Ecco il Giro d'Italia 2026: Blockhaus, Pila e gran finale a Piancavallo. Che show il Giro Women sul Finestre!

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Ecco il Giro d'Italia 2026: Blockhaus, Pila e gran finale a Piancavallo. Che show il Giro Women sul Finestre!

Presentato i percorsi della prossima edizione per la corsa rosa maschile e quella femminile, che partirà nel week-end conclusivo del Giro n° 109 che scatterà dalla Bulgaria, con una sola cronometro (40 km in Toscana) e subito Blockhaus e Corno alle Scale con una settimana finale ancora tosta pure con le inedite Carì e Piani di Pezzé. Le donne dalla Romagna al Piemonte, con la cronoscalata al Nevegal e il tappone con il mitico Colle delle Finestre prima di Sestriere.

Un percorso non durissimo, a differenza della corsa femminile, ma ben equilibrato anche per il posizionamento dei vari arrivi in salita e che potrebbe tenere la corsa aperta sino al gran finale tra Dolomiti e Friuli.

Ecco il Giro d’Italia numero 109, in programma dall’8 al 31 maggio 2026, con la sedicesima partenza dall’estero nella storia della corsa rosa, già nota da tempo con la tre giorni in Bulgaria, ma presentata ufficialmente solo oggi pomeriggio all’Auditorium Ennio Morricone di Roma.

Anticipazioni confermate in toto, con la prima rosa che finirà sulle spalle di un velocista (ed è praticamente certo il ritorno di Jonathan Milan, maglia ciclamino nel 2023 e nel 2024 prima del debutto al Tour con la conquista della verde la scorsa estate), visti i 156 km totalmente piatti direzione Burgas. A Veliko Tarnovo ci saranno invece quasi 4 km di strappo al 6,5% in un finale frizzante (scollinamento a 8 km dal gong), terza tappa bulgara invece di nuovo da volatona, seppur con una salita nel cuore della giornata, nella capitale Sofia.

Dopo il primo riposo, sprint tutt’altro che certo nella Catanzaro-Cosenza, a maggior ragione è da attaccanti la Praia a Mare-Potenza con la salita di Viggiano davvero tosta prima della quarantina di km finali con un altro strappo, con la Paestum-Napoli (5° anno consecutivo nella città-capoluogo campana) dedicata invece alle ruote veloci.

Ecco alla 7^ tappa il primo arrivo in salita, dal versante più duro del Blockhaus (17 km sopra l’8% di media), poi i muri marchigiani verso Fermo e secondo traguardo in quota, sull’Appennino emiliano con gli ultimi 3,5 km vicini al 10% verso il Corno alle Scale. Secondo riposo e poi crono-verità, 40,2 km totalmente piatti, da Viareggio a Marina di Massa, per una seconda settimana che strizza l’occhio ai coraggiosi, visti i profili vallonati per i traguardi di Cbiavari, Novi Ligure (alla 12^, ma si dovrebbe arrivare in volata) e soprattutto Verbania, prima del tappone valdostano alla 14esima giornata di corsa.

Frazione corta ma senza respiro da Aosta a Pila, con salita finale di 17 km attorno al 7% di media, prima di un altro sprint con la Voghera-Milano e il ritorno della città simbolo del Giro nel percorso.

Ultimo riposo, sempre di lunedì, e giornata di montagna in Ticino anche se da Bellizona a Carì solo la salita conclusiva è impegnativa, 11,5 km all’8,5% di media. Decisamente morbida (e in parte deludente) la tappa trentina verso Andalo, da fuga anche quella del giorno successivo da Fai della Paganella a Pieve di Soligo, poi i due tapponi decisivi sognando la presenza di Jonas Vingegaard assieme a Isaac Del Toro e, probabilmente, il campione in carica Simon Yates. Il venerdì conclusivo con l’inedito Piani di Pezzé (5,5 km al 10%), anticipato dalla Cima Coppi ai 2300 mt del Giau e dal Falzarego nel mezzo, poi doppio Piancavallo (con partenza da Gemona del Friuli) per la ventesima tappa che chiuderà i giochi, ad anticipare la passerella romana, con la capitale conclusione per il quarto anno in serie.

Nove tappe quelle proposte per un Giro d’Italia Women davvero molto interessante, anche perché collocato con la partenza nel week-end conclusivo della corsa maschile, in programma quindi da sabato 30 maggio a domenica 7 giugno.

Via dalla Romagna con sprint di fatto certo con la Cesenatico-Ravenna, poi si sale a nord direzione Caorle e prime insidie al terzo giorno con l’arrivo a Buja, ma la giornata che spaccherà la classifica sarà la cronoscalata del Nevegal, 12,7 km davvero impegnativi prima di un’altra tappa cruciale, la quinta con il Costalissoio (dove Simon Yates staccò tutti nel 2018) prima della conclusione a Santo Stefano Cadore.

Tutto semplice da Ala a Brescello, poi dall’Emilia verso Salice Terme prima del gran finale in Piemonte: la penultima frazione è quella regina, con il totem Colle delle Finestre, un anno dopo aver deciso il Giro degli uomini, semplicemente durissimo con i suoi 19 km al 9% prima della discesa e la scalata immediata a Sestriere.

Il giorno successivo, circuito attorno a Saluzzo, ma i giochi saranno fatti.

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