Un fulmine tricolore sul Garda: che duello con Pogacar, ma questa volta vince un super Ganna!

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Stradagiro d'italia 2024

Un fulmine tricolore sul Garda: che duello con Pogacar, ma questa volta vince un super Ganna!

Giro d'Italia, 14^ tappa: la cronometro di Desenzano è del campione d'Italia, che regola di 29" lo sloveno sempre più padrone in maglia rosa, con 3'41" su Thomas che scavalca Martinez. Tiberi è sempre 5°, ma rosicchia qualcosa al colombiano e allo stesso O'Connor in chiave podio.

Un digiuno che durava da oltre 8 mesi, ovvero dalla cronometro vinta all'ultima Vuelta Espana.

Filippo Ganna non aveva mandato giù la “sconfitta” (ma si trattava di un gran 2° posto) di Perugia, così come la beffa di Andora, e aveva mostrato nervosismo e tutta quella voglia di tornare a vincere sulle strade del Giro d'Italia, lui che non si imponeva dalla prova contro il tempo che concluse l'edizione 2021 a Milano, visto che nel 2022 andò al Tour e lo scorso anno ci pensò il Covid a fermarlo.

Un fulmine tricolore sul Garda, lungo i 31,2 km della crono da Castiglione delle Stiviere a Desenzano, per battere al termine di un grandioso, nuovo duello proprio la maglia rosa Tadej Pogacar, anche oggi capace di una prestazione fantastica su un percorso quasi completamente pianeggiante e quindi più adatto al verbanese rispetto allo sloveno, che ha messo paura a “TopGanna” nella prima decina di km, addirittura davanti al primo intermedio (dopo quasi 8 km) per 4”.

Poi il campione d'Italia e due volte iridato ha aperto il gas e si è imposto con 29” su “Pogi”, volando a 53,434 km/h di media (e c'era vento contrario nella prima parte) per il primo timbro stagionale e la quarta tappa vinta da un italiano in questa edizione del Giro, dopo il tris di Jonathan Milan. Per Ganna, si tratta del settimo centro in assoluto sulle strade della corsa rosa, di cui 6 nella sua specialità preferita.

Come a Perugia, la Ineos Grenadiers ha disputato una grande prova di squadra, con Thymen Arensman ottimo 3° a 1'07” da Ganna, 7 secondi meglio di Geraint Thomas che guadagna sì la seconda posizione nella generale, ma porta a casa un bottino decisamente ridotto sui rivali per il podio: alle spalle di Lucas Plapp, 5° a 1'18”, c'è infatti Antonio Tiberi che è ottimo 6° (a 1'19” dal vincitore) e recupera 6 secondi rispetto a Ben O'Connor, settimo di tappa con tanti corridori racchiusi in un fazzoletto, da Foss 8° (e la Ineos avrebbe messo là davanti anche Sheffield, 12° dopo una bruttissima caduta quando viaggiava per il probabile 3° posto di giornata) sino al 10° e 11° di Edoardo Affini e Lorenzo Milesi, rispettivamente a 1'30” e 1'32” da Ganna.

Daniel Felipe Martinez, alla vigilia di questa seconda prova contro il tempo secondo in GC a 2'40” da Pogacar, è partito male ma con un ottimo finale ha limitato a 31” il distacco da Thomas, che ora segue la maglia rosa in classifica con la bellezza di 3'41” di ritardo; il colombiano della Bora-Hansgrohe si trova quindi 3° a 15 secondi dal gallese, con O'Connor sempre 4°, a 4'35”, e Tiberi 5° a 5'17”, con la lotta per la maglia bianca, sempre sulle spalle del leader di casa Bahrain-Victorious, tutt'altro che scontata visto che Arensman risale sino al 6° della generale (a 6'30” da Pogacar), davanti ad un solido Filippo Zana (Jayco-Alula) che limita a due minuti e mezzo il distacco di giornata ed è 7° a 7'26”, anticipando Bardet (che ha perso una cinquantina di secondi dal veneto) e Fortunato che, alla pari del francese, ha ceduto due posizioni ma rimane in top ten, 9° a 8'40” alla vigilia del tappone di Livigno certamente ben più adatto alle caratteristiche dello scalatore bolognese.

Domenica, infatti, ci saranno i 222 km da Manerba del Garda per arrivare oltre i 2300 metri di quota del Mottolino, l'impianto sopra la località valtellinese che si raggiungerà, in una giornata che si preannuncia durissima anche per la pioggia in arrivo, dopo aver scalato San Zeno, Mortirolo (dal versante di Monno), Foscagno e appunto i 4 km conclusivi vicini al 10%.

 

LE ALTRE CORSE

 

Alla Quattro Giorni di Dunkerque, la giornata potenzialmente decisiva per la classifica, con la tradizionale frazione che propone il circuito sugli strappi (con pavé) di Cassel non ha cambiato le carte in tavola, visto che Sam Bennett si è superato e, anziché difendersi, ha addirittura firmato il tris personale di tappe.

Super la sua Decathlon AG2R La Mondiale, che ha chiuso sul pericoloso attacco di Watson e Asgreen, portando l'irlandese sino ai 400 metri finali, quando Bennett ha lanciato uno sprint lunghissimo regolando Paul Penhoet (Groupama-FDJ) e Jenno Berckmoes, altro giovane di casa Lotto-Dstny, che sono anche coloro che lo seguono in classifica prima della tappa conclusiva di domenica a Dunkerque (un piattone con probabilissima volata), rispettivamente a 28 e 31 secondi dal leader.

La classica olandese della Veenendaal-Veenendaal (categoria 1.1) non ha visto imporsi come in passato Dylan Groenewegen, “solo” terzo nel suo feudo, bruciato nell'arrivo a ranghi compatti dal giovane norvegese Tord Gudmestad, che regala un bel successo alla Uno-X, e dal belga Simon Dehairs (Alpecin-Deceuninck), con l'Italia ai piedi del podio grazie a Matteo Moschetti (Q36.5), quarto, e Luca Mozzato (Arkéa-B&B Hotels), quinto.

In ambito femminile, a livello World Tour, terza tappa della Vuelta a Burgos e nuovo timbro di casa SD Worx-Protime: ieri Demi Vollering sul primo arrivo in salita, oggi Lorena Wiebes nell'attesa volatona sul traguardo di Mergal de Fernamental. L'olandese ha battuto nettamente la transalpina Clara Copponi (Lidl-Trek) e la connazionale Maike Van der Duin, con Maria Giulia Confalonieri (Uno-X) quarta. In classifica, Vollering sempre in maglia di leader con 8” su Muzic e 11 rispetto a Swinkels, mentre Paladin e Borghesi sono le migliori azzurre, in sesta e settima piazza.

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Il modenese controlla bene l'ultima tappa che va all'irlandese, per l'Italia è la seconda edizione consecutiva vinta dopo quella di Zana nel 2023. Il Tour de Suisse è di Adam Yates sul compagno Joao Almeida, che vince anche l'ultima crono nel giorno del podio perso da Bernal a favore di Skjelmose. La corsa femminile vede Vollering dominare pure contro il tempo su Longo Borghini, mentre in Belgio esultano Waerenskjold (per la generale) e Merlier (bis a Bruxelles piegando ancora Philipsen). Il Giro Next Gen, invece, è del talento di casa Lotto-Dstny.