La UAE rinasce con Narvaez da padrone a Cosenza, gioia rosa per Ciccone (3°) dopo una tappa da battaglia vera

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La UAE rinasce con Narvaez da padrone a Cosenza, gioia rosa per Ciccone (3°) dopo una tappa da battaglia vera

Giro d'Italia: la 4^ frazione vede Guillermo Thomas Silva crollare e l'abruzzese, battuto solo dall'ecuadoriano e da Aular, 2° per una Movistar che ha fatto saltare tutti i velocisti, si veste del simbolo del primato per la prima volta in carriera.

Appena 138 km della prima tappa italiana di questo Giro, tutta calabrese da Catanzaro a Cosenza, e non c’è stato davvero respiro per una battaglia vera, arrivando a giocarsi con un gruppo di meno di 40 unità la vittoria che è andata a Jhonatan Narvaez, per dare una grande gioia alla UAE Team Emirates XRG sinora sfortunatissima con la maxi-caduta della seconda frazione bulgara, ma è anche di Giulio Ciccone che, 7 anni dopo la maglia gialla vestita al Tour, si regala la prima rosa della carriera dopo tante delusioni vissute sulle strade del GT di casa.

Una giornata tiratissima anche e soprattutto per merito del Team Movistar che, in favore di Orluis Aular, ha tirato a tutta la salita di Cozzo Tunno (14,5 km al 6% da scollinare ai -43 km), riprendendo già prima di metà ascesa la fuga di 6, con Marcellusi e Bais dentro tra gli altri, e tagliando fuori dai giochi tutte le ruote veloci che speravano di giocarsela, da Milan a Magnier, da Andresen sino alla stessa maglia rosa Guillermo Thomas Silva, crollato ben presto.

Non solo, verso la cima ha ceduto pure Egan Bernal, che ha inseguito per oltre 25 km con l’aiuto chiave del compagno Ben Turner e si è salvato, prima della sfida (ai -12 km dal gong) al Red Bull KM conquistato da Christen su Pellizzari e Ciccone, tutti in piena lotta per conquistare il simbolo del primato.

Poi all’interno degli ultimi 2 km l’attacco dello stesso Jan Christen, ideale anche per il compagno Narvaez che ha potuto seguire i Lidl-Trek, con Sobrero decisivo per chiudere sullo svizzero ai 300 mt dall’arrivo, tutti in dolce ascesa (al 4%) e con Aular partito troppo lungo e saltato facilmente da Narvaez, che due anni dopo tappa e rosa a Torino battendo pure Pogacar, torna a vincere al Giro scacciando un avvio di 2026 da incubo dopo la terribile caduta di fine gennaio al Tour Down Under.

E al terzo posto ecco Ciccone, che dopo i 2” al traguardo volante, conquista i 4 decisivi per coronare il sogno di un’intera carriera, a 31 anni, anticipando nettamente Turner (gran 4° comunque dopo tutto il lavoro per Bernal), un gran Alessandro Pinarello 5° per la NSN davanti a Eulalio, Van Eetvelt e altri due italiani, Ulissi 8° e Raccagni Noviero 9°.

In classifica, Giulio Ciccone ha ora 4 secondi di margine su Christen, Stork e Bernal, 6 rispetto a Pellizzari e Arensman. Domani direzione Potenza ancora con un bel po’ di salita, non solo gli strappi nel finale ma con i 6 km durissimi (al 10% di media) di Viggiano ai -50 dal traguardo.

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