A Le Lioran un altro assolo di Pogacar, si salva Evenepoel che in rimonta chiude 2° mentre Vingegaard e Del Toro...

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Stradatour de france 2026

A Le Lioran un altro assolo di Pogacar, si salva Evenepoel che in rimonta chiude 2° mentre Vingegaard e Del Toro...

Tour de France, 10^ tappa: sul Massiccio Centrale succede un po' di tutto, con il campione del mondo in maglia gialla che attende l'ultimo km del Pertus per annacquare la fuga di Carapaz e trionfare per il tris personale, guadagnando ancora tantissimo sui diretti rivali, ma con il compagno di squadra messicano che cede e paga un minuto e mezzo perdendo la zona podio.

Una staffilata micidiale, negli ultimi 1000 metri della salita più dura di giornata, il Col du Pertus (4,5 km all’8,3%), e a 15 km dalla conclusione della 10^ tappa abbiamo capito in un amen, dopo aver avuto qualche dubbio per quell’attacco atteso ma ritardato sino a quel momento, che anche stavolta non ci sarebbe stata nulla da fare per alcun avversario.

Tadej Pogacar si “vendica” di Le Lioran, traguardo dove due anni fa venne battuto allo sprint da Jonas Vingegaard, e cala il tris personale in questo Tour de France, arrivando a quota 24 centri di tappa alla Grande Boucle e 60 giorni in maglia gialla (staccando definitivamente Miguelon Indurain), con la 16esima vittoria stagionale di nuovo in solitaria, come a Gavarnie-Gedre, e guadagnando ancora parecchio rispetto a tutti i rivali in chiave generale.

Altra giornata devastante tra dislivello (oltre 3800 mt in soli 166 km della frazione partita da Aurillac) e temperature, con una fuga di 31 uomini partita dopo quasi 60 km di battaglia sui falsopiani del primo terzo di corsa, ma che la UAE Team Emirates XRG, ancora una volta padrona assoluta, ha tenuto a meno di un minuto e mezzo di distacco con tanti nomi di peso là davanti e presto costretti a cedere, come Van der Poel, O’Connor, Grégoire, Healy, Arensman e, ultimo a mollare, Javier Romo.

Lo spagnolo del Team Movistar viene ripreso sulle prime morbide rampe del Puy Mary, e poco dopo (quando mancano oltre 7 km alla cima, con i soli 2 finali impegnativi sul 9% di pendenza) parte Richard Carapaz in ottica maglia a pois e… non solo. Sì, perché rispetto al 2024 Pogacar decide di non attaccare, anche perché sul versante più facile di una delle ascese simbolo del Massiccio Centrale sarebbe stato forse azzardato anche per la maglia gialla, e il campione olimpico 2021 in forza all’EF-EasyPost scollina con 20” di vantaggio ai -30 km dall’arrivo, ma in discesa (con Pidcock che cade, ma rientrerà quasi subito) guadagna tantissimo arrivando a prendere il Pertus con 1’10” di margine sul plotone dove la Decathlon CMA sfida la UAE, praticamente priva di McNulty e aggrappata solo a Yates nel finale.

Sì, perché Isaac Del Toro, lo capiremo più tardi, non è in giornata e Pogacar attende palesemente proprio per “proteggere” il messicano, tanto che Vingegaard mette davanti Piganzoli a fare il ritmo, sperando che il campione del mondo magari non sia a sua volta al top; quando mancano appena 1000 metri alla cima, l’attacco del leader del Tour è semplicemente qualcosa di devastante, tanto che il fuoriclasse di Komenda era a quel punto distante 45” da Carapaz e aggancerà l’ecuadoregno, staccandolo subito, a poco meno di 200 mt dal GPM. Impressionante.

Vingegaard, Ayuso, Evenepoel, Lipowitz, Seixas e Skjelmose scollinano a poco meno di 25” dallo sloveno, Del Toro con Pidcock e Martinez a quasi 40, con il terzo della generale e seconda punta UAE che prova a reagire sul Font de Cere (3,5 km al 5,5%), ultima salita di giornata che comincia a poco più di 6 km dal gong e vede Pogacar esondare. Cominciata con una ventina di secondi di margine, l’iridato la conclude con il doppio del margine, mentre Evenepoel va in difficoltà sul forcing di Vingegaard (che non riceve alcun aiuto dal duo Lidl-Trek) ma poco prima del compagno Lipowitz, ma scollina con meno di 10” di ritardo e rientra beffando poi tutti sullo strappetto finale, tanto da piazzarsi gran 2° a 32” dal re in giallo.

Il fiammingo della Red Bull-Bora Hansgrohe guadagna, oltre ai 6” di abbuono, un paio di secondi su Seixas, 3°, e lo stesso Lipowitz, 6 su Ayuso e Skjelmose che arrivano appaiati e una dozzina nei confronti di Vingegaard, 7° a 44” cedendo di netto su quei 500 mt al 6-7% dopo aver fatto tutto il lavoro.

Del Toro sarà 8° a 1’31”, Pidcock 9° a 2 minuti appena davanti a Lenny Martinez, con Van Wilder e Bernal che si salvano in qualche modo poco sotto i 3 minuti di distacco, preceduti da Carapaz (generoso 11°) e Piganzoli, che sarà 12° a 2’42” e miglior italiano pure nella generale, con il valtellinese della Visma Lease a Bike 13° a 13’36” da un “Pogi” davvero debordante.

La quinta Grande Boucle sembra già nelle mani del capitano della UAE, che porta a 3’36” il vantaggio su Vingegaard, con Evenepoel a 4’06”, Ayuso a 4’22”, Seixas che paga 4’35” (si può assolutamente considerare positiva, di nuovo, la prova del 19enne transalpino in piena lotta per il podio), Lipowitz (+ 4’44”) e con Del Toro che scende dal 3° al 7° posto, a 5’08” dal compagno di team, con il nativo di Ensenada che cede anche la maglia bianca ad Ayuso, mentre Pogacar rafforza la pois e Mads Pedersen fa lo stesso con la verde, vincendo di nuovo lo sprint intermedio dopo pochi km davanti a Kanter, Girmay e Philipsen.

Coloro che, assieme al grande favorito Tim Merlier, staccato già da inizio tappa ma che si salva dal tempo massimo, domani si giocheranno la probabilissima quarta volata del 113° Tour de France sul traguardo di Nevers.

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