La rinascita di Valgren ora è completa, attacco micidiale per prendersi Andalo. Vingegaard padrone in rosa

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Stradagiro d'italia 2026

La rinascita di Valgren ora è completa, attacco micidiale per prendersi Andalo. Vingegaard padrone in rosa

Giro d'Italia, 17esima tappa: fuga doveva essere e fuga è stata nella frazione con arrivo in Trentino, il danese anticipa Leknessund (ancora secondo!) e un gran Caruso è 3° rientrando nella top ten di una generale con il capitano della Visma Lease a Bike che veleggia verso il trionfo finale.

Una rinascita ora completa, per la sua prima vittoria in un GT arrivata a 34 anni, 2 mesi e mezzo dopo quel commovente ritorno al successo sulle strade della Tirreno-Adriatico, lui che nel 2022 subì un infortunio terribile che l’aveva fermato nel miglior momento della carriera.

Michael Valgren firma la tappa numero 17 di questo Giro d’Italia, gestendo da campione il finale di Andalo, al termine dei 202 km volati con partenza da Cassano d’Adda e una maxi-fuga arrivata a giocarsi il successo, come tutti si aspettavano visto il profilo altimetrico e la battaglia tra i big andata in scena anche ieri verso Carì con il poker di Jonas Vingegaard.

In 29 se ne sono andati guadagnando presto fino a quasi 7 minuti sul gruppo maglia rosa, che poi ha ridotto nel finale il distacco a 5’15”; tra San Lorenzo Dorsino e l’ultimo GPM di Andalo-Lever ai -10 km, Einer Rubio e Michael Valgren hanno guadagnato una quindicina di secondi su Caruso, Leknessund, Arrieta e Vlasov, prima che negli ultimi 2 km si riformasse, sull’ultimo strappo di giornata, un sestetto pronto a lottare per la frazione.

All’altezza dell’ultimo km, però, ecco la stoccata del veterano danese di casa EF-EasyPost, che ha anticipato di 3” Andreas Leknessund, con il norvegese della Uno-X Mobility costretto alla terza piazza d’onore in una corsa rosa da grande protagonista, con Damiano Caruso, generosissimo per cercare a 38 anni un’altra tappa nel suo ultimo Giro, che allo sprint ha chiuso 3° precedendo Vlasov, Rubio e Arrieta, mentre Gianmarco Garofoli ha chiuso 7°, con Narvaez a 1’40” a regolare un altro gruppetto nel quale c’era pure Giulio Ciccone, di nuovo a secco e 13° di giornata.

Tra gli uomini di classifica non cambia quindi nulla, a quattro tappe dalla conclusione di Roma (giovedì da Fai della Paganella a Pieve di Soligo un percorso semplice, ma con il muro di Ca’ del Poggio per 1000 mt al 10% da scollinare a poco più di 9 km dal traguardo), con Vingegaard in rosa conservando 4’03” di vantaggio nei confronti di Gall, 4’27” su Arensman e con Hindley a 5 minuti netti, mentre Davide Piganzoli resta il miglior italiano, 8°, dopo il crollo di Giulio Pellizzari che anche oggi ha mollato presto le ruote del gruppo chiudendo a 13 minuti e mezzo dal vincitore.

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