Da Innsbruck parte il 49° Tour of the Alps. Torna Bernal e Pellizzari sogna: "Per me una gara speciale"

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Luca Malassoni

Stradacalendario internazionale

Da Innsbruck parte il 49° Tour of the Alps. Torna Bernal e Pellizzari sogna: "Per me una gara speciale"

Cinque tappe per l'appuntamento di categoria ProSeries, con il vincitore uscente Storer ma anche la sorpresa Pidcock, una Ineos con il colombiano e un top come Arensman, per arrivare alla Red Bull-Bora Hansgrohe del marchigiano, leader con Vlasov (e c'è l'iridato U23 Finn). Oggi subito una frazione insidiosa, poi domani l'arrivo in Val Martello.

Il Tour of the Alps e l’Euroregione Tirolo, Alto Adige, Trentino rappresentano due realtà unite dallo stesso obiettivo: superare i confini e rafforzare la collaborazione tra territori per costruire un futuro ancora più ambizioso. Un messaggio che compie dieci anni: nel 2016, infatti, è stato siglato il protocollo d’intesa euro-regionale che ha sancito la nascita dell’evento. Non è un caso che proprio Innsbruck — città che nel 2017 ospitò l’arrivo della prima storica tappa del Tour of the Alps — sia la sede di partenza di un’edizione speciale: la 49eesima, considerando anche la tradizione del Giro del Trentino.

Oggi la prima frazione, 144,3 km non particolarmente impegnativi con partenza e arrivo nella capitale del Tirolo, dove ieri c’è stata la presentazione delle squadre.

L’evento ciclistico organizzato da Sport Alto Garda, è stato aperto dalla conferenza stampa con tre dei grandi nomi di questa 49esima edizione del TotA: il colombiano Egan Bernal (INEOS-Grenadiers), l’italiano Giulio Pellizzari (RedBull-BORA-hansgrohe) e il campione in carica, l’australiano Michael Storer (Tudor Pro Cycling).

A causa di un ritardo nel volo che lo ha portato ad Innsbruck, il britannico Tom Pidcock non è riuscito a prendere parte alla conferenza stampa, ma non è mancato sul palco della presentazione insieme alla sua Pinarello Q36.5, con il bi campione olimpico di MTB che è stata la grande novità annunciata sabato scorso, di rientro in gara dopo la caduta al Catalunya e per preparare sulle strade dell’Euregio il grande obiettivo della Liegi di domenica prossima.

Bernal, Pellizzari e Storer hanno espresso con sfumature diverse il loro entusiasmo per il Tour of the Alps. Il colombiano torna a distanza di nove anni dalla sua ultima partecipazione, quando conquistò la maglia bianca di miglior giovane nella primissima edizione del nuovo corso, nel 2017. Il marchigiano, invece, proprio al TotA tre stagioni fa ha mostrato al grande pubblico il suo talento; per l’australiano la corsa ha rappresentato, lo scorso anno, la definitiva consacrazione. “Il Tour of the Alps è una corsa che mi piace e che cerco sempre di inserire nel mio calendario - ha dichiarato Michael Storer - Quest’anno non ho ancora ottenuto grandi risultati, ma mi sono preparato molto bene e spero di essere competitivo come nella passata edizione.

Nel 2025 il Tour of the Alps ha rappresentato il momento più bello della mia stagione, forse di tutta la mia carriera, insieme al terzo posto al Lombardia. Credo che fra 48 ore (martedì, ndr), la tappa di Val Martello ci dirà la verità sulle ambizioni per questa edizione”.

Bernal fa al Tour of the Alps il suo rientro alle corse dopo il titolo nazionale colombiano conquistato a febbraio e problemi al ginocchio. “Sono passati nove anni, ma conservo ottimi ricordi: l’organizzazione del TotA è splendida - ha dichiarato il vincitore del Tour de France 2019 e del Giro d’Italia 2021 - Mi sono allenato molto in altura, in Colombia, e sono curioso di valutare la mia condizione. Dopo il problema al ginocchio di inizio stagione, ho preferito prepararmi a casa e cercherò di crescere progressivamente tappa dopo tappa.

Obiettivi? Quando si indossa il numero si punta sempre alla vittoria: darò il massimo. Anche per me Val Martello sarà la tappa più impegnativa, ma devo pensare giorno per giorno, per provare a fare il meglio possibile”.

Le speranze italiane sono affidate a Giulio Pellizzari, chiamato a interrompere un digiuno che dura dal 2013, quando a vincere il Giro del Trentino fu Vincenzo Nibali. “Per me è una gara speciale: ogni anno chiedo di parteciparvi perché rappresenta un ottimo avvicinamento al Giro d’Italia. È da Nibali nel 2013 che un italiano non conquista il gradino più alto del podio: diventare il prossimo avrebbe un grande significato.

È una gara in cui posso dimostrare il mio valore in salita: probabilmente è l’evento più impegnativo sotto questo aspetto. Dopo una stagione di apprendistato, in cui ho imparato tantissimo, quest’anno la squadra mi sta dando belle opportunità per fare la mia corsa. E con noi ci sarà anche Lorenzo Finn, che avrà spazio per dimostrare il suo valore”.

E fra i nomi dei favoriti della vigilia, i tre atleti sono stati concordi nell’indicare l’olandese della Ineos Grenadiers, Thymen Arensman, già secondo classificato nel 2025, un altro pretendente da tenere d’occhio.

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