A 31 anni e a 10 dal primo Giro, il rosa che vale una carriera per Ciccone. "Il sogno di una vita, che gioia"

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Stradagiro d'italia 2026

A 31 anni e a 10 dal primo Giro, il rosa che vale una carriera per Ciccone. "Il sogno di una vita, che gioia"

Con un altro 3° posto, quello nello sprint ristretto di Cosenza firmato da Narvaez (al terzo successo personale al Giro d'Italia), lo scalatore abruzzese conquista finalmente la maglia più ambita e ora potrebbe portarla sino al "suo" Blockhaus.

“Uno di quei giorni in cui è difficile trovare parole, è davvero il sogno di una vita”.

Giulio Ciccone l’ha cercata, tra abbuoni al Red Bull KM e all’arrivo, come aveva fatto tre giorni prima chiudendo già 3° nella tappa di Veliko Tarnovo, ma non si aspettava proprio di conquistare la prima maglia rosa della carriera in questo Giro d’Italia, a dieci anni dal primo in cui vinse subito a Sestola, prima di ripetersi poi a Ponte di Legno nel 2019 (conquistando quell’anno la maglia azzurra finale degli scalatore) e a Cogne nel 2022.

Cosenza significa coronare una carriera, a 31 anni, per lo scalatore della Lidl-Trek che ora può puntare eccome a presentarsi in rosa nella sua terra, l’Abruzzo, venerdì in occasione del tappone che terminerà sul Blockhaus.

Punta ai successi di tappa in questo Giro n° 109, il “Cicco”, con Derek Gee-West designato per la classifica generale nel suo team, ma a questo punto non si può non difendere la maglia più importante. “Ho iniziato da bambino con questa maglia nel cuore, il mio sogno da ciclista era indossarla anche solo per un giorno, una notte – le parole emozionanti di Giulio nell’intervista a Rai Sport, al microfono di Stefano Rizzato nel post tappa – L’ho inseguita col cuore e la testa dal mio primo Giro nel 2016, e 10 anni dopo, quando non me l’aspettavo o comunque partivo senza pressioni, è arrivata all’improvviso.

Sì, è un momento che ripaga di tutti i sacrifici miei, della famiglia e di tutte le persone che mi vogliono bene”.

Jhonatan Narvaez è stato invece il vincitore della prima frazione su suolo italiano dopo le tre in Bulgaria, e non è una novità sulle strade del Giro il timbro del campione di Ecuador che, a 29 anni, si regala il tris personale dopo il 2020 e il 2024, quando vestì pure di rosa aprendo da par suo a Torino. Un gran riscatto per lui e la UAE Team Emirates XRG, sfortunata con la maxi-caduta di gruppo del secondo giorno. “Ci voleva per la squadra – le prime parole di Narvaez – e anche per me che sono arrivato a questo Giro senza aver più corso dopo i quattro giorni al Down Under (prima della caduta con frattura vertebrale nella corsa australiana del WT che si stava giocando con il compagno Vine, ndr).

L’attacco di Christen? E’ un ragazzo fortissimo e c’era la possibilità della maglia rosa per lui, io invece potevo attendere lo sprint. Sono sicuro che Jan, per le qualità che ha, avrà tante opportunità di conquistarla in futuro”.

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