Follia sul Finestre, la tappa regina mutilata: è bis di Vollering, ma Van der Breggen vicinissima alla sua quinta rosa

Follia sul Finestre, la tappa regina mutilata: è bis di Vollering, ma Van der Breggen è vicinissima alla sua quinta rosa
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Stradagiro d'italia women 2026

Follia sul Finestre, la tappa regina mutilata: è bis di Vollering, ma Van der Breggen vicinissima alla sua quinta rosa

La penultima frazione del Giro d'Italia Women in un mare di polemiche, con la giuria che avvisa a pochi km dalla cima che il traguardo, causa una massa nevosa instabile, è stato posto a 1000 metri dalla cima anziché a Sestriere: la stella della FDJ United Suez anticipa Holmgren, Niedermaier e la connazionale, che ha ancora 50 secondi solidissimi di vantaggio su "Deminator" nella generale. Longo Borghini perde di nuovo tantissimo e anche per il podio è quasi finita, domenica la conclusione a Saluzzo.

Una follia, per le tempistiche ancor prima che per la decisione stessa, visto che si parla di sicurezza.

Sta di fatto che la tappa regina del Giro d’Italia Women, da Rivoli a Sestriere, è stata mutilata e in gran parte rovinata, concludendosi ad un km dalla vetta più attesa, il Colle delle Finestre, tagliando così 28,5 dei 105 km totali.

Il motivo? Non la slavina che c’era stata attorno alle ore 13.00, bensì un cumulo di ghiaccio situato circa 150 metri sopra l’altezza della strada, vicini alla vetta scalata per la prima volta dal ciclismo femminile e che decise la corsa rosa maschile un anno fa, considerato un rischio per il passaggio della carovana.

Così, la vittoria bis (dopo l’altro tappone di questo Giro, quello di Santo Stefano di Cadore) firmata da Demi Vollering è in parte amara per la campionessa d’Europa pronta a ribaltare la classifica, ma che non è riuscita a staccare una Van der Breggen perfetta e ora molto vicina al suo quinto Giro d’Italia, 5 anni dopo l’ultimo e lo stop agonistico prima di tornare nel 2025, sfiorando quest’anno la Vuelta.

Andiamo con ordine: la FDJ United Suez ha gestito l’intera corsa, per permettere a “Deminator” di provare a recuperare quel minuto di distacco dalla connazionale e sua mentore ai tempi della SD Worx. Ai -46 km (che risulterà un -17…), all’approccio della salita mito piemontese, 18,5 km al 9,2% di media, l’azione con dentro Gery e Van Agt per il team transalpino e Persico in appoggio a Longo Borghini, aveva un paio di minuti ma già dopo un terzo di salita il gruppetto delle big aveva ripreso tutte quante, con la stessa Célia Gery, vincitrice ieri a Salice Terme, e Lauren Dickson a fare il ritmo per la capitana.

Quando si è arrivati ai -8 km dalla cima dedicata ad Alfonsina Strada, ecco arrivare la comunicazione che la tappa si sarebbe conclusa a 1000 metri dalla vetta posta a quota 2178 mt, stravolgendo ogni tattica anche se, alla resa dei conti, le quattro donne più forti sono risultate le stesse della tappa di tre giorni fa e probabilmente sarebbero arrivate lassù, prima della picchiata su Pragelato e i 10 km finali al 5% verso Sestriere, compatte così come sul “nuovo” traguardo.

In quel momento, solo il portale Bici.PRO con l’inviato Simone Carpanini aveva avvertito di quanto accaduto, con i mezzi fermati per un’ora e mezza e lo stesso giornalista parmense che aveva contattato Marco Della Vedova, visto che a quanto parco l’ente del parco che regola la zona, neppure si era messo in contatto con la giuria di gara. Da qui il ritardo clamoroso nelle comunicazioni, al di là del fatto che quel pericolo, con i cumuli di ghiaccio instabili (ma si poteva intervenire facendoli brillare nei giorni scorsi, considerato che non ci sono state precipitazioni questa settimana?), è stato giudicato tale e quindi portato alla decisione di non transitare in quel punto, praticamente ad un paio di tornanti dalla cima del Finestre.

Così, al “nuovo” -6 km dall’arrivo, Vollering ha aperto il gas e per un paio di km ha dato la sensazione di poter staccare Van der Breggen, Niedermaier e Holmgren, mentre Reusser e Longo Borghini già erano alla deriva, oltre all’iridata Vallières; senza però riuscirci, tanto che la maglia rosa ha risposto alla connazionale ed ex compagna di squadra mettendosi in testa col suo ritmo ai -3 e tenendo la testa da padrona del Giro.

A circa 200 metri dalla linea d’arrivo (chiamiamola così…), Vollering ha sorpassato in un tornante a sinistra Van der Breggen, trovando l’accelerata decisiva per imporsi nettamente davanti a Isabella Holmgren, gran seconda, la solita costante Antonia Niedermaier e appunto la leader della corsa. A 55 secondi troviamo De Vries, leader della Visma Lease a Bike che si difende bene e anticipa di un soffio una rimontante Marlen Reusser, sesta, mentre la campionessa d’Italia e regina degli ultimi due Giri pagherà anche oggi 1’39”, con i sogni (anche di podio) di “ELB” svaniti o quasi.

Scherzo del destino, proprio un mese fa Vollering era salita sul Colle delle Finestre in ricognizione, trovando la strada invasa dalla neve a circa 3 km dalla vetta; ci aveva scherzato sui social, oggi lo scenario era completamente differente, visto che la strada era completamente pulita e non c’era alcun pericolo meteo imminente, ma quella situazione legata ai blocchi di ghiaccio ha portato la giuria a cambiare tutto.

La fuoriclasse orange si trova così a 50” da Van der Breggen che dovrà provare ad attaccare da lontano nella nona e conclusiva frazione, 145 km con partenza e arrivo a Saluzzo; sì, perché l’unica salita davvero impegnativa, quella di Montoso, terminerà a poco meno di 100 km dal gong e gli ultimi 40 di tappa saranno sostanzialmente piatti.

Niedermaier resta 3^ per la sua Canyon-SRAM, a 1’20” dalla maglia rosa, la giovanissima canadese Holmgren (in un Giro già ricco di gioie grazie a Balsamo per la sua Lidl-Trek, anche la classe 2005 ex biker sta mettendo un bel mattonci8no) è 4^ a 1’55” poi c’è il vuoto, con Longo Borghini 7^ a 3’46”.

Si è gareggiato oggi, parlando di calendario internazionale maschile, in Belgio sulle strade della 19esima Heylen Vastgoed Heistse Pijl: semi classica di categoria 1.1, per 187 km da Vosselaar a Heist op den Berg, volatona doveva essere e volatona è stata con il primo hurrà da pro per Noah Hobbs.

Il giovane britannico, classe 2004, in forza all’EF-EasyPost, è stato in grado di battere per una questione di centimetri Soren Waerenskjold (Uno-X), con il belga Milan Fretin della Cofidis a completare il podio. E domenica, con tanti dei protagonisti visti oggi, c’è la Brussels Classic quale appuntamento ProSeries.

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