La spallata decisiva al Giro, Vingegaard ora può gestire e intanto... applaude Piganzoli: "Un grande lavoro"

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La spallata decisiva al Giro, Vingegaard ora può gestire e intanto... applaude Piganzoli: "Un grande lavoro"

Con la terza vittoria in altrettanti arrivi in salita, conquistando Pila dopo Blockhaus e Corno alle Scale, il 29enne danese è sempre più vicino alla "Tripla Corona", vestendo oggi la prima maglia rosa della carriera. L'Italia c'è con il giovane valtellinese e lo stesso Pellizzari in ripresa, ma pure un Ciccone gladiatorio e amaro. "Abbiamo presto capito che non c'era spazio per la fuga, ma ci riproverò".

Il tris per dare la spalla probabilmente già decisiva sul suo primo Giro d’Italia, potendo gestire una settimana finale da padrone, con una grande squadra come la Visma Lease a Bike a sua disposizione.

Jonas Vingegaard oggi ha staccato tutti convincendo, eccome, dopo la difficile cronometro della Versilia, per firmare anche il traguardo di Pila e vestirsi per la prima volta di rosa, già con ampio margine avendo quasi 2 minuti e mezzo di margine sull’ex leader Eulalio e 2’50” su Gall, l’unico che prova a contenerlo in salita.

In casa del team olandese, però, c’è anche un grande Davide Piganzoli che tira per il capitano e poi conclude 4°, quasi eguagliando il risultato di Corno alle Scale, esaltando a sua volta il lavoro di squadra: “Abbiamo fatto esattamente quello che avevamo preparato per Jonas – le parole del giovane valtellinese, 10° nella generale, intervistato da Rai Sport – In una giornata così dura non era facile riuscirci”.

E lo stesso Vingegaard ha esaltato il suo gregario più prezioso in montagna, visto che anche oggi Sepp Kuss ha dato un contributo relativo: “La rosa fa parte della storia del ciclismo, sono orgoglioso di aver indossato le maglie in tutti e tre i Grandi Giri – ha dichiarato il danese nel post tappa, come riporta “Spazio Ciclismo” – Oggi avevamo un piano, volevamo vincere la tappa e i miei compagni hanno fatto un gran lavoro, io sono felice di averli ripagati.

Sapevamo che a circa 6 km dall’arrivo c’era un punto favorevole, con pendenze più dure. Abbiamo alzato il ritmo, Piganzoli con la sua accelerazione aveva già creato un gap, io ho solo dovuto proseguire; davvero un gran lavoro il suo. La classifica? Siamo in ottima posizione e ci sarà una terza settimana dura, non ho più la necessità di attaccare. Possiamo permetterci di correre più sulla difensiva, l’obiettivo è di portare la maglia rosa fino a Roma”.

In casa Italia, si può sorridere anche per Giulio Pellizzari, visto che le incognite erano parecchie riguardo il 22enne marchigiano co-leader della Red Bull-Bora, che ancora cede qualcosa a Hindley (che lo precede di una quarantina di secondi nella generale, tra il 5° e il 6° posto) ma si dimostra in ripresa per provarci ancora in chiave podio. Se Eulalio dovesse cedere parecchio sulle grandi salite come accaduto sui due arrivi più tosti, Blockhaus e appunto oggi a Pila, il riferimento sono Gall e Arensman per 2^ e 3^ piazza, distanti un minuto e mezzo.

Per quanto riguarda Giulio Ciccone, l’ennesima conferma che la condizione c’è ma l’abruzzese della Lidl-Trek non è stato troppo fortunato visto che le fughe in questo Giro sono arrivate, ma non nei tapponi dove l’ex maglia rosa (per un giorno) ha scatenato la bagarre venendo ripreso a meno di 2 km dall’arrivo sul Corno alle Scale e ai -5 oggi. “Era una tappa dove bisognava provarci con la lunga salita in avvio – l’analisi del tre volte vincitore di tappa al Giro, che almeno ha ottenuto punti buoni in ottica maglia azzurra, che vinse nel 2019, parlando al microfono di Rai Sport – Presto abbiamo capito che sarebbe stata dura con quel margine e anche psicologicamente non è facile quando si crea quella situazione.

La gamba c’è, continuerò a provarci per quella tappa che vogliamo”.

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