, con Plapp 3° a 52 e Alessandro Fancellu e Walter Calzoni, oggi 6° e 7° di tappa davanti a Zoccarato (che ha perso la ruota di Soderqvist negli ultimi 2 km dopo essere stato in fuga con il vincitore), rispettivamente 5° e 6° a 1’14”.

Il gran finale di domenica a Veszprem, con un circuito insidioso ma non troppo duro per cambiare le sorti della GC.

In Francia, è andato in scena pure il Tour du Finistère, con la corsa 1.1 giunta alla 40esima edizione sulle strade di Quimper e l’atteso sprint, sul tradizionale arrivo in lieve ascesa, che ha premiato lo spagnolo della Movistar, Jon Barrenetxea, nonostante un’esultanza anticipata col rischio beffa sulla rimonta dell’olandese Alex Molenaar (Caja Rural), mentre la Unibet Rose Rockets piazza in 3^ e 4^ il solito eterno Venturini e il belga Llockx.

Infine l’Itzulia Women, con la seconda delle tre giornate di corsa per l’evento WT: sul traguardo di Amorebieta, è andato in scena uno sprint di 25 elementi ed ecco tornare alla vittoria la polacca Dominika Wlodarczyk, grande protagonista del Tour 2025 e che regala alla UAE Team ADQ un successo di peso regolando la leader della generale e vincitrice di ieri a Zarautz, ovvero Mischa Bredewold (SD Worx), che mantiene in GC 16 e 17 secondi di margine rispettivamente sulle connazionali Kastelijn e Markus, l’altra olandese Shirin Van Anrooij (Lidl-Trek), Liane Lippert 4^ per la sua Movistar e una solida Letizia Borghesi, 10^ nella prima tappa e 5^ oggi.

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