Longo Borghini e Persico anticipano lo sprint, ma non raccolgono nulla. Urla Gery, paura Van der Breggen

Longo Borghini e Persico anticipano lo sprint, ma non raccolgono nulla. Urla Gery, paura Van der Breggen
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Stradagiro d'italia women 2026

Longo Borghini e Persico anticipano lo sprint, ma non raccolgono nulla. Urla Gery, paura Van der Breggen

Giro d'Italia Women, 7^ tappa: a Salice Terme niente volatona (impedendo la cinquina di Balsamo) per l'attacco in discesa della UAE, ma la campionessa d'Italia non guadagna quasi nulla e poi vede la giovanissima transalpina, compagna di una Vollering in pieno controllo, regolare Brand e Pegolo, in fuga dal mattino. La maglia rosa finisce a terra, poi rientra ma bisognerà valutare la sua condizione in vista del tappone di sabato con Finestre e Sestriere. Clamoroso doppio colpo di Ben Oliver a chiudere il Giro di Vallonia.

Sembrava tutto apparecchiato, con la fuga in pieno controllo della Lidl-Trek, per la quinta volata di questo Giro d’Italia Women e il potenziale nuovo successo della grande favorita, Elisa Balsamo, attesa in maglia rossa anche sul traguardo di Salice Terme che invece è tutto di Célia Gery.

Il finale della 7^ tappa della corsa rosa, però, regala la sorpresa con l’attacco in discesa, dopo il morbido GPM (3^ categoria) di Pietragavina, posto a 26 km dalla conclusione, del duo più atteso in casa UAE Team ADQ, quello formato da Elisa Longo Borghini e Silvia Persico.

La piemontese e la bergamasca, assieme a Gery e Brand (che la Lidl-Trek piazza lì davanti non dovendo così tirare in gruppo), rientrano su tre delle cinque attaccanti di giornata, ovvero Pegolo, Segato e Jackson, che con le compagne di avventura avevano avuto anche 8 minuti di vantaggio poco prima di metà tappa (159 km con partenza da Sorbolo Mezzani), ma ormai si erano rassegnate ad un plotone che, a 55 km dall’arrivo, era stato scosso dalla maxi-caduta nella quale era finita a terra, in maniera anche piuttosto ruvida, la maglia rosa Anna Van der Breggen.

Paura per la fuoriclasse olandese della SD Worx-Protime, rimasta ferma un paio di minuti prima di ripartire e, in poco meno di 15 km, rientrare così come Reusser e Trinca Colonel (tra le donne da top ten in classifica).

Poi la formazione, quando mancavano una ventina di km al traguardo, di quel plotoncino con 7 atlete e presto una trentina di secondi guadagnati sul gruppo, dove Vollering ha scelto di non fare tirare le compagne, non temendo in chiave classifica Longo Borghini e avendo piazzato davanti Gery (e la decisione della stella orange e della FDJ United Suez risulterà perfetta), lasciando il compito alle formazioni delle altre velociste escluse, in primis la Canyon-SRAM di Consonni, la Uno-X per Zanetti e la Human Powered di Coles-Lyster, ieri seconda a Brescello.

Negli ultimi 3 km, con Persico che nel frattempo ha ceduto, il plotone ha guadagnato davvero molto, ma con Longo Borghini sempre a tutta davanti è bastata quella decina scarsa di secondi di vantaggio all’interno dell’ultimo km per permettere all’azione di farcela; la campionessa d’Italia, però, otterrà poco o nulla mentre Lucinda Brand, decisiva il giorno precedente per il poker di Balsamo (che nel frattempo in gruppo si è poi disinteressata della volata), prenderà al comando l’ultima curva per provare a resistere a Gery.

Implacabile la classe 2006 francese (già 4^ nella 6^ tappa, mostrando le sue qualità in uno sprint di gruppo), al terzo hurrà stagionale al debutto tra le “grandi” (e quest’anno aveva già vinto una corsa di peso come la Freccia del Brabante), per il secondo timbro FDJ in questo Giro precedendo proprio la veterana olandese della Lidl-Trek e una generosissima Chantal Pegolo (Isolmant), 3^ davanti a Jackson (St. Michel) e Longo Borghini che sarà 5^ (davanti a Segato) con 3” di distacco, guadagnandone appena 5 sulle altre big, visto che il gruppo chiuderà a 8” regolato da Gillespie su Consonni.

“ELB”, quindi, resta 6^ in classifica generale a 2’07” da Anna Van der Breggen alla vigilia del tappone-verità, con il Colle delle Finestre prima dell’arrivo ai 2000 mt di Sestriere; cruciale ora capire se la maglia rosa recupererà al 100% le botte subite, pur non avendo abrasioni evidenti in seguito all’impatto sull’asfalto, con Demi Vollering pronta ad attaccarla, con un minuto di ritardo e la stessa Antonia Niedermaier (3^ a 1’24”) a sua volta pericolosissima.

 

LE CORSE MASCHILI

 

E’ terminato quest’oggi, sulle strade di Aubel, il 31° Giro di Vallonia (categoria ProSeries) con la quinta e ultima tappa che ha regalato un’altra conclusione folle. Le cadute hanno inciso tanto in questa edizione e pure sull’arrivo odierno, dopo il tentativo di Natnael Tesfatsion chiuso dagli uomini Red Bull e Netcompany INEOS ai -2 km (l’eritreo della Movistar aveva attaccato ai -3 sull’ultimo strappo di giornata), la situazione è stata condizionata dal capitombolo di Kim Heiduk, leader del team britannico che, in terza ruota per lo sprint, è finito giù coinvolgendo il leader della generale, Riley Sheehan, e un altro dei favoriti almeno per il successo della singola frazione, Laurence Pithie.

Là davanti, c’erano già a duello Ben Oliver e Arnaud De Lie, con il 29enne neozelandese della Modern Racing che, dopo il primo hurrà da pro tre giorni fa, quando aveva dominato sotto la pioggia la volata della 2^ tappa, firma il colpo doppio prendendosi anche la generale.

Per il “Toro” della Lotto Intermarché, che aveva esultato ieri, gli ultimi 100 mt sono stati fatali (vincendo, De Lie avrebbe conquistato la generale) con terza piazza finale, alle spalle anche della sorpresa Killian Théot, francese della Van Rysel. Oliver conquista così la classifica di un Giro di Vallonia che vede Sheehan amarissimo secondo a 2” dal neozelandese e De Lie terzo, a 5” dal vincitore.

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