Grégoire anticipa Vacek e Pogacar a Locarno, parla francese il Tour de Suisse. Rajovic e Merlier, volatone in Slovenia e Belgio

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Grégoire anticipa Vacek e Pogacar a Locarno, parla francese il Tour de Suisse. Rajovic e Merlier, volatone in Slovenia e Belgio

Sprint ristretto, con la fuga che arriva al traguardo, nella 2^ tappa del Giro di Svizzera con il timbro del leader di casa Groupama-FDJ, mentre il campione del mondo stacca ancora tutti tranne un super Vacek. Van Kerckhove si prende tutto al Giro Next Gen, 2^ tappa tra Slovenia e Belgium Tour: ecco come sono andate le cose.

E’ Romain Grégoire a firmare la frazione interamente ticinese dell’89° Tour de Suisse, coronando l’azione di giornata, composta da 14 elementi, al termine dei 157 km con start e arrivo a Locarno.

Il classe 2003 in forza alla Groupama-FDJ ha gestito molto bene, per poi dominare lo sprint ristretto, il finale di corsa mentre il gruppo dei big dietro aveva acceso la bagarre, con Tadej Pogacar in maglia gialla sempre più vicino agli attaccanti di una tappa che, ai -115 km dal gong, si era di fatto decisa con oltre 2 minuti guadagnati rapidamente da quel plotoncino, nel quale erano presenti nomi di qualità, compreso Julian Alaphilippe che andrà però alla deriva sugli ultimi due strappi nei 18 km conclusivi, tra Fanghi e Orselina.

Sono rimasti in 6, compreso l’ex tricolore Filippo Zana, allo scollinamento a meno di 8 km dalla conclusione quando Pogacar, che aveva lavorato per Narvaez (come aveva dichiarato alla vigilia, ma con il tre volte vincitore di tappa al Giro che ha ceduto nel momento della selezione decisiva), è stato seguito solo da Mathias Vacek, assieme al quale il campione del mondo, già padrone della generale dopo aver fatto il vuoto ieri a Sondrio, si è riportato a pochi secondi dal gruppetto che, ad ogni modo, è riuscito a giocarsi la tappa.

E Grégoire, con Lemmen (alla fine 3° davanti a Zana) che ha fatto il “buco” uscendo ai -250 mt alla ruota del transalpino, ha vinto nettamente davanti a Marcel Camprubì, che ottiene in maglia Pinarello Q36.5 il suo miglior risultato a livello WT, mentre Pickering sarà 5° davanti a Vacek, arrivato ad appena 4”, Verstrynge (che faceva parte del sestetto) e lo stesso Pogacar, 8° guadagnando altri 28” sul primo diretto rivale per la generale, Richard Carapaz, ora distante quasi 3 minuti e con la Lidl-Trek che vede Bagioli, 12° e sempre sul podio in classifica, ora davanti al compagno Vacek.

Va detto, tra l’altro, che lo sloveno in giallo non ha vissuto una giornata semplice sul piano mentale, avendo saputo prima del via della bruttissima caduta della fidanzata Urska Zigart, avvenuta all’ultimo km della corsa femminile terminata a mezzogiorno; fortunatamente, l’atleta dell’AG Insurance, per la quale si erano temuti danni anche peggiori, ha riportato “solo” una frattura alla mascella, con Pogacar che poi è andato in ospedale dopo le premiazioni di tappa.

Venerdì, altri 157 km nel menu per la giornata più semplice di questa edizione, ma con salite nei primi 60 km che possono dare il via ad un’altra fuga di qualità, mentre i 70 km finali saranno totalmente piatti, sulle strade di Bad Ragaz.

 

LE ALTRE CORSE

 

A livello di corse ProSeries, due volatone di massa come da pronostico partendo da quella della 2^ tappa in un Giro di Slovenia che, verso l’arrivo di Ormoz, ha vissuto una giornata particolare con la corsa neutralizzata, e stoppata completamente per quasi 25 minuti, quando mancavano poco meno di 30 km alla conclusione a causa della mancanza di ambulanze per soccorrere i corridori caduti poco prima in un breve tratto di discesa.

Poi la ripartenza e, pur avendo dominato di nuovo il finale con un treno maestoso sino ai -500 mt, non è arrivato il bis della Red Bull-Bora Hansgrohe e di Laurence Pithie, trafitto da un rimontante Dusan Rajovic: sesto hurrà stagionale, ma di certo quello di maggior peso, per lo sprinter serbo in forza alla Solution-Tech, che ha regolato nettamente il neozelandese, sempre leader della generale, il campione di Grecia Arvanitou e Zanoncello, 4° per la Bardiani.

Nella classica arena di Knokke-Heist, la seconda frazione del 95° Belgium Tour ha regalato l’attesa sfida tra i 3 velocisti più attesi, con Tim Merlier che dopo la beffa del giorno precedente vince ancora su uno dei suoi arrivi preferiti, imponendosi da fuoriclasse dello sprint qual è davanti a Olav Kooij e Jasper Philipsen. Il belga della Soudal-Quick Step è pure il nuovo leader in classifica, con 6” di margine su Biniam Girmay rimasto fuori dai giochi dopo il caos nel finale.

Alla Route d’Occitanie (edizione 49 per la corsa di categoria 2.1), prima delle tre giornate di corsa con arrivo praticamente di gruppo a Saint Paul Cap de Joux e Thibaud Gruel, talento emergente della Groupama-FDJ, regala un altro successo al team francese piegando Madis Mihkels (EF-EasyPost) e il connazionale Axel Zingle, 3° per la Visma.

Al Giro Next Gen, per la quinta delle otto tappe nel menu, c’è stata molta più battaglia del previsto sulle strade campane di Bacoli (134 km con start e arrivo nella località alle porte di Napoli), con il Monte di Procida giudice finale di una giornata  che ha visto uno dei favoriti per la vittoria finale della corsa rosa, il belga Matisse Van Kerckhove prendersi successo e maglia rosa, con il leader della Visma Lease a Bike che ha risolto lo sprint a due con Nicolò Arrighetti (General Store).

A 11” ha concluso il gruppo di una trentina di unità, con tutti i big ma senza l’ormai ex leader Jasper Schoofs, dopo che il campione del mondo Lorenzo Mark Finn aveva attaccato a più riprese, contenuto dai rivali. In classifica, Van Kerckhove comanda quindi con 15” di vantaggio su Matteo Vanhuffel (PicNic), che era 3° alle spalle di Zanini, che a sua volta ha ceduto, e 17 rispetto al francese Aubin Sparfel (Decathlon CMA).

Ora le tre frazioni decisive, a partire da quella di domani con il primo arrivo in salita, sul Monte Livata dopo lo start da Velletri, con i 15,7 km conclusivi al 6% di media.

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