Ennesimo, strepitoso assolo di Pogacar: Van der Poel deve cedere ancora il Fiandre, gran Evenepoel sul podio

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Ennesimo, strepitoso assolo di Pogacar: Van der Poel deve cedere ancora il Fiandre, gran Evenepoel sul podio

E' tris sui muri della Ronde per il campione del mondo, che dopo la Sanremo riconquista il Giro delle Fiandre staccando nuovamente MVDP sul Vecchio Kwaremont; la terza moneta è del fiammingo, al debutto nella classica di casa, poi Van Aert e Pedersen per una sfida strepitosa.

Un altro irresistibile assolo, anche se per sfiancare il rivale più tosto di tutti, Mathieu Van der Poel, ha dovuto superarsi.

Tadej Pogacar firma il bis consecutivo al Giro delle Fiandre, per quella che è la terza vittoria in assoluto nella seconda monumento stagionale per l’iridato che è sempre più da libri di storia, dopo un altro arrivo in solitaria sul traguardo di Oudenaarde, al termine della folle battaglia lungo i 278 km della 110^ edizione della Ronde.

E’ sufficiente dire che lo sloveno e l’olandese hanno vinto 18 delle ultime 20 classiche monumento disputate, con “Pogi” che sale a quota 12 (a -7 da Merckx) impedendo a MVDP il poker al Fiandre mai riuscito a nessuno.

Staccandolo, come nel 2023 e nel 2025, nello stesso punto, ovvero la parte più ripida (quella iniziale) dell’Oude Kwaremont all’ultimo passaggio, quando mancano 19 km all’arrivo; l’obiettivo di completare la collana delle cinque monumento addirittura nella stessa stagione passerà ora dalla gara forse più difficile, la Parigi-Roubaix di domenica prossima dove il favorito sarà Van der Poel alla ricerca del poker in serie sulle pietre dell’Inferno del Nord, ma per Pogacar c’è già l’abbinata Sanremo-Fiandre come solo Merckx ha saputo fare in passato.

La sua UAE Team Emirates XRG, con un grande Mikkel Bjerg, ha gestito praticamente da sola la fuga di giornata, composta da 13 elementi tra cui il giovane Zamperini in forza alla Cofidis; proprio la squadra del campione del mondo ha fatto il forcing nel momento risultato clou per spaccare completamente la corsa, ai -102 km in attacco al Molenberg, con la sola quindicina di big rimasti davanti.

Al secondo transito sull’Oude Kwaremont, ai -56 km, ecco però che restano solo i “big five” sull’attacco frontale di Pogacar, ma Van Aert e Pedersen cedono ben presto, con Evenepoel che rimane attacco prima di staccarsi subito dopo sul Paterberg; l’asso fiammingo della Red Bull-Bora, al debutto nella classica di casa, è stoico e rimane a pochi secondi dai due grandissimi avversari, con Tadej però che fa di tutto per evitare il suo rientro.

Ai -28, sul Kruisberg-Hotond, Remco cederà in maniera pressochè definitiva rotolando a 25”, poi l’azione decisiva di “Pogi” che arriverà al traguardo con 34” di margine su Van der Poel, con Evenepoel 3° a 1’11” e con ampio margine su Van Aert e Pedersen, ad oltre due minuti per una top five semplicemente leggendaria, con il belga della Visma 4° come lo scorso anno e il danese della Lidl-Trek una quarantina di secondi alle sue spalle.

Stuyven regola il connazionale Florian Vermeersch (secondo UAE in classifica dopo il gran lavoro per il capitano) e Mohoric per la sesta moneta, Laporte è 9° su altri due Red Bull-Bora, Gianni Vermeersch e Tim Van Dijke. L’Italia? Una caduta dopo il Koppenberg taglia fuori Matteo Trentin, in piena corsa almeno per la sesta posizione, il migliore sarà il vincitore del 2019, Alberto Bettiol, 24° a quasi 7 minuti dopo essere rimasto fuori dall’attacco cruciale nato ad oltre 100 km dal gong.

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