Eulalio resta in rosa, ma la legge di Vingegaard è già una prima sentenza sul Giro 109: "Posso ancora migliorare"

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Eulalio resta in rosa, ma la legge di Vingegaard è già una prima sentenza sul Giro 109: "Posso ancora migliorare"

Parola al danese che ha staccato tutti sulle durissime rampe del Blockhaus, anche se Felix Gall ha pure recuperato qualcosa nel finale chiudendo ad appena 13". Pellizzari, 4° a 1'05" dopo il "fuori giri" per tenere la ruota del grande favorito: "Non ho rimpianti, ma imparerò". Ciccone, ancora il migliore della Lidl-Trek e 7° sulla salita di casa: "Jonas è superiore e lo sapevamo, non mi aspettavo un risultato differente".

Il padrone è già lui, anche se la maglia rosa è rimasta sulle spalle di Afonso Eulalio e probabilmente, fino alla cronometro toscana di martedì prossimo dove il portoghese potrebbe perdere molto, sarà così pur essendoci all’orizzonte un week-end impegnativo tra i muri marchigiani e il secondo arrivo in salita domenica, al Corno alle Scale.

Jonas Vingegaard domina sul Blockhaus nel primo traguardo in quota di questo Giro 109, anche se il più diretto inseguitore, Felix Gall, chiude a soli 13” dal fenomeno della Visma Lease a Bike; tutti gli altri pagano più di un minuto su una delle ascese più dure dell’intera edizione di questa corsa rosa, il leader della generale quasi 3’ e ora ha 3’17” ancora sullo scandinavo. “Volevamo vincere e sono contento di aver finalizzato il lavoro straordinario dei miei compagni – commenta Jonas, come riporta “Spazio Ciclismo”, dopo il suo primo successo di tappa nel GT italiano, essendo al debutto – Non avevamo una strategia precisa su quando partire, aspettavamo il momento giusto anche per il vento.

Sono contento, è stata una buona giornata e ho guadagnato su tutti i miei avversari, avvicinandomi alla maglia rosa. E’ un momento speciale vincere per la prima volta al Giro, ma spero di poter migliorare ancora in termini di condizione. Gall? Non mi sorprende, è uno scalatore molto forte e ho dovuto dare tutto per tenerlo a distanza”.

Giulio Pellizzari ci credeva, senza accontentarsi di difendersi in chiave podio, tanto da essere stato l’unico a rispondere al 29enne danese; per un km il marchigiano ha fatto sognare, poi ai -4,5 dalla vetta è crollato e in poche centinaia di metri ha pagato tantissimo, salvandosi poi a ruota del compagno Hindley e di O’Connor, per un 4° posto di tappa buono anche se il classe 2003 della Red Bull-Bora Hansgrohe sperava chiaramente di fare meglio. “Volevo provare a seguire Vingegaard, l’avevo detto – sintetizza Giulio a Rai Sport nel post tappa – e speravo che dopo la prima accelerazione potessi tenere, stavo bene ma è chiaro che le cose non sono andate al meglio.

Una lezione dalla quale imparerò, ma non volevo avere rimpianti”.

Discorso simile, anche se mai è rimasto vicino alla ruota di Vingegaard, per Giulio Ciccone che sarà 7° a 1’40”, appena davanti al leader designato per la generale in casa Lidl-Trek, Derek Gee-West; l’abruzzese ora è 8° in classifica, per andare alla ricerca di tappe come da obiettivo dichiarato dovrà perdere molto più minuti nei prossimi giorni, intanto nella tappa per lui di casa è stato il secondo miglior italiano. “Sapevamo che oggi se la sarebbero giocata gli uomini di classifica – l’analisi dell’ex maglia rosa al microfono di Ettore Giovannelli (Rai Sport) – E’ andata come pensavamo anche per noi, con Jonas che è stato superiore e, nel mio caso, sono andato un po’ fuori giri per provarci, perché qui ne valeva la pena.

Conosco bene la salita, il risultato nel suo complesso non mi sorprende”.

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