Ganna fa 40 e sorride: "Come squadra non abbiamo sbagliato nulla". Vingegaard guarda il lato positivo: "Nella posizione giusta"

Ganna fa 40 e sorride: 'Come squadra non abbiamo sbagliato nulla'. Vingegaard guarda il lato positivo: 'Nella posizione giusta'
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Stradagiro d'italia 2026

Ganna fa 40 e sorride: "Come squadra non abbiamo sbagliato nulla". Vingegaard guarda il lato positivo: "Nella posizione giusta"

Le reazioni all'unica prova contro il tempo di questo Giro n° 109, con il verbanese impressionante nel dominio davanti al suo capitano Arensman, ora sul podio virtuale di una generale che vede ancora Eulalio resistere ("non me l'aspettavo"). Jonas attenderà probabilmente Pila per volare in rosa, mentre Pellizzari si difende e ritrova un po' di fiducia.

Una cronometro da fuoriclasse, chiudendo con quasi 2 minuti di vantaggio sugli uomini che gli sono arrivati più “vicini” al termine dei 42 km sul lungomare della Versilia, da Viareggio a Marina di Massa per la 10^ tappa del Giro 2026.

Pippo Ganna ha firmato oggi la sua ottava perla al Giro d’Italia, la settima contro il tempo e la 40esima in assoluto da pro (di cui 32 sfidando il tic tac); non solo, con la dimostrazione di forza odierna il verbanese ha lanciato un segnale pure in chiave crono mondiale di fine settembre a Montréal, dove ci sarà un altro duello con l’unico specialista in grado di batterlo a più riprese, Remco Evenepoel che sfiderà, tra meno di due mesi, sulle strade del Tour de France.

Il secondo successo italiano in questa corsa rosa viene commentato così da “Top Ganna”: “Abbiamo fatto un gran lavoro, siamo andati forte e rispettando perfettamente quanto programmato con la squadra – le parole riportate dai colleghi di “Spazio Ciclismo” – Anche Arensman ha guadagnato in classifica, è andato davvero forte (2° a 1’54” dal compagno, ndr). Sono veramente soddisfatto di oggi, i risultati si stanno facendo vedere.

Abbiamo ancora qualche asso nella manica a livello di posizione, ma era un po’ troppo azzardato portarla qua al Giro perché avevo poco tempo per adattarmi. Chissà, magari per il finale di stagione riusciremo a rosicchiare ancora qualche secondo. Una cronometro intensa, non facile da gestire a livello mentale.

Quando sono arrivato al punto da dove solitamente parte la Tirreno-Adriatico, mi sono detto “Dai Filippo, sei già arrivato qua, mancano solo 10 km” e invece ne mancavano un po’ di più. Quindi è stata dura di testa, ma dalla macchina mi spronavano e mi davano i consigli giusti. Da oggi inizia una nuova corsa: avevo questo grande obiettivo, ma ora vorrei ottenere un’altra vittoria e venerdì si arriva a casa (con la tappa di Verbania), perché non provarci?”.

Ha ceduto più di un minuto ad un potenziale rivale come Thymen Arensman un Jonas Vingegaard, 13° al traguardo con 3’ netti di ritardo da Ganna, che probabilmente si aspettava di più da questa prova. Certo, non la cronometro ideale per uno scalatore come lui, totalmente diversa ad esempio da quella dominata a Combloux al Tour 2023, ma il danese ha guadagnato poco su corridori che si pronosticavano ben più lontani, anche se Gall (sulla carta il più pericoloso per quanto visto in salita) gli ha ceduto 1’22”. “Non è andata male – cerca di sorridere il leader della Visma, intervistato da Stefano Rizzato per Rai Sport – ma era una crono davvero lunga, durissima e non proprio per le mie caratteristiche.

Thymen è un ottimo specialista, ma ho guadagnato su quasi tutti gli altri; certo, avrei voluto prendere già oggi la maglia rosa, ma siamo in una posizione di classifica più che buona”.

A 27” da Afonso Eulalio, che a Spazio Ciclismo sottolinea come “non pensavo proprio di farcela, ho lavorato poco sulla cronometro ma ho dato tutto, abbiamo lottato e l’obiettivo è godersi questa maglia il più possibile”.

Giulio Pellizzari, sempre 9° in GC a 3’36” dal lusitano della Bahrain-Victorious, si è ripreso considerato quanto visto due giorni fa sul Corno alle Scale e ai microfoni Rai conferma. “Mi sono sentito meglio, anche del previsto, e tutto sommato abbiamo limitato bene i danni”. Il marchigiano paga 1’40” dalla zona podio, resta lui la vera speranza tricolore per quel risultato dichiarato quale obiettivo alla vigilia del suo terzo Giro d’Italia.

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