Folle caduta nel finale di Burgas, poi lo sprint vincente di Magnier: è francese la prima maglia rosa!

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Folle caduta nel finale di Burgas, poi lo sprint vincente di Magnier: è francese la prima maglia rosa!

Il Giro d'Italia si apre con una volatona, ma è caos ai -500 metri prima dello spunto del transalpino di casa Soudal-Quick Step, che rimonta Andresen mentre Vernon è 3° davanti ad un deluso Milan.

Una caduta folle nel toboga conclusivo di Burgas, anche se molti dei big attesi sono rimasti là davanti nella sola decina di uomini arrivati a giocarsi la tappa inaugurale, e quindi la prima maglia rosa, di questo Giro n° 109.

Ed è Paul Magnier, debuttante lo scorso anno sulle strade italiane ma ora pronto a vincere anche a questi livelli, a vestirsi del simbolo del primato per il successo più pesante della carriera per il fenomenale classe 2004 francese in forza alla Soudal-Quick Step, che apre la tre giorni in Bulgaria rimontando Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA), con Ethan Vernon 3° per la NSN appena davanti a Jonathan Milan, 4° e deluso per la grande occasione in rosa che sfuma, con l’estone Mihkels (EF) quinto.

Una tappa, 147 km con start da Nessebar, senza alcun sussulto con la fuga di Diego Pablo Sevilla, che conquisterà la maglia azzurra di miglior scalatore, e Manuele Tarozzi per i due team Professional italiani, Polti e Bardiani, con il binomio in azione sin dal km 0 e ripreso ai -23, prima di un finale tiratissimo e con una maxi-caduta a poco più di 500 metri dal traguardo, provocata dal norvegese Blikra (sprinter designato della Uno-X) e che ha coinvolto, tra gli uomini di riferimento per questa prima volatona, Kaden Groves e Dylan Groenewegen.

Nel frattempo, la Lidl-Trek aveva ormai perso l’ultimo uomo di Milan, Simone Consonni che ha rischiato di finire a terra a poco più di 2 km dalla linea, e con Max Walscheid che si è ritrovato con qualche metro di vantaggio nei 300 mt conclusivi, senza lanciare il friulano che poi è stato anticipato da Andresen e Magnier, chiudendo ai piedi del podio di giornata.

Sabato la seconda frazione più lunga di questo Giro, 221 km con finale insidioso prima dell’arrivo di Veliko Tarnovo.

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