Le voci del Giro - Pellizzari: "Ora mi muovo da leader". Vingegaard: "Non sono l'unico favorito". Ciccone: "Punto alle tappe"

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Stradagiro d'italia 2026

Le voci del Giro - Pellizzari: "Ora mi muovo da leader". Vingegaard: "Non sono l'unico favorito". Ciccone: "Punto alle tappe"

Parola ad alcuni degli uomini più attesi della corsa rosa al via venerdì con l'attesa volatona di Burgas, dove Jonathan Milan cercherà di conquistare per la prima volta in carriera il simbolo del primato. "E' il sogno di ogni corridore italiano". Ganna: "Ok la crono, ma c'è anche la tappa che arriva vicino a casa dei miei genitori a Verbania...".

Tempo di vigilia, per un Giro n° 109 che ha un chiaro candidato al trionfo finale a Roma, anche se il diretto interessato, pur non nascondendo di essere qui, al debutto sulle strade in rosa, per la maglia rosa che significherebbe Tripla Corona dopo Tour (due volte, nel 2022 e 2023) e Vuelta (conquistata lo scorso anno), non vuole tutte le pressioni del pronostico e apre ad una rosa di favoriti per la sfida che scatterà domani dalla Bulgaria.

Jonas Vingegaard esordisce nel primo GT della stagione e, dopo la sfilata di ieri sera sul palco di Burgas, ha aggiunto ai microfoni dei media presenti: “Credo ci siano molti corridori forti e io non sono da considerare l’unico favorito – riportano i colleghi di “Spazio Ciclismo” – Sono estremamente felice di essere qui, è un sogno che si realizza disputare il Giro d’Italia e spero di poter fare una buona corsa nelle prossime tre settimane, poi vedremo a Roma quale sarà il risultato.

Ho fatto tutto il possibile per essere al meglio e credo di aver avuto una preparazione piuttosto buona. Ricordo la corsa rosa vista in televisione da bambino ed è molto speciale, l’Italia in generale è un paese speciale per me. Quindi sì, non vedevo davvero l’ora di correrlo, ma anche di avere l’opportunità di vincere tutti e tre i Grandi Giri.

Insidie? Ci sono tante tappe dure, ovviamente già qui in Bulgaria, ma poi ci saranno molte altre giornate difficili durante il Giro. Come sempre, servirà restare concentrati ogni giorno”.

Giulio Pellizzari viene candidato da molti come il primo avversario del fuoriclasse di casa Visma Lease a Bike, con il marchigiano punta della Red Bull-Bora Hansgrohe che ha appena vinto il Tour of the Alps (suoi primi successi su strade italiane, dopo essersi sbloccato da pro con la tappa alla Vuelta 2025) e nel 2025 fu sesto, al suo secondo Giro d’Italia e partendo da gregario di Roglic. “Quando sei un leader non puoi nasconderti – ha detto chiaramente il classe 2003 di Camerino, che è certamente il principale candidato alla maglia bianca di miglior giovane – L’anno scorso partivo da spalla, questa volta dovrò rispondere presente agli input della squadra, che al tempo stesso ha altri corridori forti come Hindley e Vlasov per la classifica, oltre ad un team in assoluto davvero forte”.

L’Italia non dovrà attendersi Giulio Ciccone provare a rimanere in classifica, lo scalatore abruzzese della Lidl-Trek l’ha ribadito nuovamente mercoledì, come già nei piani di inizio stagione per un 2026 che, oltre alle classiche (anche se le cose a Liegi non sono andate benissimo, dopo il 2° posto del 2025), lo vedrà poi mirare al Tour de France da supporto a Skjelmose e Ayuso, oltre al Mondiale. “Sì, andrò per le tappe – le parole della maglia azzurra nel Giro 2019, che ha vinto la sua ultima frazione nella corsa rosa a Cogne, 4 edizioni or sono – Mi sento bene, quest’anno il calendario è stato un po’ diverso e ho già fatto due periodi in altura.

La mia ultima corsa è stata la Liegi e ovviamente mi manca un po’ il ritmo gara, ora abbiamo tre settimane qui. La condizione è buona, quindi penso che sarà un bel Giro. Sarò più orientato alle vittorie singole e poi vedremo giorno per giorno, con Derek Gee capitano per la generale e ovviamente Jonathan Milan per gli sprint. Guardando il percorso, mi piace davvero molto e sicuramente avremo tante occasioni per provarci”.

Milan, appunto, due volte con la ciclamino portata a Roma nel 2023 e 2024, quattro tappe già in saccoccia al Giro che saltò un anno fa, per chiudere in verde a Parigi: “Ho un gran treno qui, sto bene ma ci sono tanti velocisti forti già per questa prima tappa e la maglia rosa – le parole del friulano di Buja alla presentazione di Burgas – E’ chiaro, il simbolo del primato è il sogno di ogni corridore italiano al Giro, ho vinto due volte la maglia ciclamino e sarebbe bellissimo vestirsi di rosa”.

Difficile per Filippo Ganna, senza una cronometro in avvio, tornare a vestirla dopo averlo già fatto in carriera con gli start del 2020 e 2021, ma per il colosso verbanese della Netcompany INEOS, re di tappa in ben sette occasioni nel GT tricolore, l’obiettivo di questa edizione non sarà solo la prova contro il tempo individuale del decimo giorno.

L’ha chiarito “Top Ganna” mercoledì sera, come riporta “Spazio Ciclismo”: “Il Giro per me è sempre incredibilmente speciale e una grande fonte di orgoglio per ogni italiano – ha dichiarato il classe 1996 piemontese, che nella compagine britannica sarà anche di supporto per i leader Bernal e Arensman – Sono davvero felice dell’opportunità che la cronometro individuale in Toscana mi offre per puntare alla vittoria, e c’è anche l’arrivo di tappa vicino a casa dei miei genitori, il che sarà molto speciale (spiega riferendosi alla frazione n° 13 a Verbania, ndr).

Abbiamo ambizioni chiare per la classifica generale e darò il massimo per supportarle, cogliendo anche le occasioni quando si presenteranno”.

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